Mercoledì 4 Febbraio 2004 - Ugo Gaudenzi
Un "antisemitismo" a comando....
Una pericolosa offensiva di polizia del pensiero è portata avanti in queste settimane da ogni angolo della politica italiana ed europea suddita dei poteri atlantici.
Agitando lo spauracchio della crescita di un presunto “antisemitismo” in Italia e in Europa, gruppi di pressione, cancellerie e istituzioni, le più varie, gonfiano esponenzialmente tale “pericolo” - fin qui limitato a irrilevanti scritte sui muri o negli stadi di qualche città - per ottenere, con una sorta di lavaggio dei cervelli, una riabilitazione surrettizia delle pratiche - quelle si vergognose - di dominio, strage e rapina portate avanti dal regime sionista che occupa la patria dei palestinesi.
Tutto questo agitarsi in favore di Israele - da destra e da sinistra - ha una precisa origine: la constatazione di una diffusa, più che maggioritaria, condanna degli europei alle politiche aggressive di Stati Uniti e Israele. Una constatazione evidenziata dai risultati di un recente sondaggio ufficiale dell’ “eurobarometro” dell’Ue dal quale era emerso un rifiuto senza riserve alle politiche guerrafondaie israelo-americane. Il no dell’Europa - e non solo del nostro continente - all’invasione di un Paese indipendente, l’Iraq, il rifiuto della cosiddetta “guerra
infinita” proclamata da Washington (e da Londra) contro Stati e popoli dichiarati “canaglia” e la manifesta riprovazione per la licenza di uccidere rilasciata dagli angloamericani a Tel
Aviv, anche in presenza di oltre settanta risoluzioni di condanna dell’entità sionista emesse da un organismo, l’Onu, che tutto è fuorché amante dei diritti dei popoli arabi, ha infatti turbato i sogni degli attuali reggenti dell’Occidente.
Ne ha, in particolare, distrutto il disegno - ideato da Washington e Londra e subito ripreso dai fedeli governi di Roma e Madrid - di forzare la storia, la cultura, la politica e la stessa geografia mondiale con un inserimento “d’ufficio” dell’entità sionista israeliana nell’Unione europea.
E’ da qui, per ribaltare cioè questi inoppugnabili fatti, che l’offensiva di polizia del pensiero contro il cosiddetto “antisemitismo” ha preso origine. Un’offensiva portata avanti nei “luoghi deputati” e al tempo stesso amplificata a dismisura, dai mezzi di comunicazione di massa, dai giornali, dalle radiotelevisioni.
Ed ecco che, come per incanto, una scritta - mettiamo: “juden raus” - vergata con una bomboletta da un ragazzino in un muro d’angolo della periferia di Parigi o di Roma diventa caso nazionale ed europeo.
Così che, per esempio, il Senato della Repubblica (coloniale) italiana possa giungere, nella serata del 2 febbraio, ad approvare all’unanimità una “mozione di lotta all’antisemitismo” presentata dal social (traditore) Del Turco e applaudita da tutto l’arco filo-sionista: dai Comunisti Italiani ad Alleanza Nazionale. Una mozione che, con la scusa dell’ “antisemitismo” condanna - udite bene - anche l’Hamas palestinese e anche l’ Hizbollah (partito sciita libanese rappresentato in quel Parlamento e autore della controffensiva che ha liberato il Libano del sud, la propria patria, dalle forze d’invasione israeliane) quali gruppi terroristici internazionali.
Così ad esempio, sempre due giorni fa, il presidente della Commissione europea, Romano Prodi, è stato costretto (si fa per dire) ad andare in pellegrinaggio a Vienna per dichiarare sotto una bandiera israeliana che gli europei, in fondo, amano Israele e che quell’Euro-sondaggio è stato un errore.
Tutto acquista un senso. L’atto del ragazzino diventa la causa-strumento di una propaganda pro-sionista martellante e asciugacervelli. Pannella può riprendere la sua ignobile crociata per israelo-americanizzare la nostra Europa, Fini pure e Marino o Cossutta anche. Con gran soddisfazione di tutta la palude dei post-democri-stiani, dei forzisti e dei diessini.
La trappola è di nuovo piazzata. Ma nessuno di noi ci infilerà le sue proprie gambe.




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