Risultati da 1 a 4 di 4

Discussione: Antiamericanisti

  1. #1
    Iscritto
    Data Registrazione
    22 Jan 2004
    Messaggi
    232
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Antiamericanisti

    Cari antiamericanisti,

    forse ha una sua utilita' postare in lista un mio commento ad una lettera nella quale il *nazional-comunista* Terraciano, adirato perche' la sua adesione all'appello per la manifestazione del 13 dicembre e' stato respinto, ci definisce degli *zero+*.

    Mor.

    --------------------------------------------
    IL COMMENTO DI UNO *ZERO+*


    "Il pensiero ³evoliano², cioè la Tradizione Una nell¹analisi di un filosofo del nostro tempo, è valida sempre e le sue ³profezie² si stanno realizzando sotto i nostri occhi. Miracolo? No: pre-visione. Nel senso che, in una concezione circolare della Storia quel che sarà è già stato, se non nelle forme nella sostanza.
    Evola ne fu certo il ³traduttore², l¹interprete , come Guenon, Hamvaz e altri nel mondo europeo del suo tempo, nel XX secolo E.V.,come ogni tempo e luogo ha avuto i suoi diffusori ed interpreti.
    Sull¹attualizzazione poi oggi, nel XXI secolo dell¹Era Volgare, del pensiero evoliano in chiave politica rivoluzionaria, rimando a decine e decine di scritti, miei e di altri, nonché a ³Tradizione e/o nichilismo² (a cui collaborai) sulla pretesa apolitia evoliana, e soprattutto a ³Rivolta contro il Mondialismo moderno². In futuro, spero, anche un sito ad hoc. ³Nulla di originale, tutto di originario², disse qualcunoŠ Non esistono ³MITI INCAPACITANTI², secondo la vulgata di certi neo-destri, ma solo uomini incapaci di attualizzare qualsiasi mito.
    Tradizione, Rivoluzione, Eurasia, quindi Geopolitica, Dottrina delle Tre Liberazioni, Comunitarismo e via elencando. La Tradizione è più rivoluzionaria, in ogni senso, di qualsiasi elucubrazione razionalistica.
    Tra l¹altro Evola arrivò alla Tradizione per la via filosofica con fior di opere come ³Teoria² e ³Fenomenologia dell¹Individuo assoluto², ³Lo Yoga della Potenza² eccŠ"
    (Dalla lettera di Terracciano, sottolineatura mia)

    Ho avuto modo di leggere lo scambio espistolare Martinez-Terracciano-Cresti, ecc.
    Sommessamente vorrei esporre il mio punto di vista.
    Non e' facile. Ho trovato la trama narrativa e la sintassi concettuale di
    Terracciano quanto mai farraginosa, in certi passaggi contorta.
    Esito inevitabile, dato che Terracciano compie lo stesso madornale errore di tutti i nostri censori: la confusione dei piani del discorso. Una modesta manifestazione per la Resistenza irachena, il giudizio sulla situazione storica attuale e il ruolo degli USA, la natura dell'americanismo, il bilancio storico del *secolo breve*, l'apprezzamento del marxismo e dell'intero movimento comunista, la natura del fascismo, la questione dell'Islam e delle fedi religiose, la critica alla modernita' e lo statuto della tradizione, l'Occidente e l'Oriente. Chi piu' ne ha piu' ne metta.

    Questi piani esistono e sono senz'altro intrecciati fra loro. Ma ogni dissertazione seria, se non vuole essere vaniloquio, deve tenerli separati, analizzarli uno ad uno. Solo dopo si puo' tentare di ricomporrli per trovare una sintesi. Se non suonasse retorico oserei dire che ogni discorso deve essere scientifico, ovvero articolarsi in base ad un protocollo cognitivo e conoscitivo condiviso.

    Il tallone d'Achille di Terracciano e' quello che egli considera il suo punto di forza: egli ritiene di possedere una weltaanschaung, una concezione del mondo, nella fattispecie quella evoliana, che utilizza come pietra angolare per esprimere giudizi d'ogni tipo: filosofici, politici, scientifici, etico-morali, geopolitici. Egli e' a tal punto categoricamente certo della validita' di questa concezione del mondo, che non teme di trapassare nel campo --mi si passi la bruttissima espressione-- irrazionalistico della fede religiosa, la quale, come si sa, non abbisogna di essere convalidata dalla ragione, in quanto per sua natura starebbe oltre, nella sfera del contatto trascendente col divino.

