Lista unitaria
Marini: Abbandoneremo il Ppe, sono troppo di destra
14-02-2004
“Noi abbandoniamo il gruppo del Ppe al Parlamento europeo e mi dispiace, eppure loro oggi sono troppo di destra”. Alla Convention della Lista unica, il responsabile organizzativo DL Franco Marini annuncia che lascerà la famiglia dei popolari europei, e parlando ai delegati, ribadisce: “Se saremo eletti, il nostro strumento per operare bene in Europa potrà essere solo uno: quello del gruppo unico al Parlamento europeo. Forse non lo sapete, ma già ora noi lavoriamo e votiamo insieme con la stragrande maggioranza dei socialisti europei”. Essere al tempo stesso parlamentare nazionale ed europeo? “Non è possibile e non mi piace”, ribadisce Marini. “Io - spiega alla platea - ho mantenuto il doppio incarico, sono stato felice della mia esperienza ma ho corso come un dannato: non si può fare e non mi piace”.
L’ex segretario del Ppi si dice poi d’accordo con la proposta del segretario Ds Piero Fassino di introdurre una quota del 50% riservata alle donne nelle liste per le europee. “Però poi - afferma - alla fine ci dobbiamo impegnare a farle eleggere...”.
Il discorso di Marini è in gran parte rivolto ai suoi alleati di sinistra: “Care compagne e cari compagni - è il suo applauditissimo esordio - vi saluto così non per abitudine retrò dovuta alla mia esperienza di unità sindacale, ma per ragioni politiche: questa alleanza è una battaglia che dobbiamo fare e vincere per il bene dell’Italia perché è la sola che può affrontare e risolvere i grandi problemi: non lo può certo fare il populismo straccione e il liberismo reinventato che oggi ci governa”.
“Io - dice Marini - riconosco di essere stato un ‘convertito’ sulla via della Lista unitaria. Nella mia vita ho cambiato idea poche volte. Ma per questa alleanza c’è una ragione profonda vera, politica e prima ancora culturale. A farmi cambiare idea non è stata solo la fortuna di molti incontri con Prodi e dei contatti con Parisi. La ragione per cui ho aggiustato il tiro sono stati soprattutto i tanti congressi provinciali della Margherita che abbiamo fatto: c’è molta decisione e determinazione, soprattutto nei più giovani, a stimolo e difesa della nostra unità di valori”.
È proprio per questo che esplicitamente si rivolge ad Amato, così come l’ex premier ha fatto con Rosy Bindi: “Per favore, non date per scontato che subito dopo questa lista facciamo il partito riformista. Io voglio far sbocciare bene questa Margherita che finalmente ha attecchito”.




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