Infine arriva il ministro Alemanno, che annuncia un proprio disegno di legge per rilanciare la caccia e ridarle spazio e dignità. Così, alle ormai svariate proposte di legge già in discussione in parlamento, ogni giorno arricchite da una nuova richiesta (sparare ai gabbiani, affidare la sicurezza area ai falconieri, cacciare in primavera ed estate, riscoprire le cacce tradizionali), si aggiunge ora il governo, rompendo gli indugi fin'ora malcelati: sì, siamo per la caccia libera. Deregulation anche qui. La domanda è: chi e che cosa riuscirà a fermare quella che appare una delle offensive più violente contro trent'anni di storia ambientalista? Ci provano le associazioni, costrette ogni giorno a lanciare nuovi allarmi. Ci prova l'opposizione, peraltro ancora dubbiosa su quale sia la migliore politica ambientale da promuovere. E nel frattempo, dopo il condono, la svendita del patrimonio, la deregulation energetica e tante altre delizie, tocca agli animali selvatici, minacciati da un nuovo diluvio di cartucce.
Soli due giorni fa il deputato di Forza Italia (già Udc) Francesco Brusco ha rilanciato un suo pallino: aprire i parchi alla caccia. La posizione di Brusco parte dalla seguente dichiarata premessa: la caccia non fa male agli animali, non danneggia la natura ed anzi contribuisce al suo benessere. Nessuna considerazione, in tal senso, sembrano dunque meritare le ragioni di scienziati ed enti di ricerca che avvertono come la contrazione della fauna selvatica, già dovuta a squilibri ecologici e climatici e alla distruzione degli habitat naturali, sia aggravata dalla ancora notevole pressione venatoria esercitata un po' dovunque. Cosicché, salvaguardare i parchi e le aree di rilievo naturalistico equivarrebbe a preservare una speranza per la tutela delle specie animali. Chi dei parchi conserva un'immagine «ecologica», chi li vede come uno strumento decisivo per la diversità biologica o il luogo in cui poter condurre attività didattiche, scientifiche, cognitive; o anche chi pensa ad essi soltanto come a quegli spazi in cui trovare ristoro dalle storture metalliche della vita contemporanea, dovrà forse ricredersi. Domani, il rumore sordo di uno sparo potrebbe risuonare anche lì.
«E' una sorta di non senso, un atto irresponsabile che lede gravemente una legge storica», afferma il presidente della Lipu Giuliano Tallone, che alla stesura della legge sui parchi contribuì direttamente. Allo stesso modo la pensano tutte le associazioni, ambientaliste e animaliste, e la parola proibita (referendum) comincia a circolare di nuovo. Persino nel mondo agricolo e in quello venatorio non mancano voci critiche e in taluni casi una vera e tenace opposizione.
Ciononostante, la proposta Brusco, già discussa ad inizio legislatura in commissione ambiente della camera e poi congelata, per le diffuse proteste e i dubbi dello stesso governo, è tornata alla camera per un nuovo iter di discussione. Nei 7 articoli che la compongono si avanza la richiesta di abolire il divieto, previsto all'art. 11 della 394, di «cattura, uccisione, danneggiamento e disturbo delle specie animali». Inoltre, si affida la programmazione delle attività di caccia direttamente agli enti parco, aprendo un vero e proprio cortocircuito di competenze tra enti, leggi regionali, leggi nazionali e finanche articoli della costituzione. Un pasticcio incredibile che lo stesso Lupi, capogruppo di Forza Italia in commissione ambiente, decide di bocciare: «Va sgombrato il campo da equivoci ed ambiguità: Forza Italia non ha intenzione di aprire le aree protette alla caccia. Non rientra tra le nostre priorità quella di approvare il disegno di legge Brusco». Peccato che tra i firmatari della proposta ci sia anche lui, ...Lupi.
Perché la si capisca a fondo, l'iniziativa di Brusco andrebbe tuttavia incrociata con le già citate proposte di legge (15) che sempre in materia di caccia sono discusse in commissione agricoltura della camera. la caccia estesa ai periodi di migrazione e riproduzione degli animali; le liste degli animali cacciabili ampliate anche alle specie minacciate; la maggior parte dei reati venatori depenalizzata, l'abbattimento di cormorani e gabbiani e, come dicevamo, i falconieri negli aeroporti a garantire la sicurezza aerea. Un'immagine suggestiva, medio evo e jumbo jet.
In conclusione il ministro Alemanno, che annuncia per l'appunto il suo disegno, poi soprassiede, poi ci ripensa e infine lo conferma (per bocca del sottosegretario Scarpa Bonazza). Il voto si avvicina ed è noto che esiste una campagna elettorale venatoria. Ma guai a sottovalutare il rischio che in un colpo solo (è il caso di dirlo) si perdano decenni di conquiste a colpi di condoni, megacentrali, disattenzione e mezze cartucce.
Danilo Selvaggi
Il Manifesto
30/01/04




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