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I BEATI PAOLI
di Giovanni De Castro
Di questa setta, durata per molti secoli in Sicilia, sono sì poche le notizie, che certo deve essersi circondata di grandissimo segreto. Sparsa in tutta quanta l'isola, ove generò terrore tradizionale, attecchì eziandio oltre il Faro, segnatamente nelle Calabrie, e qui prima che altrove fu scoperta e crudelmente repressa e punita dai feudatari che da essa si vedevano pigliar la mano nell'ambìto ministerio di fare alta e bassa giustizia. Istituzione popolare formatasi per contrastare la baronale prepotenza, non seppe contenrsi ne' prefissi limiti, trasmodò, macchiossi d'atti riprovevoli; sicchè varia fama ne dura, e vario giudizio se ne porta dai contemporanei.
Non è, come a primo aspetto potrebbe credersi, un fatto isolato. Si vorrebbe da taluno riguardarla come un altro effetto di quella propaganda eretica, che si allargò in tanta parte dell'Europa nel Medioevo. Fra gli eretici di maggior grido ho già ricordato quell'abate Gioachino, calabrese, le cui profezie e stranezze compaiono nell'Evangelium aeternum del frate Gherardino, libro che si conosce essere stato appunto uno de' testi de' giustizieri siciliani.
E non è inverosimile che l'abate Gioachino, nato così vicino alla Sicilia, abbia potuto qui più che altrove spandere le sue idee, e disporre gli animi a reazione violenta contro i soprusi di Roma e de' signori. L'Evangelum aeternum, tessuto di bizzarrie cabalistiche e gnostiche, era dai Beati Paoli anteposto al nuovo e al vecchio Testamento, perocché essi ritenevano con altri settari di quel coronale che l'impero del Vangelo doveva cessare nel 1260, nel quale anno si sarebbe promulgato un nuovo codice religioso, e l'ordine de' mendicanti doveva acquistare il governo della Chiesa rinnovellata.
I Beati Paoli rinnegavano altresì la credenza della dualità, e facevano dio creatore del male e della morte: del male, perché pose nel mistico giardino il mistico pomo; della morte, perché mandò il diluvio, sfolgorò Sodoma e Gomorra: accozzo di superstizioni e puerilità.
Nata propriamente in Sicilia nel 1184, quando la feudalità aveva così profonde radici da consentirsi ogni bravo pensiero, tolse a programma un passo del miscreduto vangelo, almeno in questo creduto e praticato troppo più che non convenisse: "Imperciocché io vi dico che se la vostra giustizia non sarà più abbondante di quella degli Scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli".
Nel silenzio generale degli storici, ne piace riferire l'ingenuo racconto di un letterato siciliano, rimasto inedito fino al 1840, ed ancora poco noto e raro, il quale può dirsi il solo documento che si conosca su questa famiglia di vendicatori, che rinnovarono nell'estrema Italia i lutti e il terrore dei tribunali vestfalici".
Le testimonianze
Jean Levesque de Burigny (1745)
L'annèè meme du mariage de Constance on vit paroitre une Secte nouvelle de gens qui se faisoient appeller Vendicosi, c'este è dire Vengeurs. Ils s'assembloient la nuit & faisoient tout le mal qu'ils pouvoient faire.
Francesco Maria Emanuele marchese di Villabianca (1790)
Questi Beati Paoli o sian scellerati uomini, a mio credere per la tradizione che da figliolo ebbi a intendere, non sono tanto antichi e forse più di ogni altro luogo si fecero sentire nella città di Palermo a causa che il sgherrismo e il valentismo era bastantemente coltivato dalle persone potenti e dai nostri baroni di regno.
Federico Munter (1831)
Si parla di una società sotto il nome di confraternita di San paolo, stabilita nel sedicesimo secolo a' tempi di Carlo V, il voto della quale consisteva a giudicare condotta de' magistrati e de' loro concittadini, e particolarmente a difendere e vendicare le vedove, gli orfani e altri oppressi.
