"Eccola, Genova di nuovo blindata, a sorpresa, ieri mattina. Ecco le transenne che sbarrano via xx settembre, nella parte finale verso piazza De Ferrari, si allargano e si espandono fino a palazzo ducale che si può raggiungere solo con un lungo giro. Tutto intorno polizia in tenuta antisommossa, con elmetti , manganelli scudi e il resto. L'impressione è fastidiosa , il ricordo immediato. Tornano le immagini della zona rossa del G8, e uno si sente non più cittadino, ma prigioniero della propria città. Ieri , però, non c'erano black-bloc, non c'erano i capi di stato delle potenze del mondo da proteggere. Ieri doveva essere un giorno di festa per Genova. ufficialmente destinata a sede dell' Iit. E allora perchè tanto allarme? IIl fatto è che, confinati in un triangolo, verso p.zza Matteotti, sono arrivati studenti e genitori a contestare la riforma della scuola , voluta da Letizia Moratti , uno dei ministri protagonisti della giornata. Questi " pericolosi" cittadini, hanno cappelli da asini in testa, cartelli scritti con il pennarello e cantano "Moratti molla la scuola, Moratti molla la scuola". Di colpo si ritrovano circodati, bloccati sorvegliati. Non possono arrivare in p.zza De Ferrari, come gli altri genovesi che magari,dellIit. non sanno nulla. Serviva davvero tutta questa protezione? Il questore parla di prevenzione di < atti di contestazione o terroristici>. Niente meno. Bambini kamikaze? Genitori bombaroli? Non pareva proprio. Ma, se ogni volta che arriva un esponente del governo inodore di contestazione, si blinda il centro di una città, si insinua la sensazione che ormai in Italia non resti che un filo sottile a dividere la democrazia dallo stato di polizia. Una sensazione sbagliata, come la blindatura di ieri. Allora, è bene tornare in fretta alla normalità. ( Wanda Valli, Repubblica 17/2/2004)




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