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Discussione: Quale Memoria?

  1. #1
    SENATORE di POL
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    Predefinito Quale Memoria?

    da www.israele.net

    " Quando la memoria della Shoa' viene usata per criminalizzare gli ebrei

    Da un articolo di Yehoshua Amishav (direttore del dipartimento comunicazione del Keren Hayesod, gia' portavoce dell'ambasciata israeliana a Parigi e a Roma)
    27 gennaio 2004

    Esiste una sorta di assioma comunemente accettato secondo cui la conoscenza storica della Shoa', vale a dire del tentativo scientifico, sistematico e senza precedenti di cancellare il popolo ebraico dalla faccia della terra, dovrebbe spingere i protagonisti della truce ondata odierna di antisemitismo a riflettere sui loro atteggiamenti. O per lo meno dovrebbe spronare coloro che gli vivono attorno, e i governi dei paesi infettati dall'antisemitismo, a contrastare con energia gli antisemiti. Purtroppo e' tutt'altro che certo che questo assunto possa reggere alla prova dei fatti.
    La domanda centrale che bisogna porsi e': da dove viene oggi il maggiore pericolo per gli ebrei in Europa? Da gruppi marginali di giovani consumati dall'odio, che di tanto in tanto si danno alla profanazione di un cimitero ebraico, o da elite culturali e accademiche che conoscono benissimo la storia del Vecchio Continente? La risposta sembra alquanto evidente.
    Quando Mikis Theodorakis, l'autore del capolavoro "Mauthausen", definisce il popolo ebraico "la radice del male", non lo fa certo per ignoranza di cosa sia stato l'Olocausto (Theodorakis si unisce al coro degli antisemiti).
    Persino un antisemita di prima grandezza come l'ex primo ministro malese Mahathir Mohammed non ha negato l'Olocausto nel suo famoso discorso contro gli ebrei. Al contrario, lo ha esplicitamente citato per sottolineare che nemmeno l'Olocausto ha impedito agli ebrei di dominare il mondo (La Conferenza Mondiale Islamica attacca il "potere degli ebrei sul mondo").
    E il premio Nobel portoghese Jose Saramago conosce perfettamente cosa e' stato Auschwitz, ma cio' non gli ha impedito di fare le indegne dichiarazioni che tutti ricordiamo quando ha paragonato Auschwitz a Ramallah durante la sua ultima visita nella nostra regione (Il Vangelo secondo Saramago).
    Oggi, in Europa, non manca una buona conoscenza della Shoa': vi sono ancora parecchi sopravvissuti; una notevole quantita' di libri e di musei offre ogni informazione a chiunque ne cerchi; e' stata istituita una giornata europea per la memoria della Shoa'. E se pure e' vero che le giovani generazioni non ne sanno abbastanza, si tratta di un fatto che si inscrive in un problema generale.
    Lo sviluppo veramente allarmante degli ultimi tre anni e' che sempre piu' spesso la memoria dell'Olocausto viene usata per criminalizzare Israele, e per censurare l'appoggio degli ebrei a Israele. E' un fenomeno iniziato vent'anni fa con la guerra in Libano, e che poi e' aumentato fino a diventare senso comune. E cosi', praticamente tutti i rappresentanti di Israele si sentono ripetere continuamente: "State facendo ai palestinesi quello che e' stato fatto a voi durante l'Olocausto". E' un fenomeno cosi' diffuso che due anni fa un portavoce dell'ambasciata israeliana in Belgio e' giunto al punto di chiedere allo Yad Vashem di sospendere le cerimonie di consegna del titolo di "Giusto fra le Nazioni" (i non ebrei che hanno salvato ebrei durante la Shoa') perche' praticamente in ogni cerimonia accadeva che qualcuno dei presenti ne approfittasse per proporre il vergognoso parallelo.
    Circa la memoria dell'Olocausto, sono state stabilite delle regole ben definite: chi difende Israele non ha diritto di menzionare l'Olocausto altrimenti viene accusato di "sfruttare in modo ignobile il sangue di quelle vittime per giustificare i crimini che commette Israele". Viceversa, i nemici di Israele possono usare tranquillamente l'Olocausto per dare addosso a Israele e per sostenere che quello israeliano e' il nuovo regime nazista.
    Questo atteggiamento dimostra quanto sia forte la memoria della Shoa' in Europa. Se non fosse cosi', non avrebbe senso pubblicizzare e diffondere al massimo il paragone Israele-nazisti, questi ultimi assunti come rappresentanti del male assoluto. Come ha scritto l'avvocato Arno Klarsfeld (Jerusalem Post, 12.12.03), si avvicina rapidamente il giorno in cui gli ebrei dovranno lasciare l'Europa oppure vivere da "marrani [clandestini] politici".
    Ecco l'essenza del nuovo antisemitismo. Nessuno scienziato francese si e' mai visto chiedere, nemmeno nei momenti peggiori della guerra d'Algeria, di condannare pubblicamente il suo governo per essere accettato fra i suoi colleghi scienziati. Nessun professore di Oxford ha mai annunciato che non avrebbe mai piu' insegnato a uno studente belga che avesse servito nell'esercito del suo paese, nemmeno quando vennero alla luce le responsabilita' del Belgio e del suo esercito nel genocidio in Rwanda del 1994. Invece il fatto stesso di essere identificato come israeliano implica ostilita'. La presidente di Amnesty International in Israele, Miriam Shlesinger, e' stata espulsa dal comitato editoriale di un periodico britannico di linguistica, e c'e' chi vorrebbe togliere il premio Nobel a Shimon Peres. Da qui a dire agli ebrei: "tenetevi lontani da Israele o non potrete piu' vivere come avete fatto finora senza mettere a rischio la vostra sicurezza" il passo e' assai breve.
    Questi segnali provengono dal cuore stesso del mondo culturale europeo occidentale: da ambienti che non hanno alcun bisogno di sentire lezioni sull'Olocausto. Questa gente, gli educatori della prossima generazione e i modelli con cui si identificano i giovani, rappresenta oggi il piu' grande pericolo per la vita quotidiana di centinaia di migliaia di ebrei in Europa. E' tutt'altro che certo che un incremento degli studi sulla Shoa' possa fare qualcosa per correggere questa nefasta situazione.
    (Ha'aretz, 29.12.03)
    "


