Pagina 1 di 3 12 ... UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 30
  1. #1
    Veneta sempre itagliana mai
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Località
    '' E' in gran parte merito di Luca Cordero di Montezemolo se la Juventus non si rivolse ai tribunali ordinari '' (Joseph S. Blatter - Presidente F.I.F.A. - Dicembre 2007)
    Messaggi
    63,121
     Likes dati
    0
     Like avuti
    3
    Mentioned
    13 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito Rsipettare sempre la volontà del paziente

    oppure fare di tutto per convincerlo a curarsi?......per quanto mi riguarda sono estremamente in conflitto con me stessa, perchè da una parte mi sembra illogico che una persona come in questo caso possa morire solo per non tagliarsi il piede, dall'altra c'è un desiderio personale da rispettare...mah...sto parlando di questa storia:

    Milano, ha rifiutato l’amputazione: il magistrato chiede al sindaco di intervenire,«Salviamo quella donna»

    Paziente aspetta di morire, appello del pm. Sirchia: rispettare la sua scelta




    a menochè non appartenga ad una setta......allora il discorso sarebbe diverso, allora farei di tutto per convincerla

  2. #2
    Con l'Iraq che si ribella
    Data Registrazione
    27 Oct 2003
    Località
    Milano
    Messaggi
    9,150
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Se una persona decide che preferisce morire piuttosto che vivere storpia chi saremmo noi per ingerirci?
    Certo...bisogna essere scelti che questa scelta di morire non sia legata ad un "retroscena" di disperazione e solitudine, ma sennò
    è nel pieno diritto di ciascuno decidere se la sua vita vale la pena di essere vissuta o meno.
    Skarm
    Alle europee io voto Codacons...e tu?

  3. #3
    Veneta sempre itagliana mai
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Località
    '' E' in gran parte merito di Luca Cordero di Montezemolo se la Juventus non si rivolse ai tribunali ordinari '' (Joseph S. Blatter - Presidente F.I.F.A. - Dicembre 2007)
    Messaggi
    63,121
     Likes dati
    0
     Like avuti
    3
    Mentioned
    13 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito

    In origine postato da Skarm

    Certo...bisogna essere scelti che questa scelta di morire non sia legata ad un "retroscena" di disperazione e solitudine, ma sennò
    è nel pieno diritto di ciascuno decidere se la sua vita vale la pena di essere vissuta o meno.
    Skarm
    Non credo sia questo il caso, in quanto è stato il figlio a volerla riportare a casa dall'ospedale.....

    Se una persona decide che preferisce morire piuttosto che vivere storpia chi saremmo noi per ingerirci?
    in linea di principio è giusto.....ma se fosse l'emozione e la paura del momento a portare la donna a pensarla così?

  4. #4
    100% sardu
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Sardìnnia
    Messaggi
    28,940
     Likes dati
    544
     Like avuti
    1,219
    Mentioned
    7 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito

    ma i parenti non possono intervenire?

  5. #5
    Viribus Unitis
    Data Registrazione
    22 Jun 2002
    Messaggi
    24,274
     Likes dati
    172
     Like avuti
    111
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Rsipettare sempre la volontà del paziente

    In origine postato da pensiero
    oppure fare di tutto per convincerlo a curarsi?......per quanto mi riguarda sono estremamente in conflitto con me stessa, perchè da una parte mi sembra illogico che una persona come in questo caso possa morire solo per non tagliarsi il piede, dall'altra c'è un desiderio personale da rispettare...mah...sto parlando di questa storia:

    Milano, ha rifiutato l’amputazione: il magistrato chiede al sindaco di intervenire,«Salviamo quella donna»

    Paziente aspetta di morire, appello del pm. Sirchia: rispettare la sua scelta




    a menochè non appartenga ad una setta......allora il discorso sarebbe diverso, allora farei di tutto per convincerla
    Mi posteresti l'articolo per intero per favore?