    DIALOGARE con chi utilizza protocolli discorsivi teosofici, misticizzanti, gnostico-esoterici è spesso vana impresa, poiché si finisce sempre per essere bollati come *intellettuali qua qua razionalisti, falliti e annoiati* (Terracciano).

    Non conosco sufficientemente la multiforme opera evoliana. Mi sara' consentito tuttavia, notare il fatto buffo per cui, mentre Terracciano liquida bellamente e davvero superficialmente la pretesa del marxismo di aver trovato l'universale chiave di lettura dei processi storici, ovvero umano-sociali, egli ci propina non una migliore chiave di lettura dei processi storico-sociali, ma addirittura una ontologia, una spiegazione cosmogonica che supera d'un balzo come bazzegole millenni di dispute religiose, politiche, filosofiche e scientifiche. E siccome non siamo disposti a seguirlo sulla strada evoliana verso l'Assoluto (che a me pare una ben modesta scorciatoia per l'Iperuranio platonico o per l'estatico Uno plotiniano) ci chiude con supponenza la porta in faccia e dichiara ufficialmente ... chiuso il discorso.

    Non provo dunque a rispondere, visto il defilarsi del principale interlcutore, agli sterminati punti sollevati da Terracciano, sui cui pero' esprimo fulmineamente il mio non meno sterminato dissenso.

    Solo una cosa, che è quella da cui Terracciano è partito e davvero non c'era bisogno di snocciolarci l'infinita sapienza evoliana.

    Io sono stato tra i promotori della modesta manifestazione del 13 dicembre *con il popolo iracheno che resiste* e quindi mi assumo per intero le responsabilita' politica dei passi compiuti dal Comitato promotore, tra i quali quello di non aver accettato, nel mezzo di una bufera senza eguali, alcune adesioni *fasciste*. Questa decisione è considerata da Terracciano la prova provata che siamo solo degli *zero +*, che non abbiamo sufficienti attributi, che saremmo invischiati nella miserevole palude dell'antifascismo, dell'anti questo e anti quello.

    1. Ogni iniziativa politica non puo' non tenere conto delle mosse dell'avversario. Come disse Carl Von Clausewitz, per fare la guerra occorre sempre un piano e pero', sparato il primo colpo, il piano deve essere cambiato. Ogni iniziativa politica è pensata per avere successo, e questo non e' possibile se chi la promuove non modifica i suoi piani a seconda dei rapporti di forza e delle mosse del nemico.

    2. Ogni iniziativa politica implica la costruzione di alleanze, ma l'ampiezza delle alleanze ha un limite invalicabile: la legge del parallelogrammo delle forze, per cui, se due forze tirano in direzione opposta la risultante e' sempre zero. Un'alleanza non è un'armata Brancaleone, deve avere, per non essere fatta a pezzi al primo assalto, oltre ad un minimo come denominatore, un massimo comun divisore: alcuni principi etici condivisi, che vengono prima dell'obbiettivo specifico in se'. Noi li abbiamo indicati subito, al primo lancio dell'appello, a fine settembre: fratellanza, eguaglianza e liberta'. Non abbiamo quindi posto la discriminante antifascista, e' vero, ma perche' ne abbiamo avanzate tre più ampie profonde, in base alle quali abbiamo detto che non avremmo voluto, non solo i fascisti, ma un sacco di altra gente. In genere tutti coloro che a vario titolo sono partigiani dell'ideologia imperialistica per cui l'Occidente capitalistico, ora liberale, ora fascista, ora socialdemocratico, abbia il diritto di soggiogare altri popoli *arretrati*.