    Shalom!!!!

  2. #2
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    Predefinito www.ilgiornaledibrescia.it

    " Wiesel: «Noi ebrei vi avvertiamo: sta tornando l’antisemitismo»




    Il Nobel per la pace Elie Wiesel, in una foto d’archivio

    ROMA - «Se Auschwitz non è riuscita a curare l’antisemitismo che cosa lo potrà fare?». Se lo è chiesto il premio Nobel per la pace Elie Wiesel, nel suo intervento nell’aula Giulio Cesare in Campidoglio, dove martedì è stato ospite del sindaco Walter Veltroni in occasione della giornata della memoria. Ad assistere all’incontro c’era tra gli altri il vicepresidente del Consiglio Gianfranco Fini. «Noi abbiamo le antenne - ha detto Wiesel - e vi diciamo: state attenti, c’è pericolo. Credeteci: c’è un pericolo morale per l’umanità, per la crescita dell’antisemitismo che oggi ha nuovi connotati». È stato questo il punto cruciale del suo discorso. «Io mi chiedo - ha proseguito il premio Nobel - come si possa usare la tragedia degli ebrei contro gli ebrei stessi, contro Israele, come si possa istituire un confronto tra Israele e gli esecutori di ieri. È possibile fare critiche ad un movimento politico ma non andare così oltre, utilizzare le nostre parole per venire contro di noi». Elie Wiesel ha poi osservato: «Se c’è pericolo per il XXI secolo è perchè ancora oggi c’è chi crede che la morte possa essere una risposta. Mi riferisco ai terroristi suicidi, che credono di poter uccidere innocenti come donne e bambini per raggiungere i loro obiettivi politici o religiosi. Essi sono una minaccia per tutto il mondo». Rivolgendosi invece al passato, Wiesel ha detto di appartenere «ad una generazione che si è sentita abbandonata da Dio e tradita dagli uomini. Tuttavia io proclamo che non ci possiamo allontanare nè da Dio nè dalle sue creature: gli esseri umani hanno dimostrato di essere capaci di brutalità che non si possono nemmeno menzionare, ma ognuno di noi deve scegliere l’altro, se vuole far crescere i suoi figli nella pace». Rivolto quindi alle persone che gremivano l’aula Giulio Cesare, Wiesel ha detto che «siamo noi che decidiamo se essere veicoli di odio o di compassione, se le nostre parole devono essere lance o strumenti di pace. È possibile - ha aggiunto - essere a Roma, dove c’è l’arco di Tito che ricorda la deportazione degli ebrei, e parlare di pace e speranza, vivere un atto straordinario di gentilezza tra gli uomini e capire che una storia di grande disperazione può diventare una storia contro la disperazione». Ma questa è una storia, ha proseguito, di cui non si deve perdere la memoria, perchè «in ogni epoca è possibile dimenticare». Wiesel ha citato il messaggero che in un racconto di Kafka dimentica il messaggio da recapitare; le donne che partoriscono un nuovo figlio dimenticando i dolori del parto precedente. «Anche la nostra società può dimenticare. Gli assassini dimenticarono cosa fosse l’umanità, la compassione, eppure venivano dalle migliori Università europee, avevano confidenza con la civiltà, la bellezza, le idee, i principi, ma tutto questo non li ha fermati dall’uccidere. Questo è successo - ha concluso Wiesel - perchè avevano dimenticato cosa fosse l’umanità, la pietà verso un bambino».
    "

