Albertini scrive alla malata: «Signora, ci ripensi»
«Ascolti la voce dei suoi concittadini che trepidano per la sua sorte». «Mi permetta di starle vicino»
Il sindaco di Milano Gabriele Albertini (Fotogramma)
MILANO - Cara Maria, ci ripensi. È questo, in sintesi, il contenuto di una lettera scritta oggi dal sindaco di Milano, Gabriele Albertini, alla donna affetta da una cancrena a un piede ma che rifiuta l'amputazione rischiando così la vita.
«Gentile signora Maria - scrive Albertini -, mi rivolgo a lei come amico per invitarla a ripensare la scelta drammatica di affrontare la fine della sua vita senza consentire alla medicina l'intervento, pur doloroso, che potrebbe salvarla».
Albertini ricorda che «la legge e la stessa Costituzione repubblicana» gli impediscono di intervenire d'autorità «per salvaguardare la sua vita, in assenza di una "proposta motivata di un medico".
E comunque - afferma - non mi sentirei di farlo.
Voglio e devo rispettare la sua volontà. Vorrei tuttavia persuaderla ad avvertire i sentimenti di chi le vuole bene e ad ascoltare la voce dei suoi concittadini che stanno trepidando per la sua sorte».
GIORNALI - «Lei - scrive il sindaco, che non è riuscito a rintracciare la signora e che quindi ha inviato la lettera alle redazioni - che conosce il dolore più di noi tutti, può comprendere meglio di altri quanto bene potrà ancora fare a chi soffre. Anche con la sola testimonianza di sopportare la sofferenza». «Vorrei parlarle - conclude -, me ne dia la possibilità. Mi consenta di esprimere i sentimenti di tanti che dalla sua estrema decisione trarrebbero un senso di smarrimento e di dolore. Mi permetta di starle vicino. Il suo concittadino, Gabriele Albertini».
2 febbraio 2004 - Corriere.it
io sono stufa di questo stato che vuole decidere della mia vita dalla nascita alla morte!




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