“Aqua”; fabbrica del consenso dietro le parole del Cavaliere
Lo psicologo Amadori: "Non c'è niente di casuale nella spontaneità di Berlusconi"
di BARBARA JERKOV
ROMA - Nel 1994 era la Diakron, micidiale macchina da voti home-made affidata ai più brillanti manager Fininvest, capitanati da Gianni Pilo. Dieci anni dopo, per vincere oggi come allora, Berlusconi torna al fai-da-te: basta con gli spin doctor a contratto e con gli istituti di sondaggio, in vista del voto il Cavaliere ha messo in piedi una nuova struttura, battezzata Aqua, che risponde direttamente a lui, cooptando un gruppo superesperti fuoriusciti da Datamedia. Un'intensa fucina di focus group, qualcuno assicura guidata dallo stesso Luigi Crespi, rientrato nelle grazie del premier: l'operazione Aqua è coperta da una fitta coltre di mistero, ma di certo si stanno dando un gran da fare.
"Il presidente del Consiglio costruisce i temi dei suoi interventi esattamente come organizzerebbe un processo industriale, non c'è niente di casuale in questa apparente spontaneità", spiega Alessandro Amadori, psicologo della comunicazione, autore di diversi saggi dedicati al fenomeno-Berlusconi e amministratore delegato della Coesis Research.
La prima fase di questo "processo industriale" avviene, come si diceva, nei focus group, una sorta di mini-Costanzo Show nel corso dei quali otto-dieci persone (scelte secondo criteri di rappresentatività) discutono su temi indicati dal committente sotto la guida di uno piscologo specializzato. Le affermazioni raccolte vengono poi trasformate nell'oggetto di sondaggi che servono a rivelare il peso reale che ognuna di esse ha nell'opinione pubblica. Alla fine il risultato arriva sul tavolo dei consulenti di comunicazione, ai quali spetta decidere a chi conviene parlare, cosa dirgli e come.
La stessa Coesis Research ha realizzato ultimamente alcuni focus in Lombardia sul rapporto cittadini-politica. Ne sono emerse affermazioni di totale sfiducia e disistima nel sistema dei partiti. Cose come: "Tutti guardano ai propri interessi e non a quelli dei cittadini" (donna di Brescia); "Da 1 a 100, indipendentemente dalle fazioni, i politici tengono 101 al grano da mettersi in tasca" (uomo, provincia di Milano); "Fanno solo i loro interessi, se ne fregano e non cambia mai niente", (donna lombarda, elettrice delusa da Forza Italia).
La novità di Berlusconi, sottolinea Amadori, è che ha scelto di ultilizzare direttamente, senza mediazioni, il materiale prodotto dai focus group. "Il Cavaliere parla alla pancia dei cittadini", nota lo psicologo milanese, "intercettando quello che gli addetti ai lavori chiamano l'animal spirit e trasformandolo senza ulteriori elaborazioni semantiche in comunicazione politica". Insomma, così che chi sta a casa si riconosca immediatamente nelle sue parole.
Secondo un recente studio del Dipartimento di scienze sociali dell'università di Torino, il 28,1% degli italiani si dichiara "disgustato" dalla politica. La delusione innanzitutto, dunque. "Ecco perché Berlusconi", osserva ancora lo studioso, "si è posto come obiettivo prioritario quello di recuperare i delusi dalla politica. Puntando sui risultati del suo governo e, laddove questo è impossibile, presentandosi all'opinione pubblica come la prima vittima del sistema: "Vi avevo promesso che avrei cambiato l'Italia ma non posso perché c'è un sistema che me lo impedisce"". Il sistema, i politici di professione "tutti ladri".
Il Cavaliere conosce bene i suoi elettori: in questi dieci anni li ha costantemente monitorati. Come conferma anche un sondaggio Ispo del gennaio scorso, su 100 elettori forzisti, il 30% ha più di 60 anni, il 28,5 sono pensionati, il 22,8 casalinghe, oltre la metà, il 52,9% è senza un titolo di studio o ha al massimo la licenza elementare. In Italia i laureati sono il 6% della popolazione; fra gli elettori di Forza Italia questa percentuale si dimezza: 3,2%. I tre temi che stanno più a cuore agli italiani sono, nell'ordine: occupazione, rilancio dell'economia, tasse. "Fra gli elettori forzisti", rivela Amadori, "le tasse passano al primo posto". Ecco puntualmente spiegate anche le dichiarazioni di simpatia verso chi si sente "costretto" ad evadere il fisco. Niente, ma proprio niente lasciato al caso: la gente dice, il premier ripete.
Qualche difficoltà in più Berlusconi l'ha con l'elettorato femminile. "Per lui le donne sono massaie per definizione", osserva ancora Amadori, "con loro gioca tutto in termini di charme, di seduzione personale. Invece di offrire contenuti, fino ad oggi ha offerto solo il lifting: un po' poco, tenuto conto che il voto femminile è più mobile rispetto a quello maschile. Ma non dubito che da qui a giugno intensificherà le esternazioni proprio su temi a cui sono più sensibili le elettrici, dalla riforma della scuola a quella della sanità".
L'operazione Aqua è appena cominciata.
(21 febbraio 2004)
Che "qualcuno" cominci a guardarsi allo specchio....




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