Per difendere la sparata di Fini



Luciano Dussin*
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Giovedì scorso, in Commissione Affari Costituzionali, l'on. Landi di Chiavenna, responsabile di An per l'immigrazione, è intervenuto per la seconda volta sul tema "voto agli immigrati". Il suo primo intervento, risalente a qualche settimana fa, lo fece per illustrare alla Commissione il Progetto di legge di riforma costituzionale voluto dal suo segretario, l'on. Fini. Al termine della prima discussione l'on. Landi, dopo aver ascoltato anche le altre posizioni politiche, dichiarò che An aveva bisogno di un po' di tempo per definire meglio la proposta all'esame della commissione, questo anche alla luce della complessità del problema da trattare e delle diverse opinioni raccolte.
Tra questo intervento e quello di giovedì scorso, sono cambiate alcune cose. La prima riguarda il furbo gioco d'anticipo con il quale l'opposizione ha fatto calendarizzare in aula, come quota di spettanza, poche settimane prima del voto politico-amministrativo di primavera, l'argomento "voto agli immigrati"..., auguri per An! La seconda riguarda la presentazione di un Progetto di legge ordinaria dell'Udc, tendente ad abbassare per gli extracomunitari il requisito di permanenza in Italia per poter chiedere la cittadinanza, dagli attuali 10 anni a soli 6. A questo punto per semplificare ai nostri lettori il motivo del contendere devo ricordare che: An con la sua proposta intende cambiare la Costituzione che prevede il diritto di voto solo ai cittadini (come è anche in Francia, Germania, Inghilterra), inserendo la possibilità di voto anche agli extracomunitari purché presenti nel territorio da almeno 6 anni.
Una possibile via di fuga, poiché la frittata era già fatta, poteva essere quella di modificare al ribasso con legge ordinaria il requisito per ottenere la cittadinanza: avrebbero ottenuto la giustificazione alle proposte di maggior integrazione degli immigrati fatte dal loro Leader, non avrebbero tolto il concetto di "cittadino che vota" previsto in Costituzione; in sostanza sarebbero usciti da questa storia con le ossa meno rotte. Ma, questa proposta è stata formulata dall'Udc... Quindi, spiazzati dai Comunisti ed anticipati dai democristiani della Casa della Libertà, ad An non restava che arroccarsi nella sua iniziale proposta: riforma della Costituzione, e che voti anche chi cittadino non è. E questa è stata la posizione dell'on. Landi di Chiavenna. Personalmente non credevo potessero arrivare a farsi così tanto male per non mettere in discussione la "sparata" dell'on. Fini.
Neanche l'Ulivo negli anni in cui governava era riuscito ad insistere su proposte antipopolari quali: la Libertà Religiosa; l'Indultino; Sofri da graziare; Voto agli immigrati; Diritto d'Asilo. E' vero che ora ci riprova, tanto la colpa è di chi governa, ma il dramma è che non deve sforzarsi per far abboccare i polli del Polo della Cdl, perché se la Libertà religiosa si è fermata in questa legislatura è perché si è messa di traverso la Lega Nord. Lo stesso dicasi per il Diritto d'Asilo, e se l'Indultino è stato annacquato il merito è sempre e solo nostro; per il voto agli immigrati sarà da ridere. Inutile che Berlusconi dalle televisioni esca come l'anticomunista per eccellenza, più dell'ormai democristiano Fini, se poi i due terzi dei suoi parlamentari sono pronti a votare per i mussulmani, per Sofri e per l'indulto. Non mi stupirei che un giorno la Cdl, escludendo la Lega Nord, arrivasse a mettere in discussione anche il concetto di "proprietà privata", ma temo che ormai, più di me, si siano accorti di queste incongruenze soprattutto i cittadini elettori..., i quali, per rispetto della loro, coerenza dovrebbero premiare, almeno in Padania, la Lega Nord.
* Deputato della Lega Nord
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[Data pubblicazione: 15/02/2004]