REVISIONISMIDP insiste e chiede addirittura che la Comunità Ebraica sottoscriva la richiesta di grazia
Caso Priebke, boia chi molla
ANCONA — La presidente della Comunità Ebraica di Ancona, Franca Ascoli Fuà, sottoscriva l’adesione alla domanda di grazia per Erich Priebke. A chiederlo, in una lettera aperta alla presidente è Sergio Novelli, consigliere regionale della Destra Popolare, uno dei promotori della contestata presentazione dell’autobiografia dell’ex ufficiale tedesco, avvenuta il 13 febbraio scorso a Civitanova Marche, contro la quale la Comunità Ebraica aveva presentato un esposto alla magistratura.
«Una richiesta che non vuole essere una provocazione, ma che — ha spiegato ieri lo stesso Novelli tracciando un bilancio della serata insieme a Giorgio Gioacchini, segretario regionale di Forza Nuova e Alberto Romagnoli, vice segretario regionale del Movimento Sociale Fiamma Tricolore — nasce come appello ad un gesto di umana pietà per un uomo di 91 anni e con la consapevolezza della necessità di chiudere una pagina di storia. Non ci sono infatti morti da piangere o da festeggiare. Bisogna aprire la porta al perdono e non alla vendetta eterna».
Novelli ha poi citato una dichiarazione dell’ex presidente della Repubblica Cossiga sull’ipotesi della grazia a Curcio: «L’Italia democratica ha vinto la guerra al terrorismo. E quando una guerra finisce i prigionieri tornano a casa».
La risposta della presidente della Comunità Ebraica di Ancona Franca Ascoli Fuà è stata lapidaria; interpellata dall’Ansa ha detto: «Assolutamente no».




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