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  1. #81
    LA MAFIA FA SCHIFO!
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    In origine postato da blob21
    ma non dire cazzate che sul problema dei rifiuti nel merito ho scritto post e post sul forum principale e non devo certo dar conto a te che sei buono solo a fare le strumentalizzazioni politiche...
    sei tu che hai tergiversato sulle violenze di Genova e Napoli perchè la verità vi fa male... e cazzi vostri se volete difendere l'operato di un gruppo di poliziotti esaltati...
    Berlusconi l'ho messo in mezzo per dire che quando vi fa comodo ci rinfacciate sondaggi e risultati elettorali,poi però ti permetti di criticare la volontà dei campani con battutine del cavolo"turatevi il naso quando votate "o roba del genere...
    ripeto,non sai un kaiser dei rifiuti ma già hai individuato l'unico responsabile...allora è inutile stare a parlare,continua pure a sbraitare"è tutta colpa di Bassolino!"se ti rende contento...sai quanto me ne frega..
    "La verità vi fa male": una frase che avrei potuto utilizzare io, ma non l'ho fatto perché mi si sarebbe ritorta contro. Adesso l'hai fatto tu, e ti dico che ciò è molto squallido da parte di chi con la verità non è che abbia un buon feeling.
    Tu dici che non so nulla della situazione rifiuti, eh? Ma se la situazione è sotto gli occhi di tutti! Anche un cieco si accorgerebbe dell'insostenibilità della situazione e saprebbe dove indirizzare le responsabilità di questo scempio igienico-sanitario.
    Facciamo il conto della situazione: c'è l'emergenza rifiuti, l'emergenza rifiuti è solo in Campania, ed alla guida della Regione c'è il tuo amatissimo Bassolindo. Se tre indizi fanno una prova...
    Mi pare che solo tu stia sbraitando, il sottoscritto sta mantenendo un comportamento molto civile, visto che non sto insultando nessuno. E se vuoi negare l'evidenza di un dato di fatto, mi spiace per te,
    Cosa mi deve rendere contento? Il fatto che a causa di gravi inefficienze amministrative ci si può beccare l'epatite? Ma se a momenti mi viene da piangere...

    Io l'ho detto: competenza nostra, responsabilità vostre. Che bello, ragazzi...
    Morte all'Islam!
    Ora e sempre PORCO ALLAH!

  2. #82
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    In origine postato da Autarkico
    "La verità vi fa male": una frase che avrei potuto utilizzare io, ma non l'ho fatto perché mi si sarebbe ritorta contro. Adesso l'hai fatto tu, e ti dico che ciò è molto squallido da parte di chi con la verità non è che abbia un buon feeling.
    Tu dici che non so nulla della situazione rifiuti, eh? Ma se la situazione è sotto gli occhi di tutti! Anche un cieco si accorgerebbe dell'insostenibilità della situazione e saprebbe dove indirizzare le responsabilità di questo scempio igienico-sanitario.
    Facciamo il conto della situazione: c'è l'emergenza rifiuti, l'emergenza rifiuti è solo in Campania, ed alla guida della Regione c'è il tuo amatissimo Bassolindo. Se tre indizi fanno una prova...
    Mi pare che solo tu stia sbraitando, il sottoscritto sta mantenendo un comportamento molto civile, visto che non sto insultando nessuno. E se vuoi negare l'evidenza di un dato di fatto, mi spiace per te,
    Cosa mi deve rendere contento? Il fatto che a causa di gravi inefficienze amministrative ci si può beccare l'epatite? Ma se a momenti mi viene da piangere...

