ASCA) - Roma, 14 ott - ''Per prevenire il fiorire e il crescere di cellule terroristiche nel nostro Paese, e' necessario coinvolgere gli immigrati sani, nella lotta alla criminalita', confrontandosi con le comunita' e facendo vestire la divisa alle seconde generazioni che hanno acquisito la cittadinanza italiana''. E' quanto torna a chiede l'Associazione nazionale funzionari di polizia (Anfp) secondo cui anche l'attentato di Milano conferma, ancora una volta, ''quanto sia indispensabile rafforzare le strutture e le funzioni di analisi dei fenomeni che solo le forze di polizia possono garantire, indirizzare efficacemente le risorse disponibili, impostare strategie di coinvolgimento delle comunita' di immigrati e di rafforzamento della cooperazione internazionale''. Da qui, ha sostenuto oggi il segretario nazionale dell'Anfp, Enzo Marco Letizia la necessita' di 'aprire' anche le forze di polizia ad una presenza 'multirazziale'.
''L'immigrato per i servizi di polizia va visto come un valore aggiunto - ha sostenuto Letizia - si pensi, ad esempio, all'utilizzo di agenti sotto copertura negli appostamenti, nelle sale intercettazione e nell'ascoltare cio' che dice uno straniero pedinato quando si ferma in un bar o va a telefonare in un call center''.
''Dunque - ha concluso Letizia - sottoscriviamo quanto afferma il Capo della Polizia che non c'e' prevenzione possibile senza opportunita' di integrazione della popolazione immigrata''.
MILANO ATTENTATO ANFP E L ORA DI POLIZIOTTI FIGLI DI IMMIGRATI - Agenzia di stampa Asca




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