Questo 3d e, nello specifico, il post su Borzacchelli; è stato come al solito ignorato dai più.
Come del resto quasi tutti i 3d sulla mafia.
Compreso quello postato da ossoduro sull'arresto del suddetto.
Dunque....
Delle recite siciliane di questi giorni (tribunali, governatori, marescialli...) c'è un dettaglio straordinario, uscito troppo in fretta dalle cronache: le 4.852 preferenze dell'onorevole Antonio Borzacchelli, ex maresciallo dell'Arma, raccolte per le elezioni siciliane di tre anni fa.
Ora, per dirla con franchezza, quando un partito politico decide di rivolgersi a un sottufficiale dei carabinieri per proporgli una prestigiosa candidatura (il Parlamento siciliano, perbacco!), i casi sono due. O siamo in presenza d'un uomo che per meriti d'ufficio, per l'alta qualità del lavoro investigativo svolto o per aver catturato inafferrabili latitanti rischiando la pelle è diventato un simbolo della lotta alla mafia, e dunque merita d'essere candidato, come avrebbe detto Totò, a prescindere.
Oppure quel maresciallo é una formidabile macchina da voti, un leader sindacale del Cocer, insomma uno capace di portare alla lista qualche migliaio di preferenze in dote.
Il fatto è che Borzacchelli non era né l'uno né l'altro. E chi l'ha infilato nella lista di Totó Cuffaro (l'UDC, per la cronaca) sapeva perfettamente che quel sottufficiale non avrebbe offerto nè voti nè lustro al partito.
Dunque? Perché è stato candidato l'ex maresciallo Borzacchelli? In nome di quali virtú gli hanno offerto i voti e l'hanno fatto eleggere? Di lui si diceva, già da anni, ció che adesso i giudici di Palermo raccolgono in pazienti faldoni dopo averlo ammanettato.
Si conoscevano le sue amicizie, le sue ostentazioni, i suoi vizi. Perfino i suoi soprannomi. Eppure il partito del presidente lo accoglie, lo candida e lo fa eleggere: perché?
Se non rispondiamo a questa candida domanda, se non affrontiamo il problema del modo in cui la politica al Sud si autoalimenta e costruisce i propri ceti, se non troviamo il coraggio di ammettere che di tutta la malinconica querelle siciliana il passaggio più imbarazzante (e più devastante per le istituzioni) è proprio la scelta di candidare un tipo come Borzacchelli, sapendo che ciò che serviva non era la sua etica privata né la sua divisa ma i rapporti personali che aveva fabbricato, i lacci e lacciuoli che lo legavano a cliniche, affaristi e mammasantissima: se non diciamo (anche noi, anime belle della sinistra) che la ricerca del consenso non può giustificare ogni miseria, ogni svogliatezza, ogni scorciatoia, finiremo davvero per credere che tutto sarà risolto quando il buon Totò Cuffaro si tirerà fuori per il rotto della cuffia dal questa inchiesta.
E per il futuro continueremo a chiedere ai giudici di lavare i nostri panni sporchi, ci indigneremo quando alzeranno la voce, ci flagelleremo quando metteranno mano al codice penale e brinderemo con ottusa allegria a ogni assoluzione.
In attesa di infilare in lista il prossimo Borzacchelli.




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