    3. Chi ha la fissazione della geopolitica, chi vede tutto alla luce dei *blocchi eurasiatici*, dimentica l'abc della politica: noi non siamo ne' Stati ne' potenze. Tantomeno siamo in guerra. Siamo soltanto minuscole forze politico-sociali, intellettuali e morali, minoritarie, che lottiamo in un ambiente ostile. Non abbiamo ne' divisioni, ne' eserciti ne' uno Stato maggiore, ne' un singolo Ak-47, ma solo un manipolo di volenterosi attivisti antimperialisti. Solo dei visionari senza punti d'appoggio con la realta' possono confondere alleanze tra potenze in tempo di guerra con fronti politici in tempo di pace. Supponiamo che un giorno gli USA dichiarassero guerra all'Italia. Per cacciarli e batterli non esiterei ad allearmi con chiunque, *col diavolo e sua nonna*. Adesso siamo in un'altra situazione e non posso comportarmi, pena essere preso per scemo, come se la guerra ci fosse gia'. Quando ci sara' vedremo come si schierranno le forze. Per adesso la battaglia e' contro l'americanismo e questa battaglia e' politico-culturale, che per non essere solo *anti*, deve appunto opporre all'americanismo (che e' un pensiero forte, una vera concezione del mondo), se non una concezione rivoluzionaria del mondo (che va ricostruita -- e questo, non c'e' Evola che tenga, e' il nostro punto debole) almeno alcuni elementi teorico-culturali forti, capaci di essere egemonici sul piano sociale. E' su questo terreno, su quello dei paradigmi teorici e modelli sociali che non vedo possibile alcun sodalizio rosso-nero. Mi viene l'orticaria quando a sinistra mi ripropongono lo stalinismo o il "socialismo reale". Non vi dico per pudore che mi succede quando qualcuno dice di voler ricostruire la civilta'... su basi fasciste (!!).

    4. Il nemico ci ha dato addosso in maniera inusitata, frontale, battendo tre tasti: terrorismo, antisemitismo e blocco rosso-nero nazi-islamo-comunista. Dovevamo respingere queste accuse? Si, dovevamo farlo, pena il pieno fallimento della manifestazione. Solo degli scemi, degli avventuristi o dei visionari spiritualisti senza un minimo di responsabilita' politica potevano lasciar correre, non prendere le dovute misure. Non ci appartiene lo sciocco motto eroico-romantico: *molti nemici molto onore*. Occorre rifiutare la politica fondata sull'inganno e il doppio gioco. Ma la politica rivoluzionaria è anche sapersi destreggiare e usare l'astuzia, non è certo fare cio' che il nemico chiede tu faccia. Ovvero cadere come polli nella trappola.

    5. Ma se il nemico ci dava addosso e' senz'altro vero che alcuni, nell'area della *destra radicale*, hanno giocato pesante e sporco. Non so se pilotati o in buona fede. Diffondendo a piu' riprese comunicati, dichiarazioni ecc., che accreditavano la tesi per cui ci sarebbe stato un blocco rosso-nero. Terracciano, dalla sua Turris Eburnea non se n'e' accorto? Fatto sta che pur essendo da alcuni media e da pezzi di sinistra (sionisticamente satellitati) chiamato in causa, non ha mosso un dito per smentire l'accusa del blocco. Non gliene facciamo una colpa, dato che supponiamo egli stia ancora a pensare perche' mai Hitler abbia rotto nel 1941 il suo patto con Stalin (gia', bella domanda per chiedersi cosa fosse davvero il nazismo!).

    6. L'accusa di *blocco rosso-nero* era in effetti una evidente menzogna. A parte pochissimi a livello strettamente individuale, nessuna organizzazione della *destra radicale*, *fascista di sinistra* o come la si voglia chiamare ha espresso alcun appoggio alla manifestazione del 13/12. E non e' un caso. Soprattutto dopo Nassiryia e' risultato chiaro che la *fascisteria* ha agito per riflesso condizionato, come l'ala estrema della fanfara patriottarda e imperialistica. Non e' solo che a Nassiriya i camerati para' esponevano la bandiera della Repubblica di Salo' (!). Quest'area si considera antiamericana ma non e' antimperialista. Questo e' il punto della questione, sul quale non si puo' girare attorno. Sui muri di Roma nell'anniversario dei fatti di Acca Larentia c'era un manifesto necrofilo che suonava piu' o meno cosi: *ogni secolo ha i suoi martiri, ogni nazione i suoi eroi*. Dove i martiri erano i missini ammazzati e gli eroi gli italiani accoppati dalla resistenza irachena. Un'alleanza e' dunque impossibile, prima ancora che in base a discorsi antifascisti, in base ai fatti, al buon senso.

    7. Ne' sul fascismo si puo' essere reticenti o far finta di esserlo. Qui non e', caro Terracciano, questione d'Etiopia, di Spagna, d'Albania, di Libia, di Grecia, di Serbia, di Russia (e via elencando i paesi dove Mussolini ha portato la sua fulgida civilizzazione romana). Qui la questione e' che il fascismo non solo non ha compiuto alcuna rivoluzione dei rapporti sociali capitalistici (al di la delle frasi letterarie del compianto Bordiga). Esso le ha consolidate e ha continuato la tradizione imperialista e colonialista dell'Italia monarco-liberale. E l'ha fatto per di piu' con squallide giustificazioni razziste. Punto e basta. Chiunque si consideri antimperialista non puo' non essere antifascista. Questo discorso è solare, e vani sono i tentativi di occultarlo con la cortina fumogena dell'esoteroismo evoliano --che appare un'alquanto improbabile, per quanto declinata in maniera spiritualistica, foglia di fico tendente a ri-legittimare il ducismo fascista.

