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Discussione: Sciopero medici

  1. #1
    "SI PUO' FARE"
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    Predefinito Sciopero medici

    Tutta la categoria, per la prima volta dopo 15 anni compatta contro il governo ........... per il rinnovo del contratto .. per i tagli alla sanità .. e per la tutela dei malati .... che ora diventano clienti.


    Per la cronaca anche il Ministro Sirchia è d' accordo ............ forse non ha capito che scioperano contro il governo di cui lui è Ministro della sanità.
    Namo bene, namo.

    La sanità del CDX ........... tagli al pubblico ........ contestati anche dai governatori delle regioni governate dal CDX, riduzione dei servizi ( vedi chiusura di ospedali) reintroduzione dei tickets..... aggravemento dei deficit per la concessione dei servizi ai privati.

    BYE




    E' la protesta più compatta da 15 anni a questa parte
    Medici fermi, nuovo blocco l'8 e il 9 marzo
    Niente visite e 90mila interventi chirurgici annullati. Contratto in alto mare, annunciati altri scioperi

    Ospedale Le Molinette, medicina d' urgenza (Emblema)
    ROMA - Sanità ferma, oggi, tranne gli interventi di emergenza, il pronto soccorso, la rianimazione. Per il resto, sale operatorie chiuse, niente esami di laboratorio, pochi camici bianchi in corsia. Si stima che salteranno circa 90 mila interventi chirurgici e 600 mila ricoveri. È la conseguenza dello sciopero generale di 24 ore dei medici e veterinari della sanità pubblica (circa 130 mila più 25 mila specializzandi) proclamato da tutti e 42 i sindacati del settore.

    Una unanimità che non accadeva da una quindicina d’anni. A provocarla è stata l’esasperazione della categoria, in attesa del rinnovo del contratto di lavoro da oltre due anni, e la preoccupazione per il rischio di uno spezzettamento del sistema sanitario nazionale come effetto della riforma federalista in discussione in Parlamento. Senza contare il malessere per l’eccessiva aziendalizzazione della sanità. Malessere fatto proprio anche dal ministro Girolamo Sirchia, medico lui stesso. Che comunque, davanti alle critiche, arrivate anche da esponenti della maggioranza («nessuno lo obbliga a fare il ministro», dice il deputato forzista Francesco Maione), precisa che, pur comprendendo i suoi colleghi, non parteciperebbe allo sciopero. Detto questo, lo stesso Sirchia ammette che il mancato rinnovo del contratto è grave e propone di destinare alla sanità lo 0,3% di prodotto interno lordo in più, cioè circa 3,9 miliardi di euro sottraendoli alla spesa per le pensioni. Inutile dire che i sindacati non sono d’accordo: vogliono più soldi per il servizio sanitario, ma non a danno delle pensioni. Sirchia, tuttavia, propone l’apertura di un tavolo di confronto.

    Se si aprirà, al primo punto ci sarà il contratto. La situazione è bloccata al punto che l’Aran, l’agenzia governativa che ha per legge il compito di svolgere il negoziato, non ha mai convocato i sindacati. «Non possiamo aprire la trattativa - spiega il presidente dell’Aran, Guido Fantoni - perché non abbiamo ancora ricevuto l’atto di indirizzo da parte del comitato di settore per la Sanità, cioè in sostanza dalle Regioni». Ma come è possibile che dopo due anni dalla scadenza del precedente contratto manchi ancora il via alle procedure per il rinnovo? Perché non è ancora risolto il conflitto fra governo e Regioni su chi debba farsi carico della spesa. Un braccio di ferro che ricorda quello appena conclusosi sul contratto degli autoferrotranvieri.

    In mancanza di risposte positive da governo e Regioni, i sindacati hanno già in programma altri due giorni di sciopero, l’8 e il 9 marzo, e una manifestazione a Roma il 2 aprile. «Questo governo e queste Regioni non hanno mantenuto le promesse e ci hanno deluso», dice Stefano Biasioli, presidente del sindacato Cimo. «Chiediamo scusa per il disagio, ma il nostro sciopero è doveroso», aggiunge Massimo Cozza della Cgil. Ma per l’associazione «Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato» nella protesta dei medici «sono giuste le ragioni, ma sbagliati gli strumenti».

    Enrico Marro

    9 febbraio 2004 -
    Corriere.it
    "La guerra è la vicenda in cui innumerevoli persone, che non si conoscono affatto, si massacrano per la gloria e per il profitto di alcune persone che si conoscono e non si massacrano affatto." (Paul Valèry, poeta francese).

  2. #2
    "SI PUO' FARE"
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    Predefinito

    Sirchia: io sto con i medici
    La sanità sciopera contro il governo. Il ministro: avete ragione
    AN. SCI.
    Per domani è previsto il maxi-sciopero della sanità contro il governo: per la prima volta 150 mila tra medici, veterinari, tecnici, specializzandi, aderenti a 42 sigle sindacali, si fermeranno per l'intera giornata. E il ministro Sirchia scrive una lettera, pubblicata dal Corriere della sera, che spiazza un po' tutti: i finanziamenti sono insufficienti e la frammentazione regionale mette in crisi la tenuta del servizio nazionale.

    «Lo sciopero dei medici - scrive il ministro - è il risultato di un malessere e della preoccupazione che il servizio sanitario nazionale non tenga, sia per insufficiente finanziamento sia per eccessiva frammentazione e diversità tra le Regioni. In queste preoccupazioni vi è del vero, ma alcune conclusioni sono, a mio avviso, troppo sommarie e sbrigative. Come medico che ha passato la sua intera vita professionale in un grande ospedale con rapporto di esclusività - aggiunge - sono totalmente a favore del servizio sanitario nazionale e dei suoi valori e sono vicino ai medici e al personale sanitario». Sirchia accusa poi l'eccessiva «aziendalizzazione» delle Asl, e lo strapotere dei direttori generali, scelti dalle Regioni e dunque «a rischio di ingerenze politiche».

    «Lieti delle dichiarazioni fatte da Sirchia, ma il ministro ha sbagliato governo», commenta il segretario nazionale Fp Cgil Massimo Cozza. «E' positivo - continua la Cgil - che il ministro condivida le preoccupazioni per l'insufficiente finanziamento e la frammentazione regionale, schierandosi con i 155 mila medici e dirigenti che scioperano. Peccato però che il suo governo abbia appena approvato una finanziaria che nega alla sanità perfino le risorse necessarie a garantire i livelli essenziali di assistenza, e che la sua maggioranza stia approvando la devolution in sanità, con la conseguente polverizzazione dei servizi: continueremo a scioperare e a manifestare fino a quando il governo coprirà il profondo buco finanziario della sanità, fermerà la devolution, e onorerà gli impegni contrattuali, disattesi da oltre due anni».

    Arriva «fuori tempo massimo» la lettera del ministro della salute, secondo il presidente dell'associazione sindacale dei medici dirigenti Cimo-Asmd Stefano Biasioli. Per Serafino Zucchelli, segretario Anaao Assomed, la lettera «è frutto di un tentativo demagogico, più che di una profonda convinzione». «Dalla lettera del dott. Girolamo Sirchia deduciamo che la verifica del governo si è conclusa e che Sirchia non e più ministro della sanità», commenta ironica Livia Turco (Ds). Quanto alle modalità dello sciopero, gli ospedali pubblici saranno aperti solo per le urgenze, radiologie e laboratori saranno chiusi, così come le sale operatorie, con 90 mila interventi annullati. Le visite ambulatoriali e quelle ai degenti saranno sospese.

    Il Manifesto
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  3. #3
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    Predefinito oh beata inettitudine

    scioperi sempre piu' tosti ed universali..
    gente esasperata.. da pratiche contingenze..
    ma la verifica su che cosa la fanno?ma si rendono coto che sono sull'orlo del precipizio? e poi cosa faranno ..riscopriranno bava-beccaris?tze!!!!

  4. #4
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    In Origine Postato da antonio
    paradossale...ha una faccia di bronzo...
    se e' davvero convinto di quel che dice allora sia ocnseguente...
    Questi non hanno il minimo senso della vergogna. Loro sono al governo e all' opposizione contemporaneamente ............. trovano colpe solo in altri ....... non sanno neanche quello che approvano nei loro atti, nel caso quello che dispone la finanziaria per la questione, ...... straparlano .... e poi vorrebbero anche prendere per il culo chi protesta contro i loro provvedimenti.

    Sirchia, tanto per la cronaca, doveva essere uno di quei tecnici fiore all' occhiello di questo sgoverno.

