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  1. #51
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    Predefinito Re: Re: Ma questo c'è o ci fà.....

    In Origine Postato da antibb
    Non c'è niente di strano. Io sono di sinistra ma sono dell'ipotesi che dovremmo far condizionare l'entrata di Croati e Sloveni nella comunità europea alla restituzione dei beni confiscati o abbandonati alla fine della II guerra mondiale. Togliatti commise un gravissimo errore a non condannare gli assassini perpetrati dagli slavi, ufficialmente nel nome del comunismo, di fatto per colpa di un vergognoso nazionalismo che ancora resiste in quelle terre maledette.
    Giusta osservazione: avremmo dovuto far condizionare l'entrata dei Croati e Sloveni nella EU, quando questi l'hanno chiesta...Se
    non mi sbaglio c'era Andreotti in quel periodo che faceva il bello
    e il brutto tempo (purtroppo per i profughi).

    Per me (ieri) il Togliatti e (oggi) il Fassino non c'entrano...conside-
    rando che avevamo perso la guerra.

    Devo però ammettere che se Bella Italia si impuntava, sarebbe
    saltata fuori la Germania a pretendere la stessa cosa per i suoi
    ex-territori all'est... e l'affare dell'ampliamento europeo (all'est)
    sarebbe andato a pallino.

    Come al solito, gli affari hanno avuto il sopravvento sulla politica.

  2. #52
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    La democrazia è due lupi e un agnello che votano su cosa mangiare a colazione. La libertà è un agnello ben armato che contesta il voto. (Benjamin Franlink)
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    Predefinito Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Ma questo c'è o ci fà.....

    In Origine Postato da T34
    Mi risulta che Amato e Intini siano imbarcati nel calderone "riformista" o sbaglio?
    Martelli tentenna...vedrai che prima o poi....

    Che Fassino abbia deciso di non essere più comunista è cosa rispettabile, come pure il tentativo di costruire una "sinistra" moderna.
    Non trovo rispettabile utilizzare il nostro passato per discutibili fini propagandistici, se si vuole rileggere la storia la si rilegga in maniera globale.

    ---------------------------------------


    Ma secondo gli storici quali sono state le vere ragioni di questo "buco nella memoria"?

    Brevemente possiamo dire che l'interesse ad insabbiare questi fatti è stato comune a tanti schieramenti e a tante ideologie. Potremmo dare queste ragioni:

    Da parte degli Americani e dei loro alleati c'era la necessità di non rivangare ciò che gli Jugoslavi avevano compiuto durante la guerra, in quanto non volevano assolutamente inimicarsi tale paese che, sotto la dittatura di Tito, si era posto come uno dei leader dei "Paesi non allineati", cioè non schierati nè con gli USA, nè con l'URSS durante la guerra fredda. Era necessario farne un "paese cuscinetto" tra i due blocchi, evitando che si avvicinasse troppo ai Sovietici;

    Da parte del Partito Comunista Italiano la motivazione era quella di evitare di far entrare nella coscienza comune l'idea che alcuni dei suoi leader avessero dato un tacito appoggio ai partigiani di Tito, autori degli infoibamenti e delle deportazioni;

    I vari governi italiani del dopoguerra preferirono mettere a tacere questi fatti per un altro tipo di problema: alcuni dei debiti di guerra nei confronti dei privati furono saldati con beni espropriati agli abitanti delle zone interessate dall'esodo del dopoguerra. Riprendere la questione avrebbe significato dover risarcire a loro volta questi emigranti e si preferì quindi far dimenticare;

    Coloro che, invece, durante la guerra avevano militato dalla parte dei fascisti avevano poco interesse a ricordare le foibe e le loro vittime: certo, questo avrebbe magari controbilanciato in parte il peso delle analoghe deportazioni compiute dai nazisti loro alleati, ma c'era chi riteneva il fenomeno come una ritorsione contro i soprusi compiuti dal dominio fascista in Istria. E sicuramente, in un'operazione di recupero della memoria sarebbero emersi anche questi motivi a loro sfavorevoli;

    Infine il governo italiano installatosi dopo il '43 ha preferito rimuovere questa pagina tragica della sua storia, forse per paura di venire accusato di scarso interesse e aiuto nei confronti di queste popolazioni alla periferia della penisola e per questo più esposte all'attacco da parte degli stranieri avversi al fascismo.

    -------------------------------

    Come si vede...le colpe hanno diverse paternità, fù sbagliato?
    Col senno di poi si, forse no.
    E' inutile che cerchi di fare di tutta l'erba un fascio

    A sputare sui treni degli esuli alla stazione di Bologna c'erano i TUOI compagni, non altre forze politiche

  3. #53
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    Predefinito Re: Re: Re: Ma questo c'è o ci fà.....

    In Origine Postato da Jackal
    Devo però ammettere che se Bella Italia si impuntava, sarebbe
    saltata fuori la Germania a pretendere la stessa cosa per i suoi
    ex-territori all'est... e l'affare dell'ampliamento europeo (all'est)
    sarebbe andato a pallino.
    Il momento giusto per intervenire (economicamente, diplomaticamente, politicamente... non certo militarmente) era durante il disfacimento iugoslavo. Allora si potevano riottenere i NOSTRI Territori. E la Germania non poteva fare altrattanto con i suoi perche' Polonia, Cechia, ecc non erano allo sfascio

  4. #54
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    Predefinito Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Ma questo c'è o ci fà.....

    In Origine Postato da Il Condor
    E' inutile che cerchi di fare di tutta l'erba un fascio

    A sputare sui treni degli esuli alla stazione di Bologna c'erano i TUOI compagni, non altre forze politiche

    Bada lì....per quattro scaracchi, c'era bisogno di tutto sto casino.

  5. #55
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    Predefinito Re: Re: Re: Re: Ma questo c'è o ci fà.....

    In Origine Postato da Il Condor
    Il momento giusto per intervenire (economicamente, diplomaticamente, politicamente... non certo militarmente) era durante il disfacimento iugoslavo. Allora si potevano riottenere i NOSTRI Territori. E la Germania non poteva fare altrattanto con i suoi perche' Polonia, Cechia, ecc non erano allo sfascio
    Pensiero stupendo.... Patty Pravo anni 70.

  6. #56
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    Predefinito Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Ma questo c'è o ci fà.....

    In Origine Postato da Montalbano
    Sai dire solo cazzate?
    NO, a differenza di te !

  7. #57
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    Predefinito Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Ma questo c'è o ci fà.....

    In Origine Postato da Il Condor
    E' inutile che cerchi di fare di tutta l'erba un fascio

    A sputare sui treni degli esuli alla stazione di Bologna c'erano i TUOI compagni, non altre forze politiche
    Questa Condy bello, me la deve spiegare perchè è una primizia
    (per me). Azz, Italiani brava gente... (solo con gli altri ?)

  8. #58
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    Predefinito Re: Re: Re: Re: Ma questo c'è o ci fà.....

    In Origine Postato da Il Condor
    Il momento giusto per intervenire (economicamente, diplomaticamente, politicamente... non certo militarmente) era durante il disfacimento iugoslavo. Allora si potevano riottenere i NOSTRI Territori. E la Germania non poteva fare altrattanto con i suoi perche' Polonia, Cechia, ecc non erano allo sfascio
    Mi dispiace Condy, anche questa volta non sono d'accordo con lei
    (ma con Antibb): il momento più propizio ERA quando Croazia e la
    Slovenia hanno chiesto di entrare in EU.

    Malgrado la Croazia fosse "supportata" dal grande Kohl e la Slove
    nia dalla "piccola" Austria, Andreotti poteva ottenere un risultato
    migliore giocando di brutto contro Genscher...ma non l'ha fatto e
    così l'occasione non fu colta (e la scusa è) "per il bene della EU" ...

    Detto tra noi, io sono contrarissimo a questo "ampliamento a est"
    In EU abbiamo tanti problemi attualmente e andiamo a caricarci pu
    re di quelli dei Polen, Cechi, Jugo ecc. ecc. per che cosa ? Noi gli af
    fari con quelli li facevamo già con il DM ...

  9. #59
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    Predefinito Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Ma questo c'è o ci fà.....

    In Origine Postato da Jackal
    Questa Condy bello, me la deve spiegare perchè è una primizia
    (per me). Azz, Italiani brava gente... (solo con gli altri ?)
    Da http://forum.quotidiano.net/phpBB2/v...982&highlight=


    Anche le Foibe meritano una giornata (di Arrigo Petacco)

    Dopo la comprensione" per i ragazzi di Salò, l'onorevole Violante ha gettato un altro sasso nello stagno chiedendo di dedicare una giornata della memoria anche per il "piccolo olocausto" degli italiani d’Istria che furono costretti all'esodo per non finire - come molti purtroppo ci finirono - nelle foibe carsiche. Di questo lontano martirio del quale, come lo stesso Violante ha riconosciuto, il Pci cercò di nasconderne la gravità, si è effettivamente parlato poco. Io stesso alcuni anni fa gli dedicai un libro ( "L'Esodo") proprio perché avevo scoperto che persino i testi scolastici lo censuravano , mentre alla "voce" foibe talune enciclopedie si limitavano a dire che si trattava di "doline carsiche molto diffuse in Istria". Dimenticando di aggiungere che dentro di esse giacevano migliaia di cadaveri (circa 15.000) di italiani vittime della violenza slava e comunista solo perché erano italiani.
    Ma non solo i comunisti, anche tutti i governi italiani che si sono succeduti dal dopoguerra portano delle gravi responsabilità rispetto a questa dolorosa vicenda. Se non altro per l'indifferenza, se non il fastidio, dimostrati nei confronti degli esuli istriani i quali - sarà bene ricordarlo - così come i tedeschi orientali hanno pagato per conto dell'intera nazione la "cambiale" della guerra perduta. Basti infatti ricordare che per circa mezzo secolo, in occasione della ricorrenza della Liberazione, capi di Stato o ministri si sono recati in pellegrinaggio alla "Risiera "di Trieste (che non era un campo di sterminio nazista, ma un centro di smistamento dei deportati) dimenticando di deporre un fiore anche sulla vicina foiba di Basovizza in cui giacciono le ossa di almeno duemila italiani. A dire il vero, una volta ci aveva provato il presidente Leone, ma era stato subissato di fischi e accusato dal governo jugoslavo di "provocazione fascista" per aver deposto sulla lapide una corona di fiori. Si deve infatti alla sensibilità patriottica del presidente Ciampi se finalmente quel Sacrario ha avuto un riconoscimento ufficiale.
    Quella di Basovizza è soltanto una delle centinaia di foibe sparse per l'Istria e trasformate in tombe anonime tanto che ormai è impossibile rintracciarle. Quei crimini, come qualcuno ricorderà, furono compiuti fra il 1943 e il 1946 dopo l'occupazione della regione da parte dei partigiani di Tito. E non si trattò, come cercò di giustificarli Togliatti, di "una spontanea reazione popolare alle violenze fasciste", bensì del primo episodio di "pulizia etnica". A confermarlo è stato lo stesso Milovan Gilas, allora "braccio destro" di Tito, il quale ha dichiarato: "Nel 1945 io e Kardelj fummo mandati da Tito in Istria. Era nostro compito indurre tutti gli italiani ad andar via con ogni mezzo. E così fu fatto".
    Gli italiani che furono costretti ad abbandonare le loro case e la loro terra in Istria, Dalmazia e nella "zona B" di Trieste, furono circa 350.000. Ma a differenza dei profughi tedeschi che vennero accolti fraternamente della Germania federale, i nostri esuli ebbero l'amara sorpresa di trovare una accoglienza amarissima. A Venezia, dove molti sbarcarono dalla nave "Toscana" furono accolti dagli insulti dei portuali che oltraggiarono persino la bara di Nazario Sauro che gli esuli avevano portato in salvo. A Bologna andò peggio. Un treno merci carico di un'umanità dolorante, fu sputacchiato e respinto dalla stazione. Dopo un giro vizioso lungo le nostre strade ferrate, quel convoglio di disperati fu dirottato alla Spezia dove i profughi trovarono alloggio in una caserma della Marina Militare.
    Episodi del genere furono purtroppo numerosi oltre che dolorosi. A provocarli, anche se può oggi apparire incredibile, fu la subdola propaganda del Pci il quale, per giustificare i crimini commessi dai titini e per spiegare perché mai tanta gente fuggiva da quello che veniva presentato come un "paradiso comunista" aveva ritenuto opportuno convincere i suoi sprovveduti militanti che si trattava di biechi "fascisti". E come "fascisti" continuarono infatti ad essere ingiustamente considerati per molti anni ancora tutti gli istriani, giuliani, dalmati e fiumani che hanno trovato rifugio in Italia, ossia nella loro patria.
    Attualmente, la diaspora giuliana e sparsa in tutto il mondo, dall'America all'Australia. I 350 mila esuli si sono naturalmente moltiplicati, ma hanno mantenuto stretti contatti fra loro creando club, associazioni e pubblicando giornali e riviste. Recentemente un club giuliano di Montreal mi ha chiesto il permesso - ovviamente concesso - di tradurre e pubblicare in inglese il mio libro "L'esodo" in quanto "i nostri figlie e i nostri nipoti non parlano italiano e dobbiamo tramandare la nostra memoria". Ma a proposito della "giornata della memoria" per il piccolo olocausto italiano, auspicata dall'onorevole Violante, c' è da dire che essa esiste già: è il 10 febbraio, anniversario della firma del trattato di Pace che consegnò l'Istria alla Jugoslavia. Gli esuli l'hanno sempre commemorata anche se finora pochi se ne erano accorti.

