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Discussione: Fecondazione assistita

  1. #1
    Iterum rudit leo
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    Predefinito Principio di procreazione e scappatoie illustri

    Avvenire 12.12.2003

    Principio di precauzione e scappatoie illustri

    Maurizio Blondet


    In questi giorni di discussione sui bambini in provetta, come cattolici abbiamo ricevuto varie e interessanti lezioni: di scienza, di metafisica, di diritto, di religione.
    Abbiamo letto veramente di tutto.

    L'editore del maggior giornale progressista ci ha informato che i comandamenti di Mosé e il Vangelo di Cristo "nulla dispongono" in materia di fecondazione artificiale.
    L'editorialista del più grande quotidiano moderato ha voluto aggiornarci sull'anima: non viene insufflata nel corpo fin dal primo istante (come secondo lui noi crediamo), ma solo dal momento in cui si forma il sistema nervoso.
    Insomma: laici patentati, neoborghesi radicali e atei convinti, che però non sono scienziati né studiosi del delicato tema, hanno sentito il dovere di illuminarci sui reali contenuti della nostra religione. E di spiegarci che la scienza ha fatto grandi progressi dai secoli aristotelici in cui (secondo loro) noi cattolici l'avevamo lasciata; insomma si sono sforzati di chiarirci le idee usando - alquanto malagevolmente - il linguaggio che secondo loro noi siamo in grado di intendere, quello delle disputationes metaphysicae tardo-medievali, della Scolastica, della Bibbia.
    Quando l'anima entra nel corpo? Quando la materia diventa forma? Jahvé non ha dato ad Adamo il dominio sulla Natura?
    Grazie.
    Ma le nostre obiezioni erano, se solo le aveste ascoltate, d'altro tipo.
    Non ci preoccupa qui il momento in cui l'anima è insufflata nel corpo fetale, ma la percentuale eccessiva di bambini malformati che la fecondazione artificiale tende a produrre.
    Non invochiamo nella legge le tavole di Mosé, ma la raccomandazione del Parlamento europeo del 1989, che invita a considerare i diritti del bambino, e persino dell'embrione.
    Non sottovalutiamo il potere di Adamo sugli animali nell'Eden, ma ci chiediamo se esso giustifichi quel business miliardario, che si sviluppa attorno alle donne in menopausa assetate di prole, al punto che terapie fertilizzanti efficaci, ma meno lucrose, sono spesso taciute alle pazienti, per dirottarle ignare verso le tecniche di fecondazione artificiale più costose.
    Non ci parlate del Vangelo, che non è il vostro campo; rispondeteci sulle fatture fiscali di lorsignori "scienziati", sulle percentuali di insuccessi, sui rischi genetici.
    Non vi additiamo la Dannazione Eterna, ma le statistiche sugli esiti di pratiche "scientifiche" spesso rovinose.
    Su questo, prego, illuminateci.
    Strano che non abbiate ascoltato né risposto su questi temi, diciamo così, moderni. E adesso scrivete che con la legge approvata al Senato "hanno vinto i cattolici", quando ha vinto, semmai, il moderno razionale principio di precauzione: che, se va applicato all'ecologia, non si vede perché possa essere violato quando si tratta di produrre esseri umani.
    Non viviamo, credeteci, con la testa all'indietro; siamo, come voi, appena usciti dal XX secolo, e abbiamo visto quello che questo secolo, le sue ideologie "scientifiche" e "biologiche" hanno fatto alla carne dell'uomo.
    E, scusate, ci pare molto moderno, molto razionale, che una legge perfettibile provi a mettere qualche limite all'arbitrio di una scienza guidata dal profitto, come agli illimitati desideri della clientela femminile, egotista-consumista di quegli "scienziati", che la illudono della propria onnipotenza.

    •   Alt 

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  2. #2
    Iterum rudit leo
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    Predefinito Monsignor Sgreccia sulla fecondazione assistita

    Sgreccia sulla fecondazione: hanno fatto quello che potevano!
    Parla il Vescovo Presidente del Pontificio Consiglio per la Vita







    ACCESO DIBATTITO IN ITALIA DOPO L’APPROVAZIONE DELLA LEGGE SULLA PROCREAZIONE ASSISTITA



    - Intervista con il Vescovo mons. Elio Sgreccia,
    Presidente della Pontificia Accademia per la Vita -





    In Italia, non accennano a placarsi gli echi polemici accesi dall’approva-zione ieri in Senato della legge sulla fecondazione assistita soprattutto all’interno dello schieramento politico di centrosinistra. La legge vieta il ricorso alla fecondazione cosiddetta eterologa, cioè con gameti non appartenenti ai genitori. Possono ricorrere alle tecniche solo coppie di maggiorenni di sesso diverso, coniugati o conviventi in modo stabile, in età potenzialmente fertile, entrambi viventi. Proibiti i test genetici preventivi, la sperimentazione su ciascun embrione umano, il suo congelamento e la sua clonazione. Dure sanzioni sono previste per i medici che non rispettano questi divieti.