    8. Voglio infine chiarire un possibile equivoco. Quelli di noi che vogliono costruire un soggetto politico antiamericanista, non pensano ad un'unione degli sfigati, cioe' di quelli che hanno perso la guerra e cercano una rivincita con gli anglo-americani. Forse siamo indietro e dobbiamo ancora fare tanta strada per quanto attiene all'alternativa che proponiamo. La nostra ambizione e' quella, mentre organizziamo la resistenza anche in questo paese, mentre ci separiamo dal circo americanista-sionista di destra e di sinistra, di essere un cantiere aperto, un laboratorio di cultura, idee sociali e strategia politica. Questo non lo si fa riverniciando questo o quel pensiero, o prendendeo ecletticamente un pezzo di qui e un pezzo di li. Alcuni ci rimproverano che la piattaforma dalla quale abbiamo deciso di partire, le quattro fonti della cultura occidentale che ci paiono essenziali (il pensiero greco, io cristianesimo, l'illuminismo e il socialismo), non sono affatto sufficienti e possono essere inficianti. Forse, discutiamone. Tutto, ma non ci si venga a proporre una mera restaurazione o maquillage di dottrine andate in pezzi. Per fortuna siamo piu' avanti e ci unisce la consapevolezza che ogni alternativa per essere tale, deve essere una rottura storica e radicale col capitalismo e l'imperialismo, e quindi stiamo parlando di una forma di socialismo.

    Non dobbiamo dimenticare il passato, che e' la nostra memoria, ma non possiamo restarne prigionieri. Non vogliamo essere ne' le ombre ne' gli spettri di spiriti passati nell'al di la. Non ci interessa l'al di la. Un ciclo storico si e' chiuso, un altro se n'e' aperto. Non saremo noi a cambiare il mondo, lasciamo almeno alle prossime generazioni un'utopia potente on cui forgiare il futuro.
    Nella speranza che la storia non sia un eterno mero *ritorno* e cio' che c'e' stato non riaccada mai piu'. Che se pensassi la storia fosse circolare, ovvero che non si potesse uscire dal circolo vizioso dell'antagonismo sociale; che la vecchia merda dello sfruttamento, dell'alienazione, della volgarita' e dell'abiezione fosse destinata perennemente a manifestarsi, *se non nelle forme nella sostanza* (Terracciano), gia'da un pezzo avrei smesso di impegnarmi politicamente.

    Moreno Pasquinelli

    LA VITTORIA SPETTERA' A COLORO CHE SAPRANNO FARE IL DISORDINE, PUR SENZA AMARLO
    Guy Debord
    ARAK

  2. #2
    email non funzionante
    Data Registrazione
    15 Jun 2009
    Messaggi
    13,051
     Likes dati
    0
     Like avuti
    2
    Mentioned
    10 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito merita...

    Up!

  3. #3
    due palle sempre in mare...
    Data Registrazione
    11 Dec 2003
    Messaggi
    47
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Per maggior chiarezza posto l'intervento integrale di Terracciano cui si riferisce la risposta di Moreno.
    All'indirizzo http://www.centroitalicum.it/dibattito2.asp i precedenti interventi che hanno determinato questo dibattito

    Saluti




    NO MARX ? NO PARTY !

    [Doverosa ( e ultima ) risposta alla lettera del sig. Miguel Martinez sulla “doverosa risposta e precisazioni ad Antonello Cresti” su“I felici paradossidi Carlo Terracciano”, di io, me medesimo, nell’anno di Vostro Signore 2004, nel mese di febbraio, nel giorno 27, quello da ricordare]

    “Non c’è peggior sordo di
    chi non vuol sentire”
    (detto popolare)

    Calcolando pure la forma innaturale di Internet, il sottoscritto è da sempre abituato a dire e/o scrivere in pubbliche conferenze come su riviste o nei libri , e quindi anche sulla rete esattamente le stesse cose che dice e pensa nel privato (esiste ancora?); fosse anche ad un potenziale auditorio virtuale di miliardi di persone. E questo senza preoccuparsi minimamente di come la prendano interessati o meno. Comunque rispetto la volontà dell’interlocutore in questione, per questo caso.