    Shalom!!!

  3. #3
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    Predefinito

    da www.adnkronos.com

    " ''Massimo impegno del governo per far crescere dialogo e rispetto''
    Shoah, Berlusconi: ''Istituiro' comitato contro discriminazione''
    Il messaggio del premier per il 'Giorno della Memoria': ''Per un monitoraggio sui pericoli di regressione verso intolleranza, razzismo e xenofobia''

    Pera: ''Capire e impegnarsi per non dimenticare''
    Ciampi: ''Ricordiamo affinche' l'orrore non possa ripetersi''

    Roma, 27 gen. (Adnkronos) - ''Il nostro governo agira' con il massimo impegno per far crescere il dialogo, il rispetto e l'accettazione tra culture e religioni diverse, in modo che ciascuno riconosca in ogni 'altro' un suo fratello''. Lo ha detto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, in occasione del Giorno della memoria, annunciando l'istituzione di un comitato interministeriale contro la discriminazione e l'antisemitismo.
    ''Coerentemente con la mozione sull'antisemitismo approvata dal Senato il 20 gennaio scorso -ha sottolineato il premier in un messaggio diffuso dall'ufficio stampa della Presidenza del Consiglio- ho invitato il ministro dell'Interno a promuovere l'istituzione di un comitato interministeriale contro la discriminazione e l'antisemitismo''. Da parte sua il ministro dell'Interno, Giuseppe Pisanu, ha confermato di aver avviato la costituzione del comitato interministeriale. Questo organismo, ha assicurato il presidente del Consiglio, ''sara' chiamato a esercitare un monitoraggio costante sui pericoli di regressione verso forme di intolleranza, razzismo e xenofobia e ad individuare gli strumenti educativi e sanzionatori per contrastare efficacemente ogni comportamento ispirato da odio religioso o razziale''.
    ''E' con questo spirito -ha avvertito Berlusconi- che abbiamo portato all'approvazione dell'ultimo Consiglio europeo, quello con cui si e' concluso il nostro semestre di presidenza, l'impegno di tutta l'Unione europea ad opporsi ad ogni di estremismo, di intolleranza e di xenofobia''. I ''mali che ancora pregiudicano la convivenza pacifica e democratica. Per questo, abbiamo sempre sottolineato la profonda preoccupazione per l'aumento di episodi di intolleranza antisemita, sia contro i luoghi di culto, sia contro singole persone''.
    ''L'antisemitismo -ha scritto ancora il premier- come ogni forma di razzismo, e' una piaga che deve essere curata con l'impegno di tutti, perche' colpisce non solo le proprie vittime, ma anche la societa' nella sua interezza. In questa giornata che ci unisce nel doloroso ricordo nel sacrificio di milioni di nostri fratelli, sento il bisogno di rivolgermi in particolare ai giovani. Sono loro che devono vigilare perche' in futuro la violenza e l'arroganza non spengano la speranza di tutti noi in un mondo piu' libero e giusto, in cui tutti possano vivere con pari dignita' e rispetto reciproco''.
    Il Giorno della memoria, ha affermato Berlusconi, ''assume quest'anno per il nostro Paese un significato speciale''. ''Il prossimo marzo, infatti, l'Italia avra' l'onore di presiedere la task force internazionale per la Shoah, l'organismo internazionale di cui fanno parte 16 Paesi, che persegue il fine, attraverso l'insegnamento, la formazione dei docenti e la promozione di ricerche e studi, di mantenere viva la memoria collettiva dello sterminio di milioni di ebrei''. La task force, ha aggiunto il Cavaliere, ''opera per trasmettere alle nuove generazioni il ricordo delle atrocita' commesse dai nazisti, affinche' non si debba mai piu' assistere all'annichilimento e all'annientamento dell'essere umano, l'aberrazione a cui conduce ogni totalitarismo''.
    Vittorio Amato
    "

