Così parlano Comencini & Beggiato......
Domenica, 1 Febbraio 2004
I due ex leghisti hanno sbattuto la porta a Bossi e avviato il dialogo col fronte un tempo nemico. «Portiamo in dote il vero federalismo»
«Prove di alleanza con il centrosinistra»
Beggiato e Comencini: non vogliamo tornare nella "caserma" dove si obbedisce agli ordini di Milano
Mestre
C'erano anche Ettore Beggiato e Fabrizio Comencini, rispettivamente segretario nazionale (nel senso regionale) e vicesegretario della Liga Fronte Veneto, al congresso veneto della Margherita. Proprio loro, due esponenti di quel mondo autonomista e federalista «che ha ripudiato il populismo della Lega», per usare le parole del coordinatore regionale Diego Bottacin. E dunque a questo mondo che il partito di Rutelli, almeno in Veneto, guarda come un potenziale alleato nell'operazione di allargare la coalizione di centrosinistra. Già, spiegaBeggiato, che è stato anche assessore regionale del Carroccio, «stiamo valutando questo possibile percorso che, alle regionali del 2005, può sfociare in una lista con il centrosinistra a cui noi possiamo dare forte connotazione di federalismo. È avvenuto in Friuli Venezia Giulia e in Catalogna...».
Ma cosa ci stanno a fare due ex leghisti con quelli che un tempo erano nemici politici? Beggiato e Comencini (era segretario veneto) nel 1998, sanzionarono la loro uscita dalla Lega guardando in faccia Umberto Bossi, durante un appuntamento che il Carroccio aveva organizzato a Ponte di Legno ,"patria" del Senatùr.
E allora, Comencini, che ci azzeccano gli ex leghista con il centrosinistra?
«Valutiamo la possibilità di un'alleanza a tutto campo. Ricordo che già a Verona, al ballottaggio, appoggiamo l'attuale sindaco Paolo Zanotto contribuendo alla sconfitta del centrodestra».
L'avvicinamento risale a qualche tempo fa, attraverso Massimo Cacciari?
«È così, e ora c'è una prospettiva su cui ragionare in vista delle elezioni provinciali e, più in là, per le regionali del 2005 e le politiche del 2006».
E per le europee?
«Siamo già impegnati in una compagine composta dagli altri movimenti autonomisti e federalisti europei, con i quali aderiamo all'Alleanza Libera Europa presente all'Europarlamento. Faremo lista unica con la Lega Autonomia Lombarda con il Partito Sardo d'Azione, con gli autonomisti sloveni...».
Coerenti federalisti, ma liberi da alleanze organiche?
«Certamente, piuttosto puntiamo ad alleanze tattiche».
E perché non ritentare con il centrodestra?
«Ma andiamo, è lo stesso Bossi che continua a dire che in due anni di governo di centrodestra non è stato fatto nulla: il nazionalismo della destra è un vincolo enorme. E poi, oltre alle pacche sulle spalle, ne abbiamo ricevute tante, nel centrodestra non abbiamo mai avuto l'occasione di un dialogo serio. Nonostante lo strappo di cinque anni fa, ho rispetto e simpatia per alcuni della Casa delle Libertà, anche leghisti. Ma la politica si fa con i programmi, con le persone e con patti che poi si rispettano».
Il centrosinistra rispetta i patti?
«In più di un anno di dialogo, spesso anche spigoloso, abbiamo riscontrato un vero interesse per le reali istanze autonomiste e federaliste... Bossi ha la sua strategia, cioé di rimanere l'unico interlocutore della cosiddetta area federalista ma per annientare qualunque realtà che gli fa ombra. Vede, noi siamo sempre disponibili, loro no. Nessun rancore, ma noi non vogliamo andare in caserma dove si obbedisce agli ordini che vengono da Milano...».
Gi. Ga.




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