    La questione, marginale in questo contesto ma non nell’essenza del problema, Evola/Marx nasce dalla attualità e veridicità circa il pensiero dei due. Libero ognuno di scegliersi i propri referenti ideologici e/o di visione del mondo, ma non certo sulla base meramente quantitativa.
    Proprio politicamente MARX HA FALLITO, la dottrina marxiana e poi marxista, che doveva essere una SCIENZA STORICO-SOCIALE ESATTA, un’interpretazione della Storia sulla base della lotta di classe ecc…ecc..: ha dimostrato il suo fallimento e anche PROPRIO perché la profezia autorealizzantesi nella Storia non si è affatto realizzata.
    Al contrario oggi essa è ripudiata, rinnegata e schifata dalla maggior parte del genere umano, specie quella che l’ha provata sulla propria pelle. Chi ancor la rivendica lo fa in nome e per meriti che poco o niente hanno a che vedere col modello dottrinario.
    Come si disse del Fascismo sconfitto in armi, il marxismo è finito nella pattumiera della Storia; peggio, ci si è gettato volontariamente a capofitto.
    Figuriamoci quale valore politico ha una dottrina dalla quale anche alcuni aderenti al C.A. prendono le distanze, definendosi appunto “post-marxisti”. Qualunque cosa ciò voglia significare.
    Ciò non toglie che Marx, Lenin, Stalin, Mao, Castro, Guevara e tanti altri abbiano detto e fatto cose giustissime.
    Il pensiero “evoliano”, cioè la Tradizione Una nell’analisi di un filosofo del nostro tempo, è valida sempre e le sue “profezie” si stanno realizzando sotto i nostri occhi. Miracolo? No: pre-visione. Nel senso che, in una concezione circolare della Storia quel che sarà è già stato, se non nelle forme nella sostanza.
    Evola ne fu certo il “traduttore”, l’interprete , come Guenon, Hamvaz e altri nel mondo europeo del suo tempo, nel XX secolo E.V.,come ogni tempo e luogo ha avuto i suoi diffusori ed interpreti.
    Chi ha mai letto il sociologo Sorokin, ritrovando in questa “scienza sociale” la stessa visione tradizionale? O Spengler per la storia delle Civiltà, o Nietzsche per la filosofia, o Dumezil per la storia comparata della trifunzionalità delle comunità tradizionali, o Bachofen, o….o…o…
    Sull’attualizzazione poi oggi, nel XXI secolo dell’Era Volgare, del pensiero evoliano in chiave politica rivoluzionaria, rimando a decine e decine di scritti, miei e di altri, nonché a “Tradizione e/o nichilismo” (a cui collaborai) sulla pretesa apolitia evoliana, e soprattutto a “Rivolta contro il Mondialismo moderno”. In futuro, spero, anche un sito ad hoc. “Nulla di originale, tutto di originario”, disse qualcuno… Non esistono “MITI INCAPACITANTI”, secondo la vulgata di certi neo-destri, ma solo uomini incapaci di attualizzare qualsiasi mito.


    Tradizione, Rivoluzione, Eurasia, quindi Geopolitica, Dottrina delle Tre Liberazioni, Comunitarismo e via elencando. La Tradizione è più rivoluzionaria, in ogni senso, di qualsiasi elucubrazione razionalistica.
    Tra l’altro Evola arrivò alla Tradizione per la via filosofica con fior di opere come “Teoria” e “Fenomenologia dell’Individuo assoluto”, “Lo Yoga della Potenza” ecc….
    Altro che “fideismo” alla cattolica! Accusa quantomeno insolita specie da chi “faceva le pulci” alla fede degli altri, accomunate tutte spregiativamente come “sette”.