  6. #6
    Veneta sempre itagliana mai
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Località
    '' E' in gran parte merito di Luca Cordero di Montezemolo se la Juventus non si rivolse ai tribunali ordinari '' (Joseph S. Blatter - Presidente F.I.F.A. - Dicembre 2007)
    Messaggi
    63,121
     Likes dati
    0
     Like avuti
    3
    Mentioned
    13 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito Re: Re: Rsipettare sempre la volontà del paziente

    In origine postato da Aledex
    Mi posteresti l'articolo per intero per favore?

    adesso ne cerco uno perchè sono alcuni giorni che si parla de sta roba

  7. #7
    Veneta sempre itagliana mai
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Località
    '' E' in gran parte merito di Luca Cordero di Montezemolo se la Juventus non si rivolse ai tribunali ordinari '' (Joseph S. Blatter - Presidente F.I.F.A. - Dicembre 2007)
    Messaggi
    63,121
     Likes dati
    0
     Like avuti
    3
    Mentioned
    13 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito

    questo è il primo articolo del corriere del 31/01/04 che racconta il fatto:

    CRONACHE
    La scelta di una donna sessantenne con un piede in cancrena
    «Preferisco la morte all’amputazione»
    Milano, i medici si rivolgono alla Procura: «Come possiamo salvarla?». I pm: «Senza consenso non si può obbligarla»
    MILANO - Maria si spegnerà tra pochi giorni. Secondo i medici ha poco da vivere. Maria potrebbe salvarsi.Se accettasse l’amputazione del piede destro potrebbe allungare di molti anni la sua vita. Il suo male è una cancrena. Si può operare. Ma Maria non vuole. Ha deciso di morire. E nessuno, né i medici né la magistratura, può farci nulla. Maria - questo nome è inventato per non violare la riservatezza della donna - ha una sessantina di anni e vive nel Milanese. Tempo fa viene ricoverata nell’ospedale San Paolo di Milano. Il suo piede destro è in condizioni disastrose per l’accanirsi di un male violento.
    Con il passare del tempo il piede va in cancrena, una «gangrena umida» certifica la cartella clinica. È uno stato che prelude alla setticemia, l’infezione in grado di condurre alla morte in pochissimo tempo.
    Quando i medici del San Paolo si rendono conto della situazione, l’unica cosa che ormai resta da fare è amputare il piede. E bisogna farlo presto. Molto presto.


    NON DÀ CONSENSO - Presa la decisone di dare corso all’intervento chirurgico, i sanitari si rivolgono a Maria chiedendole di dare il suo consenso all’operazione. È una procedura obbligatoria prevista dalla Convenzione europea sui diritti dell’uomo e sulla biomedicina firmata a Oviedo nel 1997 e ratificata dal Parlamento italiano il 28 marzo del 2001 con la legge numero 145.
    All’articolo 5, la Convenzione sancisce che: «Un intervento nel campo della salute non può essere effettuato se non dopo che la persona interessata abbia dato consenso libero e informato. Questa persona riceve innanzitutto un'informazione adeguata sullo scopo e sulla natura dell’intervento e sulle sue conseguenze e i suoi rischi. La persona interessata può, in qualsiasi momento, liberamente ritirare il proprio consenso». Tutto questo i medici lo fanno. Ma Maria il consenso non vuole darlo.
    Un problema non da poco per i sanitari i quali ritengono che la donna non abbia più di qualche giorno di vita.
    Come superare l’ostacolo rappresentato dalla pervicace volontà di Maria? Quel «No» può essere aggirato solo se viene accertato che la paziente non è in grado di badare a se stessa. Se le sue condizioni psichiche non le permettono di ragionare e di valutare consapevolmente se dare o no il via libera all’operazione, il sindaco può disporre il «Tso», il trattamento sanitario obbligatorio che autorizza i medici ad intervenire per salvare la vita del malato.
    Al San Paolo si decide, come da prassi, di sottoporre Maria ad un esame psichiatrico. Il risultato dell’accertamento deve lasciare l’équipe medica di sasso: la paziente non è matta, probabilmente ha «una concezione parafilosofica della vita» non condivisibile, forse l’ambiente familiare nel quale vive può denotare qualche tratto di originalità, ma la donna è perfettamente in grado di intendere e volere. Sa quello che fa. Tutto questo si traduce solo in un modo: il suo «No» deve essere rispettato.