    Io l'ho detto: competenza nostra, responsabilità vostre. Che bello, ragazzi...
    ma vedi che parli ad minchiam?se Bassolino ha delle responsabilità semmai sono da addebitargli in quanto ex Commissario Straordinario e non certo in quanto presidente della Regione che non c'entra nulla..e io ho cercato di spiegare nel principale che la situazione annosa e decennale dei rifiuti nessuno è stato in grado di risolverla del tutto perchè ha incontrato opposizioni di ogni tipo(amministrazioni locali contro i termovalorizzatori etc.),ostacoli(la camorra).Non l'ha risolta Rastelli la situazione e non ci è riuscito neanche Bassolino,di emergenze analoghe purtroppo ne abbiamo avute anche in passato..Parli di gravi inefficienze amministrative?E' vero ci sono state anche quelle,condivise da TUTTI a destra e a sinistra,da amministratori,ma anche le responsabilità dei cittadini e del loro scarso senso civico ad esempio per quanto riguarda la raccolta differenziata...Invece per te esiste un unico responsabile,ripeto la tua propaganda non mi fa nè caldo nè freddo

  3. #83
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    Talking ... bevi che ti passa!...



    cari amici
    saprete tutti immagino che fino a non molto tempo fa ero un affezionato lettore di Libero. La ragione per la quale a poco a poco ho trascurato la lettura del quotidiano di Vittorio Feltri sta nel fatto che da qualche tempo a questa parte ha assunto un atteggiamento, a mio modo di vedere, troppo fazioso in materia di avvenimenti all’estero. Ciò non toglie che quando si deve denunciare l’immane schifo che caratterizza i posti dove la sinistra governa Libero merita sempre i comunque un encomio solenne. E’ così che da tre giorni a questa parte il quotidiano ha inaugurato una feroce campagna sugli sperperi e la corruzione che caratterizzano la Regione Campania, vero e proprio ‘laboratorio sperimentale’ di sano e genuino modo di amministrare comunista. E così si è scoperto, tanto per cominciare, che il governatore Sassolino, sul quale grava la pesante responsabilità dell’attuale situazione igienico sanitaria della regione al limite del collasso, ha assoldato tempo fa un ‘comitato tecnico-scientifico’ copmposto da eminenti economisti, sociologi, storici che scrivono per le riviste nazionali e internazionali più prestigiose, ciascuno dei quali riceve un appannaggio mensile pari a quindici milioni delle vecchie lire [7890 euro per l’esattezza…]. Il due anni il ‘pensatoio milionario’ di Sassolino non ha prodotto assolutamente nulla, neppure una qualsiasi proposta per l’avvio di un qualsiasi progetto. Le sedute sino ad ora state sette e ciascuna di esse è costata alla regione in miseria 27.000 euro… Ieri si è saputo che la campagna stampa promossa da Feltri questa volta, a differenza di ‘affittopoli’ di qualche anno fa, qualche risultato concreto lo sta raggiungendo, come ci racconta il parlamentare di Forza Italia Gioacchino Alfano: ‘La revoca della consulenza del parlamentare diessino Pino Petrella all’istituto per la cura dei tumori della fondazione Pascale è conseguenza della campagna-stampa del quotidiano Libero, che ha scoperchiato una vera e propria ‘consulentopoli’. In questi anni si è creato un substrato di assistiti che hanno scelto la scorciatoia della politica al confronto quotidiano con la vita, che hanno preferito la consulenza alla meritocrazia…’. Bene così caro buon Vittorio!…
    Ieri è venuta fuori un’altra di queste ‘consulenze’ di Sassolino che sono certo solleticherà l’interesse dei lettori amanti dei buoni vini. In una serie di delibere emesse dalla regione tra il 10 maggio e il 4 luglio stà scritto:’Considerando che i vini… si stanno imponendo in questi anni… sono al centro di nuovi importanti fenomeni… etc… occorre urgentemente attivare il sistema delle enoteche regionali della Campania… realizzando per prima quella di Napoli…’. E che cosa saranno mai queste fantomatiche ‘enoteche regionali’ se non posti dove si degustano vini locali [anche nel mio borgo vi è una ‘enoteca comunale’ che invito tuuti voi a visitare…]. Fin qui per carità niente di male!… Il fatto che, se vogliamo dirla così, suscita qualche perplessità è che per la realizzazione dell’enoteca di Napoli sono stati assunti a contratto tre prestigiosi consulenti. A Pasquale di Lena, segretario della prestigiosa ’Enoteca italiana’, si affiancheranno i napoletani Renato Sanseverino ed Elisabetta Varriale. Primo loro compito sarà la stesura del bando di gara per la realizzazione dell’Enoteca regionale di Napoli e per questo i tre ‘professori’ riceveranno un emolumento pari a 20.452 euro [più di 40 milioni di vecchie lire…] a testa. E’ ovvio che questo sarà solo l’inizio… Avanti così Bassolino!…



