L'ad di Alitalia, Francesco Mengozzi, a quanto si apprende, si dimettera' giovedi' prossimo e le sue deleghe passeranno transitoriamente all'attuale direttore generale della compagnia, Marco Zanichelli. Il presidente, invece, Giuseppe Bonomi, rimarra' al suo posto. Tutto, in attesa della ricostituzione di un nuovo management. Queste le conclusioni cui sarebbero giunti il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta, l'ad di Alitalia, Francesco Mengozzi, il vicepremier Gianfranco Fini e il direttore generale del Tesoro, Domenico Siniscalco, riuniti questa mattina a palazzo Chigi.
A chi gli chiedeva se durante la sua visita a palazzo Chigi avesse rassegnato le sue dimissioni dal vertice dell'azienda, Mengozzi aveva anticipato: ''Ci si dimette in consiglio di amministrazione''. L'ad di Alitalia aveva inoltre confermato che il cda della compagnia di bandiera si sarebbe tenuto il prossimo 26 febbraio.
Situazione ancora in pieno movimento con nuovi possibili sviluppi. Stasera vertice informale su Alitalia nel tardo pomeriggio a Palazzo Chigi. A quanto apprende l'ADNKRONOS, all'incontro sara' presente il premier, Silvio Berlusconi. All'appuntamento, convocato per le 19, saranno presenti, oltre al presidente del Consiglio, il sottosegretario Gianni Letta, il vicepremier Gianfranco Fini, il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, il titolare delle Attivita' produttive Antonio Marzano, il ministro per le Politiche comunitarie Rocco Buttiglione e il vice ministro alle Infrastrutture e ai Trasporti Mario Tassone.
Sarebbe inoltre stata accantonata dal governo l'ipotesi commissariamento. A quanto apprende l'ADNKRONOS, l'esecutivo avrebbe scelto, per affrontare la crisi dell'Alitalia, l'ipotesi transitoria di una riorganizzazione della compagnia.
''E' indispensabile garantire la continuita' aziendale, valorizzando opportunamente le rilevanti esperienze e le capacita' di guida e di aggregazione rinvenibili nell'attuale management dell'azienda, al di fuori dei contesti di amministrazione straordinaria o liquidatoria e dell'inefficace importazione di modelli manageriali estranei al contesto industriale italiano''. Lo affermano in una nota i dirigenti di Alitalia che, scrivono, ''nell'attuale circostanza di grave indeterminatezza che circonda Alitalia e di conseguenza il suo indotto'' ritengono ''urgente e necessario esprimere la propria posizione''. I dirigenti di Alitalia si dicono ''certi del valore della compagnia a livello nazionale e internazionale'' e invitano a ''ridelineare le linee guida strategiche aziendali'', anche ''con il contributo del governo''. Tra le priorita' indicate, ''la definizione del ruolo dei due hubs attraverso la riconfigurazione dell'assetto aeroportuale milanese'', che consenta di ''definire univocamente il ruolo di Linate ''e di ''promuovere l'effettivo sviluppo di Malpensa'', e il ''potenziamento della centralita' del ruolo di Fiumicino, per assicurare il recupero della primaria posizione di cui in passato godeva nell'ambito degli aeroporti europei''.
Mi permetto di fare una semplice riflessione: è ora di estromettere la politica dalla gestione dell'Alitalia. Serve un consiglio di amministrazione fatto di gente che viene dal mondo degli aerei, che lo conosce, che sa di cosa l'Alitalia ha bisogno.
E' assolutamente necessario dismettere i politici da ruoli che nulla hanno di politico. Non commettete l'errore di mettere alla guida di AZ un personaggio che non sa un tubo del mondo dell'aviazione.
Metteteci qualcuno, magari non noto al pubblico, ma che sappia bene cosa fare, come muoversi, gente che vive di aerei a partire dall'infanzia.
Insomma, mettete un tecnico e non un politico.
Onestamente credo che si possa ancora fare molto, basta avere gente che sa cosa sia l'aviazione civile, non personaggi che spuntano da tutt'altro settore, messi lì solo x compiacere un partito o un altro.




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