    RISPETTARE LA DECISIONE - Alla ricerca di una via di uscita da questa situazione di stallo, i medici si rivolgono ad un parente della signora, sperando che sia lui a convincerla a farsi salvare la vita. E anche questa strada non porta da nessuna parte perché il familiare dice di voler rispettare la decisione della donna.
    Si decide di rivolgersi alla Procura della Repubblica. Che siano i magistrati ad aiutare i medici a trovare una scappatoia in grado di risolvere dubbi e perplessità etiche e magari prevenire anche il rischio di future ripercussioni giudiziarie.
    La pratica urgentissima arriva giovedì scorso sulla scrivania del sostituto procuratore di turno. Il magistrato sa di non essere obbligato ad occuparsi della questione perché intervenire non rientra tra i compiti dell’ufficio inquirente. Decide di fare qualcosa comunque.
    Prende la documentazione, la gira e la rigira tra le mani, si consulta con i colleghi più esperti e con i capi dell’ufficio alla caccia di una soluzione tecnica che possa salvare la vita di Maria o che confermi il diritto della malata a rifiutare l’intervento chirurgico.
    Il magistrato consulta anche l’archivio della Corte di Cassazione. Ciò che scova è solo un’ulteriore barriera. È la sentenza numero 26444 dell’ 11 luglio 2002. Dice che un medico risponde di violenza privata se opera un paziente che, consapevole di ciò a cui va incontro, non concede il consenso.
    E mentre tutti alzano le mani sconfitti, Maria aspetta di morire.

  8. #8
    Veneta sempre itagliana mai
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Località
    '' E' in gran parte merito di Luca Cordero di Montezemolo se la Juventus non si rivolse ai tribunali ordinari '' (Joseph S. Blatter - Presidente F.I.F.A. - Dicembre 2007)
    Messaggi
    63,121
     Likes dati
    0
     Like avuti
    3
    Mentioned
    13 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito

    mentre questo è di oggi sempre dal corriere:

    La paziente rifiuta l'amputazione e preferisce morire
    Donna malata, il Comune pronto a intervenire
    L'assessore Maiolo disposta a firmare il trattamento obbligatorio. Il sindaco Albertini risponde al procuratore capo
    MILANO - Il Comune di Milano è pronto a ordinare che Maria sia sottoposta al trattamento sanitario obbligatorio, il Tso, e che quindi le venga amputato il piede destro in cancrena per le conseguenze del diabete. Le si eviterebbe la morte per setticemia, anche se lei non vuole. A dichiararlo è Tiziana Maiolo, l’assessore alle Politiche sociali. E mentre il sindaco Gabriele Albertini risponde al procuratore Manlio Minale, che lo ha invitato a chiedere che i servizi sociali del Comune facciano nuovi esami sullo stato psichico e sulla libertà di autodeterminazione di Maria, la donna ha lasciato la Liguria e si è trasferita al Sud dalle sorelle. E intanto il Codacons annuncia un esposto alle Procure di Milano e di Genova: il sindaco avrebbe dovuto già ordinare il Tso e, visto che non l’ha fatto, deve essere già da ora incriminato per «agevolazione al suicidio».

    Tramite i suoi collaboratori, ieri il sindaco Gabriele Albertini ha tentato per tutto il giorno di rintracciare Maria (il nome è inventato per garantire la sua privacy ) per «cercare di capire» cosa ci sia dietro la sua drammatica decisione. La donna, 62 anni, ha lasciato l’ospedale San Paolo di Milano giovedì per andare in Liguria in casa di amici insieme con l’ex marito. Questo è ciò che i due hanno annunciato ai sanitari dell’ospedale milanese, i quali, impotenti, hanno dovuto assistere alle dimissioni volontarie di Maria.

    L’uomo e la donna sono separati da un anno, ma, quando domenica scorsa si è sentita male, Maria si è rivolta all’uomo, probabilmente l’unica persona con la quale ha ancora contatti. La signora, infatti, vive isolata in un appartamento al Giambellino, periferia sud di Milano. Coltiva una visione particolare dell’esistenza. C’è chi dice che conduca una vita da barbona, che non si curi dell’igiene personale e della casa.

