....occulto
La mentalità bolscevica è un vecchio arnese ideologico, ma non tutto è da buttare nella storia del comunismo internazionale. Quando il Cav. dice che il comunismo pericoloso è quello che non si vede, cioè il mito del partito e del potere come fine supremo, un ateismo disperato riscattato dal culto dell’organizzazione e del capo, la classe come divinità di una religione messianica tutta immanente, vocata alla conquista collettiva del paradiso in terra e allo schiacciamento della libertà individuale, il Cav. dice bene.
Ma le eredità sono complesse, anche gli ex comunisti che hanno fatto il lavacro di un responsabile e serio anticomunismo fanno parte in qualche misura del comunismo occulto, e infatti Berlusconi è circondato da quel tipo di comunisti in casa sua, ne riportò uno al governo dopo quasi mezzo secolo dalla loro cacciata, ne ha ora un altro al fianco come braccio destro nel partito, ne ha un altro ancora alla guida del suo lavoro culturale eccetera. Bisogna dunque distinguere.
Il comunismo è stato un immenso e continuativo crimine contro l’umanità, e una sfacciata sfida alle leggi della migliore tradizione giudaico-cristiana, ma anche una buona scuola di politica, dunque di moralità effettuale. Se oggi sembra sopravvivere solo come penosa attitudine al sogno, contaminazione di diverse utopie nel brodo dell’idealismo, tecnica e tattica d’apparato di serie B, nacque invece come solido realismo, come tenacia personale, fedeltà a uno stile, gusto per lo studio della società e dello Stato, insomma cultura e conoscenza.
Non bisogna mitizzare niente, perché alla fine come diceva François Furet la caratteristica specifica del comunismo è di non aver lasciato che cenere al suo tramonto, ma un conto è l’errore un conto sono gli erranti, lo insegna anche la Chiesa.
E questo vale per il comunismo come per il fascismo.
Insomma: i neoconservatori americani sono per una certa parte gente venuta via da quell’equivoco, e forse ne sono vaccinati meglio di altri, forse quell’eredità ha consentito loro di vedere meglio le dinamiche della forza nel mondo contemporaneo, forse. L’importante è capire che non esistono cesure assolute nella storia delle idee e nella concatenazione dei fatti, che lezioni d’importanza primaria possono essere trasmesse per vie ereditarie tortuose, e che finora alcune cose interessanti ed efficaci fatte dal Cav., sebbene la sua simpatia e il suo carisma siano tipicamente liberali e schiettamente anticomunisti, risentono – ma guarda un po’ – dalla sua sapiente contaminazione con il comunismo occulto.
Ferrara su il Foglio di venerdì 6 febbraio
saluti




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