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Cagliari.
Duemila manifestanti sfidano il maltempo e protestano davanti alla Regione

«No alla base Usa», corteo in via Roma

La pioggia di fango caduta sulla città non ha spento la rabbia contro la base nucleare della Maddalena. Circa duemila persone provenienti da tutta l’Isola (la metà per le forze dell’ordine) hanno sfidato il tempo sfilando ieri per dire no alla base di Santo Stefano e al suo ampliamento.
I manifestanti hanno iniziato ad arrivare alla spicciolata in piazza Matteotti dal primo pomeriggio. «Protestiamo contro la base americana ma anche contro le basi italiane», spiega Gavino Sale, leader di Indipendentzia Repubrica de Sardigna, ricordando i 24 mila ettari di servitù militari presenti nell’Isola, «non vogliamo che la guerra ci sia imposta ma vogliamo entrare in Europa come nazione». Andrea Quinquilini (Wwf Gallura), coordinatore del Comitato sardo-corso di intesa e difesa, quasi si commuove. «È bello essere uniti contro la base e contro ogni schifezza che viene depositata in Sardegna».
Gli ambientalisti chiedono lo smantellamento della base di Santo Stefano, una maggiore trasparenza e soprattutto rigorosi controlli sanitari. «Sta crescendo la sensibilità verso il problema», dice Mariella Cao, del Comitato Gettiamo le Basi, «speriamo che ora anche i Comuni prendano posizione contro la fabbrica di scorie nucleari». Lancia una provocazione a Renato Soru: «Perché non finanzia il referendum che si sta sostenendo solo grazie all’impegno dei cittadini?». Il corteo si snoda per la città percorrendo le vie Roma, Sonnino, Logudoro e Dante, con qualche inevitabile rallentamento al traffico. Le sigle sono innumerevoli: Kuiles, Rete dei Movimenti, Fraria, Sardegna punk antinucleare, tanto per citarne alcune. Tutti uniti per dire no alla base. La causa del nucleare fa addirittura scendere in piazza (non fianco a fianco) il segretario di Rifondazione Sandro Valentini e il capogruppo in Consiglio Luigi Cogodi. Nata da un passaparola su Internet, la manifestazione non ha paternità né etichette. Per questo, spiega Franco Casula del Cagliari Social forum, alla testa del corteo c’è uno striscione unitario. «La manifestazione fa parte della battaglia che continua il 20 marzo con la marcia della pace a Roma», dice Vincenzo Pillai, della Cgil. Alle 17, piazza San Benedetto è invasa dalle bandiere. Ci sono anche quelle gialle di Legambiente. «Nonostante la pioggia c’è stata tanta partecipazione», dice il presidente Vincenzo Tiana, «è la prima volta che si chiede ufficialmente la chiusura della base». (a. z.)