    Shalom!!!

  4. #4
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    in Francia c'è un risorgere dell'antisemitismo impressionante

  5. #5
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    Predefinito Re: www.ilgiornaledibrescia.it

    In origine postato da Pieffebi
    " [i] Wiesel: «Noi ebrei vi avvertiamo: sta tornando l’antisemitismo»



    non gli viene il dubbio di comportarsi diversamnte

  6. #6
    SENATORE di POL
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    E perchè mai? Visto che non viene agli idioti antisemiti quello di iniziare ad usare il cervello, qualora ne fossero dotati e qualora non sia stato irreparabimente danneggiato dalle baggianate di secoli di patacche e bufale ideologiche e di odio irrazionale....


    Shalom!!!

  7. #7
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    [QUOTE]In origine postato da Pieffebi
    [B]E perchè mai? Visto che non viene agli idioti antisemiti quello di iniziare ad usare il cervello, etc-----------------------------

    sen.PFB,

    il cervello c'è ma viene impiegato per odiare,per opprimere,per distruggere per ottenere una sorta di rivalsa con chi è perseguitato da ignobili dicerie secolari.
    Sono quegli stessi che odiano il bene inteso come opposizione al male ma si riservano di definire il contesto relativo alle due categorie.
    Comunque,trovo ipocrita una rimembranza che non unisce nella condanna al nazismo anche l'applicazione staliniana del socialismo reale(eccome era reale),nella forma dei gulag.
    La memoria non si salva con le leggi ma con la cultura di un popolo che in Italia ancora non c'è o se c'è è materia esclusiva di un'intellighenzia che ha diviso il popolo con le sue menzogne ideologiche.

  8. #8
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    Nei gulag venivamo madati gli oppositori al regime comunista e quindi senza distinzione di etnie ma la shoa è ben differente, si voleva cancellare un popolo dalla faccia della terra senza alcun motivo se non il fanatismo razzista antisemita.

  9. #9
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    In origine postato da Pieffebi
    E perchè mai? Visto che non viene agli idioti antisemiti quello di iniziare ad usare il cervello, qualora ne fossero dotati e qualora non sia stato irreparabimente danneggiato dalle baggianate di secoli di patacche e bufale ideologiche e di odio irrazionale....


    Shalom!!!
    Basta con il vittimismo
    Che ognuno si prenda le sue responsabiita, è deplorevole il modo di comportarsi di israele verso la questione palestinese e verso tutti i trattati di pace e di immigrazione che non stanno rispettando

  10. #10
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    Ognuno può esprimere l'opinione che crede sulla condotta del Libero, Legittimo e Democratico Stato di Israele. Io trovo assai più deplorevole la politica della dirigenza palestinese, collusa con terrorismi e regimi arabi infami, che non ha mai fino ad oggi fatto altro che prendere tempo, rifiutare ogni autentico percorso di pace (da ultimo con il dimissionamento di abu mazen) per tendere sostanzialmente all'obiettivo di sempre: la distruzione di Israele e NON la creazione di uno Stato indipendente nei "territori".

    Shalom!!!

 

 
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