    Altri dicono che crede nella reincarnazione e in una sorta di parafilosofia che considera tutti gli elementi del creato parte di un’unica grande energia vitale.
    Così si spiegherebbe il perché è pronta ad affrontare la morte a quanto pare con serenità. E questo, hanno certificato uno psicologo e uno psichiatra del San Paolo, non le impedisce di essere in grado di ragionare e di possedere un equilibrio mentale, per quanto fondato su principi non condivisibili dalla maggioranza della gente. Essendo in grado di intendere e volere, non le si può imporre un Tso.

    Il sindaco Albertini ieri ha risposto al procuratore Manlio Minale. Una lettera del primo cittadino è partita per il Palazzo di giustizia di Milano. Il procuratore l’aprirà questa mattina al suo rientro in ufficio dopo il fine settimana. Ma per il Codacons Albertini avrebbe già dovuto ordinare il Tso. Secondo l’avvocato Carlo Rienzi, presidente dell’associazione per i diritti del malato legata al Codacons, non intervenendo si sarebbe violato l’articolo 580 del codice penale, quello che punisce chi aiuta qualcuno a suicidarsi.

    «Se mi chiamano per firmare il trattamento sanitario obbligatorio per questa signora, sono pronta», replica Tiziana Maiolo che raccoglie l’esortazione del procuratore Minale perché ritiene che «non bisogna essere matti per non essere in grado di intendere e di volere. Ci sono tante sfumature. La legge va interpretata». Tiziana Maiolo consiglia di sottoporre la paziente «ad altri esami, ad altre perizie psicologiche e psichiatriche» partendo dal presupposto che «il suo è un tentativo di suicidio. E come cerchiamo di salvare chi cerca di buttarsi dalla finestra anche qui dobbiamo fare ogni tentativo possibile».

    Stefano Inglese, segretario nazionale del Tribunale per i diritti del malato, si augura che a causa di questa vicenda «nessuno voglia mettere in discussione, con un atto così autoritario come il Tso, la volontà chiaramente espressa di non sottoporsi all’intervento e pensi di non considerare, qualunque sia la ragione e i principi ai quali si ispira, il diritto di ogni cittadino ad autodeterminarsi e ad esprimere il consenso ai trattamenti medici stabilito da convenzioni e norme internazionali recepite anche dal nostro Paese».

    Giuseppe Guastella

  9. #9
    email non funzionante
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Pisa
    Messaggi
    9,908
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Di certo non e' giusto intervenire imponendo l'intervento... Tiziana Maiolo poi mi fa veramente paura. Con discorsi come i suoi si puo' decidere che chiunque faccia qualcosa di anche poco conforme alla norma sia "incapace di intendere e di volere".
    Si potrebbe cercare di convincere la signora, ma... se non ce l'hanno fatta finora, dubito si possa fare nulla. E non mi pare neanche giusto continuare a fare pressione se ha gia' fatto capire di non gradire la cosa, ma questa e' solo una mia opinione.

  10. #10
    Viribus Unitis
    Data Registrazione
    22 Jun 2002
    Messaggi
    24,274
     Likes dati
    172
     Like avuti
    111
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    In origine postato da pensiero
    mentre questo è di oggi sempre dal corriere:

    La paziente rifiuta l'amputazione e preferisce morire
    Donna malata, il Comune pronto a intervenire
    L'assessore Maiolo disposta a firmare il trattamento obbligatorio. Il sindaco Albertini risponde al procuratore capo
    MILANO - Il Comune di Milano è pronto a ordinare che Maria sia sottoposta al trattamento sanitario obbligatorio, il Tso, e che quindi le venga amputato il piede destro in cancrena per le conseguenze del diabete. Le si eviterebbe la morte per setticemia, anche se lei non vuole. A dichiararlo è Tiziana Maiolo, l’assessore alle Politiche sociali. E mentre il sindaco Gabriele Albertini risponde al procuratore Manlio Minale, che lo ha invitato a chiedere che i servizi sociali del Comune facciano nuovi esami sullo stato psichico e sulla libertà di autodeterminazione di Maria, la donna ha lasciato la Liguria e si è trasferita al Sud dalle sorelle. E intanto il Codacons annuncia un esposto alle Procure di Milano e di Genova: il sindaco avrebbe dovuto già ordinare il Tso e, visto che non l’ha fatto, deve essere già da ora incriminato per «agevolazione al suicidio».