    --------------------------------------------------------------------------------


    Una legge “cattolica”, come viene definita dai suoi detrattori. Ma è realmente così? Ecco la replica del vescovo mons. Elio Sgreccia, vicepresidente della Pontificia Accademia per la Vita:


    R. – Questo credo che sia il primo equivoco da chiarire: non è una legge che riflette la morale cattolica, perché tutti sanno – ed è bene che si ripeta – che per la visione cattolica della vita e della procreazione, il figlio che lecitamente viene concepito è quello che viene concepito all’interno di un atto di amore coniugale.
    Per cui, una legge che ammette un concepimento in provetta non è mai considerata lecita.




    --------------------------------------------------------------------------------


    D. – Chi si è opposto alla legge afferma che introduce discriminazioni, danni e condizionerebbe la libertà della ricerca scientifica. Lei cosa risponde?


    R. – Rispondo che coloro che hanno promosso questa legge, l’hanno portata avanti con insistenza e con coraggio, cattolici e non cattolici: hanno operato da cittadini che sono preoccupati dei danni che possono venire non solo dal far-west che esisteva fino a ieri, ma dalla procreazione artificiale nelle sue varie tecnologie, che si moltiplicano sempre di più.
    Hanno cercato di ridurre il danno su punti importanti: per esempio, quello di evitare il congelamento degli embrioni: si evita un danno enorme a un tipo di delitto, quello del congelamento di esseri viventi, di creature umane, che – e non so se la gente ha avuto modo di rifletterci in modo adeguato – è un inferno di gelo che questo secolo, armato di tante possibilità scientifiche, ha messo in atto per un utilitarismo spietato, per fare di queste creature delle vittime di sperimentazioni o comunque destinate alla soppressione.
    Ora, l’aver evitato questo fatto va a merito della legge; come aver limitato le possibilità della procreazione artificiale almeno all’interno della famiglia, in modo che il figlio che nasce possa riconoscere un padre e una madre.
    Questo è un vantaggio molto importante per l’educazione, per l’identità, per la crescita psicologica e morale del figlio.
    Quindi, non è uno scherzo, quello che si è ottenuto.
    Con tutto ciò, non possiamo dire che la legge si adegui alla morale cattolica o che sia perfetta in tutti i suoi punti: hanno fatto quello che potevano!



    --------------------------------------------------------------------------------




    RADIOVATICANA

    RADIOGIORNALE

    Anno XLVII n. 346 - Testo della Trasmissione di venerdì 12 dicembre 2003

  3. #3
    Iterum rudit leo
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    Predefinito Fecondazione assistita

    A chi interessa tanto fumo?

    Fecondazione Dati mascherati


    Marina Corradi

    Aproposito della «crudeltà» di una legge che arbitrariamente imporrebbe di limitare a tre gli embrioni da trasferire nel corpo materno, riducendo in tal modo le possibilità di ottenere una gravidanza, è singolare come nel dibattito di questi mesi siano passate sotto totale silenzio le ragioni mediche di questa scelta.
    Un rapporto pubblicato da Lancet nel febbraio 2002 a firma di alcuni ricercatori dell'Università svedese di Uppsala, la prima a monitorare fin dal 1982 le gravidanze da fecondazione assistita, si conclude con questa raccomandazione: «Sarebbe opportuno non impiantare mai più di un embrione per volta». Ora, Uppsala non è il Vaticano, e la Svezia è anzi un Paese assai laico, e dunque ci devono essere delle ragioni ben concrete per arrivare a tali conclusioni.
    Le ragioni sono, si legge nella ricerca, che esaminando un gruppo di 5680 bambini concepiti con fecondazione artificiale e quindi trasferiti in utero allo stadio embrionale, in un sottogruppo di 2060 gemelli sono stati notati disordini neurologici in misura tre volte maggiore che nella popolazione «normale». Non è colpa della provetta, si sono affrettati a chiarire i ricercatori, ma delle gravidanze plurime indotte nella speranza che almeno un embrione attecchisca. Tali gravidanze si concludono spesso con un parto gravemente prematuro, anteriore alle 32 settimane di gestazione. Ogni gravidanza plurima, dunque, comporta rischi di parto prematuro, a sua volta foriero di potenziali danni per il bambino.
    Ma, nella fecondazione artificiale, l'impianto di tre embrioni è la norma, e anzi oggi si protesta perché ne sono ammessi solo tre. A Parigi l'Inserm, Istituto nazionale della salute e della ricerca medica, ha il monitoraggio della fecondazione assistita in un Paese - la Francia - in cui queste pratiche sono da tempo garantite dal servizio sanitario. Tutto si svolge alla luce del sole, e ci sono quelle statistiche che da noi finora mancavano.
    Nell'autunno scorso il direttore del rep arto di prematurità neonatale dell'Inserm, dottor Jacques De Mouzon, ha dichiarato a Avvenire che, dei 4500 parti da fecondazione assistita che avvengono mediamente oltralpe in un anno, il 25% sono prematuri, anche se l'incidenza più forte riguarda - come si è detto - i parti plurimi. Di questi 4500 neonati, il 6% rientra nella prematurità grave, un rischio che nelle gravidanze fisiologiche non supera l'1%. La prematurità, a sua volta, comporta rischi di danni più o meno gravi secondo le settimane di gestazione raggiunte. A 25 settimane il rischio è del 25%, a 32 dell'8%. Il consiglio dei neonatologi oggi, concludeva il medico, è di impiantare mai più di due, e possibilmente un solo embrione.
    Questo, da Uppsala a Parigi, dicono i maggiori esperti. L'affollamento innaturale di embrioni può procurare danni a quanti nasceranno. A meno che, certo, passati un paio di mesi non si proceda a decidere quale creatura cresce meglio, e a sopprimere le altre. Si chiama, garbatamente, «selezione delle camere», e non se ne discute troppo. Altrimenti, già con tre si va incontro a problemi statisticamente rilevanti. I ricercatori: uno, o non più di due. Crudele legge, penalizza le donne, sentiamo gridare da mesi. Ma in base a quali dati? E perché tanto fumo a ostacolare la conoscenza reale delle questioni?