    In che mani siamo, poveri noi .....
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  5. #5
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    Se Sirchia tiene un atteggiamento simile, ci vedo tre possibili motivi:
    1. Hia richiesto piu' finanziamenti, se li e' visti negare e ora si sta lamentando;
    2. Sta cercando di chiamarsi fuori dal Governo attuale (la nave affonda...);
    3. Sta cercando di attirare l'attenzione del resto del Governo sui problemi effettivi, invece che sui rimpasti, sui decennali, sui lifting e sull'immunita'.

    Secondo voi?

  6. #6
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    In Origine Postato da Skepto
    Se Sirchia tiene un atteggiamento simile, ci vedo tre possibili motivi:
    1. Hia richiesto piu' finanziamenti, se li e' visti negare e ora si sta lamentando;
    2. Sta cercando di chiamarsi fuori dal Governo attuale (la nave affonda...);
    3. Sta cercando di attirare l'attenzione del resto del Governo sui problemi effettivi, invece che sui rimpasti, sui decennali, sui lifting e sull'immunita'.

    Secondo voi?
    Sirchia parla già da ex ministro, perchè in ogni caso lui non può dire a posteriori quello che dice ................. o parla prima o vuole semplicemente prendere per il qulo.

    Le chiacchiere a vanvera, però, sono caratteristica di tutti i componenti di questo sgoverno.


    Sul piatto ci sono i tagli di Tremonti. Tanto per fare un esempio non solo non si è investito denaro nella Sanità, ma si sono accumulati deficit paurosi. Solo per quanto riguarda l’assistenza già concordati nel 2003 mancavano ben 7 miliardi di euro e nel 2004 si prevede un buco di 4 miliardi. «In gioco c'è il futuro del sistema sanitario nazionale - dice Carlo Lusenti, dell'Anaao regionale dell'Emilia-Romagna - minacciato anche dalla recente norma che prevede l'istituzione di un super controllo centralizzato di tutte le prescrizioni mediche da parte del ministero dell'Economia. In tal modo il referente del clinico non sarebbe più solo il ministero della Sanità, bensì anche quello dell'Economia».

    Ciao
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  7. #7
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    E' vero, e' vero... pero' a questo punto preferisco che parli, di modo da dare piu' risalto al problema.
    Sara' poco coerente, ma temo che questo sia il comportamento che (allo stato attuale) puo' essere piu' utile.

  8. #8
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    Sciopero medici, per l'Anaao
    le adesioni sono al 90%

    ROMA - Sarebbe del 90% l'adesione allo sciopero in corso di medici e dirigenti sanitari: a renderlo noto è Serafino Zucchelli, segretario nazionale dell'Anaao Assomed (la sigla maggiormente rappresentativa dei medici ospedalieri), Serafino Zucchelli.

    Anche a Milano, secondo il responsabile ospedalieri del sindacato medico Snami, l'adesione allo sciopero si avvicina al 90%. Nei grandi ospedali del capoluogo lombardo, dice Marcello Costangleli , "non è in funzione alcuna sala operatoria, non si fanno ricoveri, ma solo dimissioni, e sono circa 16 mila gli interventi programmati in Lombardia che oggi non saranno eseguiti".

    Nei principali ospedali dell' Emilia-Romagna, secondo l'Anaao, adesione superiore al 90%. Per il sindacato ha aderito all'agitazione il 90% dei medici dell' ospedale Infermi di Rimini, l' 85% del S. Anna di Ferrara, e l' 80% degli ospedali Civile di Ravenna, Civile di Cesena e Pierantoni di Forlì. L' astensione al S. Orsola di Bologna è stata del 95%, al Policlinico e all' ospedale Estense di Modena del 90%. Stessa cifra per il S. Maria di Reggio Emilia, mentre sia al Civile di Piacenza sia al Maggiore di Parma l' astensione è stata dell' 80%.

    Adesione alta - ma non totale - negli ospedali e nelle strutture sanitarie della Basilicata. Nell' ospedale "San Carlo" di Potenza - il più grande della regione - è stata dell' 81 per cento. Il direttore sanitario, Giuseppe Cugno, ha detto che "non vi sono problemi per gli interventi di urgenza e per l' assistenza alle persone ricoverate", mentre sono stati rinviati esami e interventi chirurgici programmati. Situazione pressochè analoga si registra nell' ospedale "Madonna delle Grazie" di Matera e nelle altre strutture ospedaliere lucane.

    In tutto il Paese sono comunque garantite le urgenze, il pronto soccorso medico chirurgico, la rianimazione, le terapie intensive, le unità coronariche.

    (9 febbraio 2004)
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