    Tramite i suoi collaboratori, ieri il sindaco Gabriele Albertini ha tentato per tutto il giorno di rintracciare Maria (il nome è inventato per garantire la sua privacy ) per «cercare di capire» cosa ci sia dietro la sua drammatica decisione. La donna, 62 anni, ha lasciato l’ospedale San Paolo di Milano giovedì per andare in Liguria in casa di amici insieme con l’ex marito. Questo è ciò che i due hanno annunciato ai sanitari dell’ospedale milanese, i quali, impotenti, hanno dovuto assistere alle dimissioni volontarie di Maria.

    L’uomo e la donna sono separati da un anno, ma, quando domenica scorsa si è sentita male, Maria si è rivolta all’uomo, probabilmente l’unica persona con la quale ha ancora contatti. La signora, infatti, vive isolata in un appartamento al Giambellino, periferia sud di Milano. Coltiva una visione particolare dell’esistenza. C’è chi dice che conduca una vita da barbona, che non si curi dell’igiene personale e della casa.

    Altri dicono che crede nella reincarnazione e in una sorta di parafilosofia che considera tutti gli elementi del creato parte di un’unica grande energia vitale.
    Così si spiegherebbe il perché è pronta ad affrontare la morte a quanto pare con serenità. E questo, hanno certificato uno psicologo e uno psichiatra del San Paolo, non le impedisce di essere in grado di ragionare e di possedere un equilibrio mentale, per quanto fondato su principi non condivisibili dalla maggioranza della gente. Essendo in grado di intendere e volere, non le si può imporre un Tso.

    Il sindaco Albertini ieri ha risposto al procuratore Manlio Minale. Una lettera del primo cittadino è partita per il Palazzo di giustizia di Milano. Il procuratore l’aprirà questa mattina al suo rientro in ufficio dopo il fine settimana. Ma per il Codacons Albertini avrebbe già dovuto ordinare il Tso. Secondo l’avvocato Carlo Rienzi, presidente dell’associazione per i diritti del malato legata al Codacons, non intervenendo si sarebbe violato l’articolo 580 del codice penale, quello che punisce chi aiuta qualcuno a suicidarsi.

    «Se mi chiamano per firmare il trattamento sanitario obbligatorio per questa signora, sono pronta», replica Tiziana Maiolo che raccoglie l’esortazione del procuratore Minale perché ritiene che «non bisogna essere matti per non essere in grado di intendere e di volere. Ci sono tante sfumature. La legge va interpretata». Tiziana Maiolo consiglia di sottoporre la paziente «ad altri esami, ad altre perizie psicologiche e psichiatriche» partendo dal presupposto che «il suo è un tentativo di suicidio. E come cerchiamo di salvare chi cerca di buttarsi dalla finestra anche qui dobbiamo fare ogni tentativo possibile».

    Stefano Inglese, segretario nazionale del Tribunale per i diritti del malato, si augura che a causa di questa vicenda «nessuno voglia mettere in discussione, con un atto così autoritario come il Tso, la volontà chiaramente espressa di non sottoporsi all’intervento e pensi di non considerare, qualunque sia la ragione e i principi ai quali si ispira, il diritto di ogni cittadino ad autodeterminarsi e ad esprimere il consenso ai trattamenti medici stabilito da convenzioni e norme internazionali recepite anche dal nostro Paese».

    Giuseppe Guastella
    Grazie, Pensy, ora so come stanno realmente le cose...

 

 
Pagina 1 di 3 12 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Paziente in barella.
    Di ventunsettembre nel forum Padania!
    Risposte: 3
    Ultimo Messaggio: 23-02-12, 00:34
  2. TUMORI: un paziente su due si salva
    Di UgoDePayens nel forum Salute e Medicina
    Risposte: 22
    Ultimo Messaggio: 23-05-09, 01:22
  3. Libertà di cura, la scelta al paziente.
    Di pingu nel forum Centrosinistra Italiano
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 17-01-09, 14:49
  4. Scambio di tac, muore paziente
    Di JohnPollock nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 143
    Ultimo Messaggio: 28-09-07, 22:37
  5. Il Paziente come Merce
    Di Pieffebi nel forum Centrodestra Italiano
    Risposte: 11
    Ultimo Messaggio: 08-07-04, 21:33

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito