Risultati da 1 a 8 di 8
  1. #1
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    Predefinito Non c'è peggior sordo...

    Questo 3d e, nello specifico, il post su Borzacchelli; è stato come al solito ignorato dai più.
    Come del resto quasi tutti i 3d sulla mafia.
    Compreso quello postato da ossoduro sull'arresto del suddetto.
    Dunque....

    Delle recite siciliane di questi giorni (tribunali, governatori, marescialli...) c'è un dettaglio straordinario, uscito troppo in fretta dalle cronache: le 4.852 preferenze dell'onorevole Antonio Borzacchelli, ex maresciallo dell'Arma, raccolte per le elezioni siciliane di tre anni fa.
    Ora, per dirla con franchezza, quando un partito politico decide di rivolgersi a un sottufficiale dei carabinieri per proporgli una prestigiosa candidatura (il Parlamento siciliano, perbacco!), i casi sono due. O siamo in presenza d'un uomo che per meriti d'ufficio, per l'alta qualità del lavoro investigativo svolto o per aver catturato inafferrabili latitanti rischiando la pelle è diventato un simbolo della lotta alla mafia, e dunque merita d'essere candidato, come avrebbe detto Totò, a prescindere.
    Oppure quel maresciallo é una formidabile macchina da voti, un leader sindacale del Cocer, insomma uno capace di portare alla lista qualche migliaio di preferenze in dote.
    Il fatto è che Borzacchelli non era né l'uno né l'altro. E chi l'ha infilato nella lista di Totó Cuffaro (l'UDC, per la cronaca) sapeva perfettamente che quel sottufficiale non avrebbe offerto nè voti nè lustro al partito.
    Dunque? Perché è stato candidato l'ex maresciallo Borzacchelli? In nome di quali virtú gli hanno offerto i voti e l'hanno fatto eleggere? Di lui si diceva, già da anni, ció che adesso i giudici di Palermo raccolgono in pazienti faldoni dopo averlo ammanettato.
    Si conoscevano le sue amicizie, le sue ostentazioni, i suoi vizi. Perfino i suoi soprannomi. Eppure il partito del presidente lo accoglie, lo candida e lo fa eleggere: perché?
    Se non rispondiamo a questa candida domanda, se non affrontiamo il problema del modo in cui la politica al Sud si autoalimenta e costruisce i propri ceti, se non troviamo il coraggio di ammettere che di tutta la malinconica querelle siciliana il passaggio più imbarazzante (e più devastante per le istituzioni) è proprio la scelta di candidare un tipo come Borzacchelli, sapendo che ciò che serviva non era la sua etica privata né la sua divisa ma i rapporti personali che aveva fabbricato, i lacci e lacciuoli che lo legavano a cliniche, affaristi e mammasantissima: se non diciamo (anche noi, anime belle della sinistra) che la ricerca del consenso non può giustificare ogni miseria, ogni svogliatezza, ogni scorciatoia, finiremo davvero per credere che tutto sarà risolto quando il buon Totò Cuffaro si tirerà fuori per il rotto della cuffia dal questa inchiesta.
    E per il futuro continueremo a chiedere ai giudici di lavare i nostri panni sporchi, ci indigneremo quando alzeranno la voce, ci flagelleremo quando metteranno mano al codice penale e brinderemo con ottusa allegria a ogni assoluzione.
    In attesa di infilare in lista il prossimo Borzacchelli.

  2. #2
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    Lista Prodi: Di Pietro furibondo
    Non ci vogliono per Mani Pulite"
    Antonio Di Pietro ritiene che l'esclusione dell'Italia dei valori dalla Lista Prodi dovrebbe "far riflettere gli italiani". "La verità - per Di Pietro - è che siamo stati respinti a causa per il mio passato di Mani pulite". "Perché una forza politica che in questi anni ha rilanciato la legalità, la questione morale come fattore predominante nella politica non viene accettata dal centro sinistra oltre che, naturalmente, dal centro destra"?

  3. #3
    Ospite

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    Mastella: Prodi non è il leader del Centrosinistra






    Mentre si apre a Roma la convention dell'Ulivo, Clemente Mastella parte all'attacco. "Il Triciclo non ha senso, se non diventa un partito unico. E non mi sembra che sia così. Si sono appropriati dell'Ulivo con arroganza, ma finiranno per dividersi già sulla questione Iraq, dove voteranno uno contro l'altro", dice ad Affari il segretario di Alleanza Popolare. E su Prodi: "E' il leader solo di una parte del Centrosinistra, ora sta a lui conquistare la guida di tutta la coalizione".

  4. #4
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    Grasso: la mafia degli infiltrati e dei colletti bianchi non è più invisibile
    Marzio Tristano

    PALERMO
    «Ora la mafia è meno invisibile di prima, indossa i panni di professionisti ed insospettabili e di funzionari dello Stato che hanno tradito».
    A due giorni dal blitz che ha portato in carcere due «talpe» del suo ufficio, parla il procuratore di Palermo Piero Grasso, certo che «la rivelazione di informazioni riservate ad indagati di mafia ha messo in pericolo l'incolumità dei magistrati della Dda». È lo stesso rilievo che gli muovono magistrati tenuti all'oscuro fino all'ultimo, come Massimo Russo, il cui segretario è stato indagato per avere riferito notizie al maresciallo della Dia Giuseppe Ciuro, arrestato insieme al collega del Ros e
    Giorgio Riolo, sospettati di essere le talpe che informavano l' imprenditore Michele Aiello, finito in carcere per associazione mafiosa.
    «Le teorie del passato sulla mafia - afferma Grasso - in cui si parlava di sommersione delle cosche, di boss che cambiano volto e indossano i panni di professionisti e insospettabili, oggi con queste inchieste le abbiamo dimostrate».
    E ancora:
    «In questa realtà siciliana, e palermitana in particolare non si sa mai chi c'è dietro alle persone che abbiamo davanti, anche se appaiono colti e puliti ». «In guerra - dice Grasso - i traditori si fucilavano. Questa vicenda ci addolora e le indagini, portate avanti con grande riservatezza, ci ha fatto scoprire un retroscena pericoloso».
    Grasso fa riferimento anche alle collusioni che l' imprenditore Aiello, proprietario di un centro per le cure oncologiche, avrebbe avuto con politici e magistrati.
    «Nell' ufficio parecchi magistrati sapevano di questa inchiesta – dice Grasso - e quando il Pm Antonio Ingoia ne è venuto a conoscenza mi ha informato che l'impresa edile di Aiello stava effettuando lavori nella casa di campagna dei suoi genitori. Mi ha chiesto consiglio, se sospendere l' incarico o fare altro. Gli ho detto allora che era meglio se faceva accelerare i lavori e non revocare nulla per non insospettire l' indagato».
    Sulla vicenda è intervenuto anche il segretario regionale dei Ds Angelo Cracolici:
    «Le commissioni Antimafia, sia nazionale che regionale, convochino immediatamente Cuffaro e Borzacchelli per fare luce su ciò che sta avvenendo nel panorama politico siciliano, con esiti devastanti sul quadro politico nazionale», ha detto Cracolici commentando le dichiarazioni del deputato
    regionale dell' Udc Antonino Borzacchelli apparse ieri sulla stampa.
    «Al di là della tesi secondo la quale ci sarebbe un complotto politico dietro ogni inchiesta giudiziaria, - afferma Cracolici - tesi ancora più inquietante se espressa da un deputato che fino a pochi mesi fa lavorava nei Ros, resta un fatto: ciò che fino a ieri veniva solo sussurrato oggi è detto apertamente."

    Borzacchelli ammette che è in atto uno scontro violento tra Forza Italia e Udc, che investe innanzitutto la sanità siciliana, settore nel quale sono in gioco centinaia di milioni di euro da dividere sponsorizzando strutture, uomini e progetti. Ma Borzacchelli va addirittura oltre, dichiarando che ci sarebbe un vero e proprio complotto giudiziario ispirato da Forza Italia contro il presidente della Regione e ipotizzando persino che i guai giudiziari di Cuffaro possano essere finalizzati a salvare Dell' Utri. Affermazioni tanto gravi non possono passare inosservate».

    Questo, comunque, era il post; ed era del novembre 2003

  5. #5
    Ospite

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    I magistrati delusi dall'Ulivo
    "Opposizione senza alcun progetto"
    Contro le riforme del governo e della maggioranza di centro-destra, ma anche delusi dall'opposizione. Al congresso dell'Anm a Venezia serpeggia scontento per le parole dei rappresentanti del centrosinistra ascoltate in mattinata. "Non si riesce a capire la prospettiva in cui si muove l'opposizione - commenta Luigi Marini, togato di Md, dopo aver ascoltato gli interventi dei responsabili Giustizia di Ds e Margherita, Finocchiaro e Fanfani.
    C'è la sensazione di un vuoto politico. Da un lato, c'è un progetto chiaro, dall'altro no. L'opposizione dice soltanto di non condividerlo". Una delusione che si ritrova anche nelle parole del segretario di Md Claudio Castelli: "C'è davvero da augurarsi un mutamento di rotta, con fatti concreti. I comportamenti avuti finora dall'opposizione parlamentare -aggiunge il leader della corrente di sinistra delle toghe- non hanno rispecchiato la gravità della situazione che si sta producendo, sia in ordine alla controriforma dell'ordinamento sia in ordine ad un declino della giustizia assecondato dal governo". Perplessità anche nei commenti dei leader di Unicost. "Mi preoccupa la possibilità di spinte consociative -dice il segretario della corrente Fabio Roia. Una esperienza negativa già vissuta ai tempi della Bicamerale, quando la spinta consociativa era diretta a limitare il potere di intervento della giurisdizione. Il problema è che un magistrato autonomo e indipendente è comunque un elemento di disturbo. Non credo -aggiunge- che un eventuale cambio di maggioranza possa cancellare questa riforma dell'ordinamento".

    Il "ragionamento pacato dell'opposizione" può essere "apprezzato", fa eco il segretario dell'Anm Carlo Fucci, anche lui di Unicost, a patto che sia "indicativo della volontà di confrontarsi per arrivare ad una riforma condivisa". "Ci auguriamo tuttavia -aggiunge- che questo atteggiamento non significhi che l'opposizione è pronta a lasciare tutto il campo ai sostenitori di questa negativa riforma. Altrimenti, verrebbero meno alle loro affermazioni di principio sulla necessità di salvaguardare l'uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge che questa riforma farebbe venir meno". "Capisco la difficoltà politica dell'opposizione -premette il segretario di Magistratura indipendente Antonio Patrono- La giustizia va male, quindi è difficile dire 'no' di fronte a chi propone una ricetta. Se però questa ricetta è sbagliata, va detto con la massima chiarezza e vanno formulate proposte diverse e più efficaci. Mi rendo conto -aggiunge- della difficoltà a trovare risposte efficaci. Ma i magistrati sono in grado di individuarle, quindi sarebbe bene che venissero ascoltati di più da tutti".
    A sottolineare l'assenza, nelle parole dei rappresentanti di Ds e Margherita , di un "impegno specifico" in Parlamento contro la riforma dell'ordinamento è il leader del Movimento per la giustizia Armando Spataro, che già ieri nel suo intervento alla Fenice non aveva risparmiato critiche all'opposizione. "Non possiamo che apprezzare -premette- gli interventi di Finocchiaro e di Fanfani, ma è mancato l'indicazione di uno specifico impegno sulle iniziative che saranno adottate in vista della discussione alla Camera sull'ordinamento giudiziario. Mi sarei aspettato che i rappresentanti del centrosinistra ci illustrassero quello che intendono dire e fare in Parlamento".

  6. #6
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    In Origine Postato da Malik
    I magistrati delusi dall'Ulivo
    Ehi pellegrino ... che utilizzi la tattica fuordeviante ...lascia stare i magistrati ... Di Pietro e Mastella ... piuttosto ... cos'hai da dire ... su Borzacchelli ? ... immagino meno dello zero...

    Al cantar l'uccello ...

    B.

  7. #7
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    In Origine Postato da Montalbano
    Che mito il malikkio col ticchio: in un thread dove si dovrebbe parlare di Borzacchelli lui che fa? Ci viene a parlare dei problemi interni dell'Ulivo. Poveraccio, ha finito i pochi argomenti coi quali ci ha fatto sganasciare dalle risate per anni...


    Di argomenti ce ne sarebbero, volendo...

  8. #8
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    In Origine Postato da Montalbano
    Ma ti pare che il malikkio col tikkio ci parla di Zu' Vasa Vasa e del 61 a 0 delle politiche?
    A cambiargli i tutor, magari....

 

 

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