  4. #4
    Affus
    Ospite

    Predefinito Fecondazione: La nevrosi d'aver figli o d'ammazzarli

    Fecondazione: La nevrosi d'aver figli o d'ammazzarli



    Ma che c'entra con la legge sulla fecondazione assistita l'autonomia
    dello Stato dalla Chiesa (Miriam Mafai)? Che c'entra la natura
    liberale dello Stato (Piero Ostellino)? Che c'entra l'uso a scopo
    terapeutico di "embrioni sovrannumerari" (bella espressione: dice
    tutto)? Il problema è uno solo: autorizzare o non autorizzare un
    trattamento selettivo e intrinsecamente demoniaco degli embrioni,
    autorizzare o non autorizzare la famiglia artificiale. Da questo
    punto di vista, più sorvegliata e severa è la legge, meglio è. E non
    c'entrano nemmeno le pulsioni trasversali dei credenti cattolici,
    c'entra la libera valutazione della coscienza umana, una roba che
    riguarda tutti e che è un po' più importante del bipolarismo e della
    lista unica dell'Ulivo. La deputata di sinistra Gloria Buffo ha
    detto ieri che bisogna difendere "uno dei diritti umani
    fondamentali, la possibilità di avere un figlio o meno". Altrimenti
    la legge è "crudele". Chiunque, in qualunque condizione si trovi, ha
    diritto di avere un figlio e di averlo sano, con l'aiuto della
    scienza biomedica; e chiunque ha il diritto di rifiutarlo.

    Ma siamo matti?

    Bisogna essere considerati bigotti, baciapile, servi del Vaticano e
    nemici delle donne per pensare che i figli non sono un diritto,
    l'abrogazione dei figli non è un diritto, i figli non sono cose
    esigibili per legge o fabbricabili a piacimento, sono natura e
    civiltà indissolubilmente connesse, sono una possibilità dell'amore
    e non una nevrosi familiare da curare medicalmente con dosi massicce
    di disprezzo per il diritto, quello sì un diritto, alla vita?
    Fecondazione eterologa, sperpero degli embrioni, diagnosi pre
    impianto, diritto all'aborto di un embrione impiantato, famiglia
    single o omosessuale e tante altre combinazioni artificiali, fino
    alla produzione di figli on demand e alla clonazione (perché no?): è
    questa la salute della donna che dite di difendere?

    Ma sapete che cos'è la salute? In quale società volete portare
    questa salute, questa fitness, questa distratta adeguatezza alla più
    sbadata e conformista delle modernità? Non è in questione la
    religione, che pure ha diritto di esistere e di farsi sentire. E' in
    questione una elementare riflessione civile sul mondo e sull'umanità
    nell'epoca della scienza dispiegata. Pensate di avere spiegato bene,
    a voi stessi e agli altri, le conseguenze dell'abolizione biomedica,
    nel crogiuolo confuso della famiglia artificiale, di concetti come
    la paternità, la maternità, la fraternità? Pensate di potere abolire
    senza spiegazioni etiche la sorprendente casualità dell'esistenza?
    Dove sta la salute se la vita è cosa, progetto di laboratorio
    socialmente impazzito, catalogo e classificazione delle opzioni per
    un consumo e una produzione di figli à la carte?

    E' vero che quasi tutto sta già succedendo, che un pezzo del mondo è
    già immerso nel caos della sindrome da spermatite, ma non è una
    buona ragione per obbedire a quel che succede, per essere
    conformisti quando si fanno le leggi. Ragionate. Interrogatevi.
    Disobbedite. Siate laici.


    (C) Il Foglio 5.12.2003

 

 

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