  10. #60
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    Predefinito Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Ma questo c'è o ci fà.....

    In Origine Postato da Il Condor
    Da http://forum.quotidiano.net/phpBB2/v...982&highlight=


    Anche le Foibe meritano una giornata (di Arrigo Petacco)

    Dopo la comprensione" per i ragazzi di Salò, l'onorevole Violante ha gettato un altro sasso nello stagno chiedendo di dedicare una giornata della memoria anche per il "piccolo olocausto" degli italiani d’Istria che furono costretti all'esodo per non finire - come molti purtroppo ci finirono - nelle foibe carsiche. Di questo lontano martirio del quale, come lo stesso Violante ha riconosciuto, il Pci cercò di nasconderne la gravità, si è effettivamente parlato poco. Io stesso alcuni anni fa gli dedicai un libro ( "L'Esodo") proprio perché avevo scoperto che persino i testi scolastici lo censuravano , mentre alla "voce" foibe talune enciclopedie si limitavano a dire che si trattava di "doline carsiche molto diffuse in Istria". Dimenticando di aggiungere che dentro di esse giacevano migliaia di cadaveri (circa 15.000) di italiani vittime della violenza slava e comunista solo perché erano italiani.
    Ma non solo i comunisti, anche tutti i governi italiani che si sono succeduti dal dopoguerra portano delle gravi responsabilità rispetto a questa dolorosa vicenda. Se non altro per l'indifferenza, se non il fastidio, dimostrati nei confronti degli esuli istriani i quali - sarà bene ricordarlo - così come i tedeschi orientali hanno pagato per conto dell'intera nazione la "cambiale" della guerra perduta. Basti infatti ricordare che per circa mezzo secolo, in occasione della ricorrenza della Liberazione, capi di Stato o ministri si sono recati in pellegrinaggio alla "Risiera "di Trieste (che non era un campo di sterminio nazista, ma un centro di smistamento dei deportati) dimenticando di deporre un fiore anche sulla vicina foiba di Basovizza in cui giacciono le ossa di almeno duemila italiani. A dire il vero, una volta ci aveva provato il presidente Leone, ma era stato subissato di fischi e accusato dal governo jugoslavo di "provocazione fascista" per aver deposto sulla lapide una corona di fiori. Si deve infatti alla sensibilità patriottica del presidente Ciampi se finalmente quel Sacrario ha avuto un riconoscimento ufficiale.
    Quella di Basovizza è soltanto una delle centinaia di foibe sparse per l'Istria e trasformate in tombe anonime tanto che ormai è impossibile rintracciarle. Quei crimini, come qualcuno ricorderà, furono compiuti fra il 1943 e il 1946 dopo l'occupazione della regione da parte dei partigiani di Tito. E non si trattò, come cercò di giustificarli Togliatti, di "una spontanea reazione popolare alle violenze fasciste", bensì del primo episodio di "pulizia etnica". A confermarlo è stato lo stesso Milovan Gilas, allora "braccio destro" di Tito, il quale ha dichiarato: "Nel 1945 io e Kardelj fummo mandati da Tito in Istria. Era nostro compito indurre tutti gli italiani ad andar via con ogni mezzo. E così fu fatto".