    --------------

    Nobis ardua

    Comandante CC Carlo Fecia di Cossato

  4. #84
    memoria storica di PoL
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    Cool ... interessante proposta 'alternativa'...

    Ragazzi
    era un poco di tempo che non ci rivedevamo per parlare un pò della 'Regione modello'. Lo facciamo oggi parlando di una proposta 'geniale' di un nostro amico per far fronte alla 'emergenza Napoli'. Personalmente vedo la proposta 'un poco troppo mite' ma proviamo almeno a prenderla come punto di partenza... a 'perfezionarla' si fà sempre in tempo...

    Da www.effedieffe.com ... buona lettura!...

    Pene ‘alternative’ per la Camorra…

    di Maurizio Blondet



    Oltre allo sgomento per l'arroganza della malavita assassina, anzi dei suoi giovani assassini nemmeno malavitosi, ci tocca la nausea della solita manfrina dei sedicenti ‘nostri governanti’. Napolitano che ritualmente s'addolora, Mortadella che promette una soluzione ‘strutturale’ alla [te pareva…] ‘emergenza Camorra’, i sindacati che indicono una ‘grande manifestazione’… Ovviamente la polizia fa stridere un po' le sirene, qualche retata a Scampia per far scena, si discute se mandare l'esercito, si boccia la proposta, si intervistano sociologi, si discute sui giornali. Non faranno nulla, è ovvio. Questa è solo la solita ammuina. Nessuno ha la minima idea di come sostituire la sola attività economica fiorente di Napoli: La Camorra e la galassia di illegalità, prepotenza e guapperia che la circonda. E' per la Camorra che lavorano gli spacciatori dodicenni. E' sperando di essere assunti dalla Camorra che i piccoli scippatori si mettono in luce moltiplicando da stakanovisti il lavoro. Sul lungomare dei grandi alberghi d'estate avvengono fino a 12 scippi al giorno a danno dei turisti stranieri, e per ‘lavorare’ tanto gli scippatori sedicenni tirano di coca come manager usciti dalla Bocconi. Al Monte di Pietà, dove finiscono in deposito i Rolex rubati [prima di essere rimessi a nuovo con autentico-falso certificato di garanzia…], si valuta che i Rolex rubati siano in tre anni 50 mila. La Camorra ha un giro d'affari di centinaia di miliardi. Arruola giovani malavitosi con paghe iniziali di 750 euro ma buone prospettive di carriera, come i commercialisti della Napoli-bene, e dà lavoro ai negozi di scarpe di lusso e alle pasticcerie giustamente rinomate. Un guaglione per un omicidio viene pagato con 2.500 euro, poco più che un paio di scarpe di D'Alema. Il fatto è che è ai piccirilli questo ‘lavoro’ piace, ci mettono anche la passione. E' il trionfo dell'essere bulli e cattivi. L'orgoglio di accoltellare a morte, a 16 anni, un ‘rivale in amore’ di 18. Di ammazzare chi ti ha soffiato il posto al parcheggio o lo sconosciuto padre di famiglia con cui hai attaccato briga in pizzeria…