    “La politica è oggetto di analisi razionale …non di fede”. Questa poi!
    La Politica E’ FEDE, razionalizzata poi quanto si vuole. Direi che la Politica del XX secolo fu la forma assunta dalla Fede, dopo la nietzschiana morte di dio.
    La Rivoluzione Francese fu Fede.
    E il marxismo realizzato (o meglio, preteso tale) fu FEDE PURA, sulla base di assunti così falsi come il materialismo dialettico, la lotta di classe quale motore unico e privilegiato della storia, la concezione linear-progressista-ottimista della stessa e così dicendo.
    A meno ovviamente che non ci si riferisca alla “politica politicante”, alla politica opportunista degli arrivisti attuali, nelle democrazie borghesi trionfanti.
    I Lenin, gli Stalin, i Mao, i Kim Il Sung, i Pol-Pot, gli Ho Chi Min, i Castro e i Guevara sono stati (e/o si son fatti) divinizzare.
    Hanno fondato dinastie, hanno creato imperi (e imperialismi; e CHE IMPERIALISMI !), si sono fatti guerre nazionalistiche tra loro, hanno imposto dittature non del ma sul proletariato, hanno affondato e sguazzato nel sangue di milioni e milioni di uomini, superati solo dall’imperialismo americano-sionista.
    Insomma hanno fatto la Politica e la Storia; come sempre, come ovunque.
    Li condanneremo per questo? Assolutamente NO! Non siamo noi i farisei della storia che si autoproclamano giudici, con la recondita aspirazione al ruolo di boia e tirapiedi.

    Certo, al contrario il fascismo fu imperdonabile: pensate che ha persino invaso l’Etiopia!
    Ci torneremo dopo…

    E nel secolo attuale Fede Politica e Fede Religiosa si sposano in nuova sintesi:
    Islam rivoluzionario, India, parti dell’Africa….Sionismo, Fondamentalismo biblico Protestante in USA, Ortodossia.
    Marx ed Engels e tutti i marxisti definirono la “religione oppio dei popoli”?
    Può darsi, in un certo senso. Certo strumento di dominio e di Potere.
    Si dimenticarono di precisare che per le masse questo oppio, questa morfina è indispensabile per sopportare il dolore della vita e l’orrore della Morte.
    A proposito: ma nel direttivo del Campo Antimperialista non ci sono un prete e un dirigente islamico ? Glielo avete detto a loro che sono degli “spacciatori di Fede”? Avete chiesto loro di rinunciare alla Fede assoluta in qualcosa di così irrazionale come quello che predicano? Hanno fatto mea culpa per tutti i morti e il sangue versato nelle loro storie millenarie?
    E non parlo del Giudaismo, per pudore…


    Solo chi ha una Fede profonda può fare Politica rivoluzionaria, essere un antimondialista coerente.
    Ho “Fede” ? Certo che ce l’ho ! Non la fede cieca degli stolti, ma quella con gli occhi ben spalancati e la spada in pugno (beh! A dire il vero ho solo la penna…neanche….solo i tasti di un computer, che tuttavia cerco di usare come una spada).
    E solo chi si sa sacrificare tutta la propria vita alla propria Fede, qualunque essa sia, può parlare con cognizione di causa: per la mia Fede, per le mie Idee, per la mia Visione del Mondo sono pronto a sacrificare tutto me stesso, i miei interessi privati, la mia “reputazione” per quel che me ne importa, la mia libertà (come già successe) e anche la mia vita.
    Sarei fiero di morire ammazzato per Essa.
    Senza tutto ciò, quel che si dice e si scrive non sarebbe mai Parola di uomo libero e responsabile (che cioè “risponde” del suo agire), ma vuoto ciarlare di quacquaraquà!
    Ma la mia “fede etimologicamente fanatica” è così aperta se non tollerante, da permettersi di offrirsi a cause non sue ma che reputa giuste, pronta a collaborare a progetti comuni, a lotte al fianco di persone lontane dal suo sentire anni e anni luce.
    E senza nessun recondito proposito di “convertire” chicchessia al proprio Credo.
    Mentre i tolleranti razionalisti infedeli –pardon! A-Fedeli lanciano l’anatema
    dell’ “ANTI”…qualcosa, visto che, persa la fede per strada, non gli è rimasto altro che qualificarsi al NEGATIVO (antimperialismo, antifascismo, antistalinismo, antiglobalismo e chi più “anti” ha più ne metta).