Vincenzo Linares (1840)
La grotta era a mò di stanza con nicchie al muro, parate a nero e con sedili, dove coloro prendevan posto armati da capo a piedi, nell'attitudine di cadaveri sparsi pei lunghi corridoi delle nostre sepolture. Erano involti in abito di stoffa nera, al modo de' ministri togati di quel tempo, e un berretto dottorale chiamato gorra copriva la loro testa.
Giuseppe Bruno Arcaro (1873)
Lo scopo di questa setta (almeno per quanto se ne dice) era quello di soccorrere e di vendicare il debole, il pupillo e la vedova. Questa confraternita si riuniva di notte, in una grotta tutt'ora esistente in Palermo nel mandamento Monte Pietà, largo di S.Cosmo e damiani, per esercitarvi le sue tenebrose incombenze (è sempre la tradizione che parla). Se un uomo del popolo veniva offeso nell'onore e nella persona, se riceveva un torto da qualcheduno delle classi privilegiate, allora egli portava i suoi piati a questo tribunale; la causa veniva discussa di notte, alla luce di una lampada semispenta, ed il presidente assistito da alcuni giudici, emanava una sentenza di morte, sentenza necessariamente inappellabile, la quale veniva intimata al reo, o al preteso reo, con un colpo di stile.
Salvatore Salomone Marino (1873)
dal racconto della sua serva Francesca Campo
Si cunta ca a tempi arreri cc'era 'na Sucità di maistri e di populu abbàsciu ca difinnìanu li gritti di li boni aggenti, e li vinnicavanu contra li priputenti ricchi e li nobili ca avìanu lu putiri 'mmanu e faciànu angarii e cosi torti a la pupulazioni...'Nsumma addiffinnianu li nostri gritti, e li cosi caminavanu cu lu versu, no comu caminanu ora, ca li Biati Pauli cci vurrèvanu pi daveru.
I brani sono tratti dal libro "I Beati Paoli. Storia, letteratura e leggenda" di Francesco Renda, Sellerio, Palermo 1988.
Alcuni libri per saperne di più:
Francesco Castiglione
Indagine sui Beati Paoli
Sellerio, Palermo 1987
Francesco Castiglione
La Confraternita imperiale dei Sette Angeli. Punto storiografico e nuova ipotesi sui Beati Paoli
Archivio Storico Siciliano, Palermo 1982
De Castro Giovanni
I Beati Paoli
in Le società segrete dal Medioevo al XIX secolo
Edizioni Pontremolesi, Pontremoli 1990
Salvo Di Matteo
I Beati Paoli nella reltà storica in Historie Siciliae
Ila palma, Palermo 1987
Umberto Eco
"I Beati Paoli" e l'ideologia del romanzo popolare Introduzione a "I Beati Paoli" di Luigi Natoli
Flaccovio, Palermo 1972
Massimo Ganci
I Beati Paoli, in AA.VV., La Porta del sole
Edizioni Novecento, Palermo 1986
Rosario La Duca
Storia e leggende de "I Beati Paoli"
in "I Beati Paoli" di Luigi Natoli
Flaccovio, Palermo 1972
Elifas Levi
La storia della magia
Atanor, Roma 1978
Vincenzo Linares
I Beati Paoli
Antares, Palermo 1995
Benedetto Naselli
I Beati Paoli o la famiglia del giustiziato
dramma in cinque atti in Teatro Antico Siciliano
Clamis e Roberti, Palermo 1864
Eduardo Natoli
Gli ultimi Beati Paoli
Vittorietti, Palermo 1982
Luigi Natoli (William Galt)
I Beati Paoli. Grande romanzo storico siciliano
Flaccovio, Palermo 1972
Carmelo Piola
Li Biati Pauli in Ligenni popolari
Paganu e Piola, Palemo 1857
Rosalia Pignone del Carretto
Un vero amore ovvero i Beati Paoli
Napoli 1876
Francesco Renda
I Beati Paoli. Storia, letteratura e leggenda
Sellerio, Palermo 1988
Amleto Rio
Costanza figlia del boia ovvero la fine dei Beati Paoli
Grande romanzo storico palermitano
Centro Editoriale Meridionale, Napoli 1983




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