    E' la sicurezza generale di ‘impunità’ a rendere Napoli [spiace dar ragione a Calderoni…] la fogna incancrenita che è. Lo sfangarla da furbi e da bulli è diventato un valore, che si è tradotto in una pedagogia collettiva. E' l'onesto, il mite e il beneducato che deve vergognarsi a Napoli. Dunque ogni tentativo di curare ‘l'emergenza’ deve partire dalla repressione e dalla punizione legale. Ma bisogna per questo avere il coraggio di ripensare radicalmente, dal fondo, il concetto stesso di diritto penale. Dovunque, ma soprattutto a Napoli, uno scopo primario della pene è di essere ‘deterrente’, di dissuadere dal crimine. Da troppo tempo in Italia il codice penale non svolge più questa funzione. Un sociologismo d'accatto vuole che la pena sia ‘riabilitativa’, che prepari il ritorno del delinquente ‘nel seno della società’ [aspetta e spera…]. Il sedicenne di famiglia normale che ha accoltellato a morte il rivale in amorazzo per esempio, essendo minorenne, è già ricoverato e curato in una ‘comunità’. Del resto con che cuore mandarlo a Poggioreale, eternamente sovraffollato?… C'è come sapete ‘l'emergenza carceri’. Anziché costruirne di nuovi la classe governativa si lamenta che i vecchi sono sovraffollati, veri e propri ‘inferni dei vivi’. Segue indulto. Dunque il giovane bullo accoltellatore è in comunità. Sicuro come il sole ne uscirà tra pochi mesi per fare un ‘lavoro socialmente utile’. Sotto la guida amoroso-burocratica di assistenti sociali [titolari a loro volta di un lavoro socialmente inutile ma fisso…] e di ‘volontari della Caritas’…

    Un po' perché è un miracolo che un giudice italiano commini più di cinque anni per un omicidio [la durezza esemplare dell'ergastolo è applicata tendenzialmente solo contro gli ‘evasori fiscali’…]. Un po' perché anche se il giudice commina 15 anni all'assassino, un altro giudice di custodia con meccanismi sub-giudiziari, valutazioni di buona condotta e psicosociologia di terza mano, ridurrà la pena a tre, due, uno. Rendendola risibile per ogni guappo appena al corrente di come vanno le cose. Del resto Poggioreale non è un deterrente per il bullo. Uscitone potrà gloriarsene. Né per l'incallito camorrista che conosce l'ambiente, ne approfitta per organizzare affari con altri detenuti, ‘sa farsi rispettare’ e manda le guardie di custodia, come suoi camerieri, a comprargli i pasti al ristorante…

    Allora… come ristabilire la deterrenza della pena?… come assicurarsi che essa, per le sue modalità, induca l'aspirante alla delinquenza a rinunciare, a cercarsi un lavoro onesto?… Faccio qui una ‘modesta proposta’ sul modello di Jonathan Swift. Forse non tutti sanno che nel 1710 il satirico Swift [l'autore dei ‘Viaggi di Gulliver’…] pubblicò una ‘modesta proposta’, ‘a modest proposal, per risolvere il problema della carestia in Irlanda. Propose di cuocere i bambini irlandesi e darli da mangiare ai ricchi [oh yes!!!… - n.d.r.]. Aggiunse alcune ricette su come arrostirli.Naturalmente, era una satira. Sarcasticamente Swift faceva il verso all'egoismo dei britannici dell'alta società che non mandarono mai un aiuto agli irlandesi, quei ‘papisti’ per di più ‘senza voglia di lavorare’ e dunque incapaci di mettere insieme un sistema capitalista che desse da mangiare a tutti loro…