    Gli Stati Uniti?
    Non “contingenza dei fatti”, ma Male assoluto del Mondo moderno, di cui è l’espressione più completa e totalitaria.
    SuperStato Imperialista delle Multinazionali.
    Centro geostrategico del Progetto Mondialista di dominio mondiale.
    Retroterra logistico dell’attacco del “Mare alla Terra” nella Geopolitica planetaria. Propugnatore del Capitalismo IN SPECIE FINANZIARIO e della Globalizzazione, nonché del pensiero unico di matrice giudeo/cristiano-protestante.
    Motore reale americanocentrico del Sionismo israeliano e internazionale.
    Cancro ecologico, morale, mediatico del “villaggio globale” ridisegnato sul suo modello, che ora cerca di espandersi sui pianeti del sistema solare.
    Esempio sociale, civile, economico, politico, (im)morale di tutto quanto rigettiamo, rifiutiamo ed aborriamo come tradizionalisti, come rivoluzionari, come eurasisti e semplicemente come uomini.
    America omicida, genocidi, etnocida.
    Nemico delle nazioni, dei popoli, delle identità, delle fedi, in una parola dell’intero Genere Umano (ma anche animale e vegetale).
    In buona compagnia di tutti gli americanisti del mondo.
    Basta così ?
    Fosse solo Iraq…!

    A proposito poi di definizioni: forse non siamo stato chiari, forse…o forse anche troppo.
    Ci riconosciamo in TUTTE le definizioni “NazionalQualcosa” date, ed in altre ancora; proprio perché non “incatenati” alle etichette, come quelli che ci vorrebbero incasellare (incastrare) e tatuare il 666 sul braccio...

    E sarebbe intanto d’uopo, tra persone civili, “fare le presentazioni” e sapere invece come si qualifica chi ci critica ed etichetta: “cattolico”? “ebreo”?, “comunista”? o che?
    Tanto per sapere.

    E veniamo finalmente dopo cotante divagazioni fuori tema, alla sostanza della questione reale, politica: Campo Antimperialista e manifestazione pro-Iraq.
    Sulla quale mi sembra che in tutta l’ultima parte della lettera ci si dia pienamente ragione su cosa è successo, per cui non spenderò ulteriori parole, se non per un paio di precisazioni.

    Certo ! Le occasioni non si creano in un giorno, ma bisognerebbe cominciare almeno a crearle.
    Questa è stata persa e per sempre.
    In quanto a peso politico siamo tutti a ZERO: cioè C.A., extr. D e S., Terracciano, Mutti, compañero Martinez, Neri, Mazzei, Pasquinelli = 0+0+0+0+0+0+++++… !
    E per giunta, nonostante i salti mortali, ora anche gli accampati antimperialisti sono sulla lista nera dei Padroni del Potere, “marcati” come antisionisti=antisemiti e presi a calci e sputi anche dai compagni. Un inizio politico davvero promettente……
    ”sento tintinnar di manette…fischiar di spranghe”.

    E infine la perla! Il Campo Antimperialista è antifascista perché Mussolini invase l’Etiopia!!! Personalmente non siamo fini diplomatici e raffinati letterati alla Mutti, tra amblimori ed eufemismi; quindi in maniera certo più plebea, da toscanacci acquisiti, rispondiamo:
    “MA CHI VOLETE PRENDERE PER IL CULO ? se non voi stessi !”

    Ho troppo rispetto perlomeno per l’intelligenza di Martinez, per poter credere che condivida veramente queste stronzate propagandistiche da Minkulpop.
    E pensare che ci ho pure fatto la tesi di laurea sull’”Imperialismo nel colonialismo italiano”
    (ed. Barbarossa); LEGGERE PER CREDERE!

    L’equiparazione suddetta, alla quale Mutti ha già risposto da par suo sul piano storico, è venuta fuori soltanto perché gli organizzatori, messi sotto attacco dopo una iniziativa intelligente (e che proprio per questo imbarazzava se non proprio spaventava i nemici di destra, di centro e di sinistra) hanno pensato bene di PARARSI IL CULO a sinistra e non solo, ricorrendo all’unico balsamo che conoscono da 60 anni a questa parte: l’ANTIFASCISMO MILITANTE.
    Peccato per loro che stavolta non abbia funzionato.
    Auguriamo sinceramente più fortuna in futuro, anche se questo non ci riguarderà più.


    E per concludere sia ben chiara una cosa, ché qualcuno potrebbe avere equivocato…:
    il sottoscritto (e penso anche Colla, Mutti e altri interessati, che però risponderanno per conto loro) NON ha mai chiesto e NON vuole pagelle, patenti, passaporti o passpartout di “buona condotta politica” e di “antimperialismo” da CHICCHESSIA, non avendo niente di cui vergognarsi o da rinnegare del proprio passato come del proprio presente.
    In quanto al futuro, si sa, è sulle ginocchia di Giove.
    Semmai ne ho da concedere a chi me ne faccia rispettosa richiesta.
    “Niente da rinnegare, niente da restaurare” si diceva una volta, ed ancor dicono gli Uomini degni di appellarsi tali.