    Gli italiani che furono costretti ad abbandonare le loro case e la loro terra in Istria, Dalmazia e nella "zona B" di Trieste, furono circa 350.000. Ma a differenza dei profughi tedeschi che vennero accolti fraternamente della Germania federale, i nostri esuli ebbero l'amara sorpresa di trovare una accoglienza amarissima. A Venezia, dove molti sbarcarono dalla nave "Toscana" furono accolti dagli insulti dei portuali che oltraggiarono persino la bara di Nazario Sauro che gli esuli avevano portato in salvo. A Bologna andò peggio. Un treno merci carico di un'umanità dolorante, fu sputacchiato e respinto dalla stazione. Dopo un giro vizioso lungo le nostre strade ferrate, quel convoglio di disperati fu dirottato alla Spezia dove i profughi trovarono alloggio in una caserma della Marina Militare.
    Episodi del genere furono purtroppo numerosi oltre che dolorosi. A provocarli, anche se può oggi apparire incredibile, fu la subdola propaganda del Pci il quale, per giustificare i crimini commessi dai titini e per spiegare perché mai tanta gente fuggiva da quello che veniva presentato come un "paradiso comunista" aveva ritenuto opportuno convincere i suoi sprovveduti militanti che si trattava di biechi "fascisti". E come "fascisti" continuarono infatti ad essere ingiustamente considerati per molti anni ancora tutti gli istriani, giuliani, dalmati e fiumani che hanno trovato rifugio in Italia, ossia nella loro patria.
    Attualmente, la diaspora giuliana e sparsa in tutto il mondo, dall'America all'Australia. I 350 mila esuli si sono naturalmente moltiplicati, ma hanno mantenuto stretti contatti fra loro creando club, associazioni e pubblicando giornali e riviste. Recentemente un club giuliano di Montreal mi ha chiesto il permesso - ovviamente concesso - di tradurre e pubblicare in inglese il mio libro "L'esodo" in quanto "i nostri figlie e i nostri nipoti non parlano italiano e dobbiamo tramandare la nostra memoria". Ma a proposito della "giornata della memoria" per il piccolo olocausto italiano, auspicata dall'onorevole Violante, c' è da dire che essa esiste già: è il 10 febbraio, anniversario della firma del trattato di Pace che consegnò l'Istria alla Jugoslavia. Gli esuli l'hanno sempre commemorata anche se finora pochi se ne erano accorti.
    ======
    MA QYUANDO TUTTO QUESTO AVVENNE AL GOVERNO C'ERA LA DEMOCRAZIA CRISTIANA......E C'ERA UN ESERCITO E UNA POLIZIA SATURE DI EX FASCISTI......
    CHE SI SIANO TUTTI SPAVENTATI PER 4 SPUTI...... SEMPRE AMMESSO CHE SPUTI CI SIANO STATI????
    A ME RISULTA CHE UNA NAVE PIENA DI PROFUGHI ISTRIANI FECE TAPPA A CAGLIARI PER AVARIA MENTRE ERA DIRETTA IN SUD AMERICA.... CI RIMASE UN MESE IN ATTESA DELLE RIPARAZIONI..... E I PROFUGHI FURONO ASSISTITI DAL COMUNE E DA CONTINUE COLLETTE FRA LA CITTADINANZA PROMOSSE DALL'UNIONE SARDA
    su questo forum è meglio non rispondere ai fessi!
    PURTROPPO GLI ITALIANI SI BEVONO QUALSIASI MINCHIATA, DA SEMPRE (CETTO LA QUALUNQUE)

 

 
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