    Ecco, la mia modesta proposta parrà parimenti feroce. Voglio chiarire che non è una satira, ma una vera dura proposta spietata. Ma stiano tranquilli i lettori di cuore tenero. Nessuno realizzerà mai la mia proposta, non c'è pericolo per i bulli e i guappi. In breve, la mia proposta consiste in una pena alternativa al carcere. Le pene alternative sono di moda e dovrebbero essere bene accolte. La mia proposta è di punire i vari delitti che si commettono a Napoli con la pena alternativa della amputazione [very good!!!… n.d.r.]. Un'amputazione ragionata a progressiva delle estremità. Allo scippatore si taglierà il piede destro, quello con cui schiaccia l'avviamento del motorino. Ridotto a piedi, e per di più claudicante, il nostro giovane amico si ravvederà e cercherà un lavoro modesto ma onesto, preferibilmente seduto a una scrivania o a un banchetto da calzolaio. I suoi coetanei non lo guarderanno più come un mito e un modello da imitare, ma come un disgraziato. E saranno sperabilmente dissuasi dalla carriera dello scippo. Il provvedimento ridarebbe nuova concretezza pedagogica al vecchio adagio ripetuto dalle nonne, ma purtroppo caduto in disuso: chi va con lo zoppo impara a zoppicare. All'omicida verrà inflitto il taglio dell'indice della mano destra, quel dito così indispensabile per premere il grilletto . Subito dopo l'operazione, da eseguire in ambulatorio ASL, il malvivente sarà libero, non dovrà affollare Poggioreale aggravando la ben nota emergenza-carceri. La ricomparsa nel quartiere del camorrista amputato dovrebbe riscuotere un certo effetto dissuasivo. Ovviamente, nel giro incallito della delinquenza, non ci si devono aspettare miracoli e subitanee conversioni. Va previsto il caso delle recidiva…

    In caso di recidiva, al camorrista si taglierà anche il pollice. La privazione di questo dito opponibile [almeno nei primati superiori, a cui pare i camorristi appartengano nell'ordine zoologico…] e dunque essenziale per il brandeggio di qualunque arma anche bianca, dovrebbe indurre a salutari riflessioni il reo e il suo entourage. Ove non bastasse, si procederà dito per dito, all'amputazione di tute le dita in entrambe le mani. Più di dieci recidive, anche se non da escludere in linea teorica, ci paiono improbabili. Se dovesse avvenire l''undicesima, la giustizia alternativa si confesserà vinta, e l'individuo andrà in galera. Posso immaginare le proteste del settore umanitario e più avanzato della nostra società, ma sarei disposto a difendere la mia modesta proposta in ogni sede adeguata. Mi pregio di far notare che come pena alternativa, l'amputazione dell'indice [e poi via via del pollice, del medio, dell'anulare… forse il mignolo può restare intatto per quelle operazioni d'igiene intima da camorristi, deplorevoli, ma non illegali, come il rovistarsi le orecchie e lo scaccolarsi…] è comunque più mite di quella in vigore nel barbarico diritto islamico, che commina l'amputazione della mano intera per un semplice furto. La mia proposta tiene conto della ‘superiore civiltà occidentale’ e delle sue ragioni. L'obiezione che un'amputazione è comunque un danno ‘irrimediabile’ è semplicemente da rigettare. Anche l'omicidio è un fatto irrimediabile, cosa che i nostri giudici tendono a dimenticare. Non si può certo dire che la pena proposta sia commisurata al delitto, come dovrebbe in un ordine giudiziario veramente giusto. Ma a malapena è commisurata all'irrimediabilità del crimine, e anche così rappresenta in qualche modo un contrappasso, come dovrebbe sempre essere una punizione…

    Rigetto anche serenamente l'obiezione che la pena di amputazione sarebbe ‘degradante e umiliante’ per il reo. A parte che onesti operai metallurgici devono adattarsi a vivere amputati perché traditi da una macchina, lo scopo della mia modesta proposta è appunto di umiliare, di dissuadere attraverso l'umiliazione. I camorristi e i bulli hanno bisogno soprattutto di questo, di una pedagogia dell'umiliazione. Di una pena alternativa che, al contrario del carcere che è la loro università, gli faccia abbassare le orecchie. Le quali orecchie, si capisce, andrebbero prese in considerazione per una pena alternativa adeguata a delitti minori… il furto ad esempio. Il taglio delle orecchie ai ladri, retaggio di antiche tradizioni occidentali, non avrebbe nulla di irrimediabile. Come nel Medio Evo, il reo potrebbe celare la sua umiliazione semplicemente lasciandosi crescere i capelli. In un regime di piena giustizia potrebbe diventare una moda persino piacevole. La maggior parte dei nostri politici e grand commis [calvi di solito per età…] circolerebbe con vistose parrucche [ah!!!… phantastic!!!… -n.d.r.] che col tempo raggiungerebbero [perché no?…] la maestosa, incipriata graziosità dell'Ancien Régime. Uno straniero un giorno potrebbe scambiare il parlamento e il governo della nostra amata nazione per una rediviva reggia del Re Sole, per una più fastosa Versailles. S'intende che ai super-recidivi, una volta resi monchi, lo stato potrebbe passare un modesto assegno vitalizio. Sarebbe comunque un risparmio per l'erario, visto che una giornata di detenzione nelle sovraffollate carceri italiane costa a noi contribuenti come una notte all'Hilton e permetterebbe ai delinquenti di coronare un sogno che resta irraggiungibile per tanti napoletani onesti: la sospirata pensione d'invalidità…

    E tuttavia, nonostante la razionalità anche fiscale della mia modesta proposta, posso ammettere che la società non sia ancora pronta ad accettarla. I tempi, come si dice, non sono maturi. E guai al riformatore sociale che pretendesse di precorrerli. Occorrerà aspettare che l'Italia venga ripopolata dalla demografia musulmana. Ad essa spetterà il compito di questa necessaria riforma del diritto penale. Nel frattempo mi onoro di esibire una proposta di compromesso, per così dire di seconda scelta. Che mantenga il senso della pena alternativa e il suo valore di deterrenza e contrappasso.
    E' una proposta non nuova. Ancora un secolo fa, nella civilissima Inghilterra, certe risse da ubriachi nei pub venivano fatte finire da muscolosi dipendenti dello stato. I reclutatori della Royal Navy [tali ‘squadre speciali’ di ‘reclutatori’ sono note nella storia navale col nome di Press gangs…]. Il mattino dopo, tra i fumi della sbornia svanente, i teppisti rissosi si trovavano già in navigazione a bordo di una cannoniera di quelle col ponte dipinto di rosso per confondere, nel momento bellico, la scoraggiante vista dei laghi di sangue che solevano produrre le palle da cannone nemiche. Lì, sottoposti alla disciplina marinara e militare, che comprendeva la sferza e il giro di ruota, gli sviati potevano recuperare la salute e l'onore perduto, impiegati in un lavoro ‘socialmente utile’, ma [sollievo non da poco…] lontano dagli assistenti sociali…

    Proporrei di attuare l'esempio nella modernità. Scippatori, assassini e camorristi manifestano una evidente voglia di violenza. Esiste l'istituzione che può soddisfarla. Propongo che, una volta identificati, o anche solo sospettati, i delinquenti vengano addestrati e disciplinati [bisognerà ricorrere, temo, ai sergenti della Legione Straniera…] e, forniti di mimetica, zaino e giberne, avviati senza indugio [inquadrati in appositi battaglioni di punizione…] a battersi in Afghanistan e in Iraq. La NATO, lassù a Kandahar, ha bisogno di uomini validi. Né ci si può nascondere che il mestiere del soldato è quasi l'unico che resti a disposizione degli occidentali disoccupati, dopo che tutti i lavori migliori sono emigrati in Cina o in Slovenia. Né si preoccupino le mamme di Scampia e di Secondigliano per la partenza dei loro figli, che come si sa sono pezz'e core. A Kabul e a Sadr City volano meno proiettili vaganti che a Spaccanapoli. Si è più sicuri…



    --------------

    Nobis ardua

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  5. #85
    Hanno assassinato Calipari
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    che articolo stupido.

 

 
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