La sentenza vale anche per Borghezio, Calderoli e Caparini
Confermata la condanna a quattro mesi e 20 giorni di reclusione per il ministro Maroni e il deputato Martinelli
ROMA - Dovrà essere rifatto il processo a Umberto Bossi, Roberto Calderoli, Mario Borghezio e Davide Caparini, tutti della Lega Nord, imputati di resistenza a pubblici ufficiali per le intemperanze avvenute a Milano il 18 settembre 1996 durante la perquisizione nella sede di via Bellerio della Lega. Lo ha deciso la sesta sezione penale della Corte di Cassazione. È stata, invece, confermata la sentenza di condanna a quattro mesi e 20 giorni di reclusione per l'attuale ministro del Walfare Roberto Maroni e per il deputato Piergiorgio Martinelli, della Lega. Per entrambi la pena detentiva è stata commutata in 5 mila euro di multa ciascuno.
QUATTRO ORE DI CAMERA DI CONSIGLIO - La decisione della Suprema corte è arrivata dopo quattro ore di camera di consiglio. Il sostituto procuratore generale della Cassazione, Elisabetta Cesqui, aveva chiesto di annullare con rinvio per nuovo esame da parte della Corte di appello di Milano la sentenza di condanna per tutti gli imputati. A suo avviso, la sentenza emessa dalla Consulta, lo scorso 21 gennaio, rendeva necessario il frazionamento della perquisizione della sede di via Bellerio affinché si delineassero le responsabilità dei sei imputati escludendo l'opposizione dimostrata alla perquisizione dell'ufficio di Maroni, dichiarata illegittima dai giudici costituzionali.




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