    Tutta questa farsa grottesca, questa tempesta in un bicchier d’acqua ci fa venire in mente quella recente pubblicità con Clooney che, presentatosi a sorpresa ad una festa si sente rispondere:
    “No Martini ? No party ?”
    E gli sbattono la porta in faccia.
    “No Marx ? No Antifascio ? No festa!”
    Bene.
    Ne prendiamo atto. Forse avremmo potuto aiutarli con il nostro modestissimo contributo personale, culturale, politico nella riuscita della “festa” e anche contribuire ad evitare che in futuro la “festa” la facciano a loro. O forse no, chissà!? Forse è meglio così.

    E con questo veramente e definitivamente chiudiamo, per quanto ci concerne, un discorso oramai ozioso ed inutile sia politicamente che umanamente. Prima di finire in un qua qua fra intellettuali falliti e annoiati.
    Se abbiamo risposto ad personam a Martinez è solo perché lui l’ha chiesto, senza neanche essere il diretto interessato di una doverosa risposta a ben altri interlocutori.
    Ma si sa : “non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire”.
    Ne riparleremo semmai quando i “compagni antimperialisti saranno veramente messi al muro” e non saremo certo noi a comandare il plotone d’esecuzione.
    Lo ringraziamo comunque per la disponibilità.
    Non ci resta, ripetiamoci, che prenderne atto e contentarci di essere in pace con la nostra coscienza ( come sempre del resto ), per aver detto e fatto ciò che doveva farsi e dirsi.

    Addio

    Carlo Terracciano

  4. #4
    email non funzionante
    Data Registrazione
    15 Jun 2009
    Messaggi
    13,051
     Likes dati
    0
     Like avuti
    2
    Mentioned
    10 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Nello scambio di battute tra Pasquinelli e Terracciano emergono le forti differenze tra chi pur essendo marxista ne riconosce la valenza di scienza sociale dei modi di produzione del capitalismo e chi partendo da visioni "mitiche" e "Tradizioni" non ben identificate crede nella Storia come "eterno ritorno".
    Ora senza andare troppo in la' Terracciano non vuol capire che il "fallimento del marxismo" cioe' della concreta applicazione della parte politica di Marx è un non-problema perche' lo stesso Marx non si è mai attribuito nessuna ricetta salvifica per l'Umanita'.La colpa di questo arbitrario uso del marxismo è della scolastica marxista cioe' di Kautsky ed Engels.Quindi il marxismo come filosofia di emancipazione dell'uomo e come analisi dei modi di produzione resta valido...visto che deve ancora nasce chi ha saputo analizzare come funziona il Capitalismo meglio di lui.Forse in un altro mondo possibile il capitalismo non esiste come quello iperboreo di Terracciano che tanto somiglia a quello dei no -global" anche quello è un altro mondo "...Ma tant'è viviamo su questo ed il marxismo per quanto criticabile, emendabile in tante sue parti, scientificamente confutabile resta una scienza, la tradizione di Terracciano e degli evoliani resta un Mito.E contro i MITI è difficile argomentare razionalmente sono come i DOGMI della FEDE o si prendono o si lasciano, ma mi sembra che politicamente non servano a molto : come ricorda bene Moreno se uno crede a queste cose perche' dovrebbe far politica? Tanto varrebbe aspettare la Nuova Eta' dell'ORO....Meno male che danno il Signore degli Anelli ...almeno quello è un film.

 

 

Discussioni Simili

  1. Come si fa a diventare antiamericanisti?
    Di King Z. nel forum Politica Estera
    Risposte: 32
    Ultimo Messaggio: 05-06-06, 13:41
  2. 22 Febbraio:assemblea Antiamericanisti
    Di pietro nel forum Comunismo e Comunità
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 21-02-04, 11:29
  3. Domani sera antiamericanisti a Excalibur
    Di pietro nel forum Comunismo e Comunità
    Risposte: 5
    Ultimo Messaggio: 06-12-03, 09:09
  4. Attenzione agli anti-antiamericanisti
    Di Spartakus2oo3 nel forum Sinistra Italiana
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 02-10-03, 23:00
  5. Marxisti antiamericanisti
    Di Catilina nel forum Sinistra Italiana
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 09-03-03, 20:52

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito