LA NOTIZIA
Islamici volevano provocare una strage in Italia
Preparavano un attentato per fare centinaia di morti a Milano. Volevano colpire la metropolitana e il duomo di Cremona.
Per questo sono finitiin carcere il tunisino Faycal Boughanemi, 38 anni, e il marocchino Khalid Khamlich, 39 anni, mentre l’ordinanza è stata notificata in cella all’ex imam di Cremona, il tunisino Mourad Trabelsi, 35 anni. Ricercato il marocchino Ahmed El Bouhali, 41 anni,
anche lui ex imam di Cremona, sparito nel 2001 e dato per morto nei combattimenti in Afghanistan. Un altro ex imam, il marocchino Mohamed Rafik, 39 anni, indagato per questa indagine, era stato già arrestato ad ottobre su richiesta delle autorità marocchine perché sospettato di essere coinvolto negli attentati che nel maggio precedente avevano provocato 24 morti a Casablanca. Trabelsi aveva preceduto Rafik in carcere ad aprile dello stesso anno per aver costituito una cellula italiana di Al Qaeda.
Le intercettazioni della Digos tratteggiano il panorama di una «formazione costituita - scrive il gip di Brescia Roberto Spanò - per provocare, in Italia o all’estero, attentati di grandi proporzioni o di fiancheggiare guerriglieri impegnati in azioni belliche». A Milano bisognava colpire le «fermate della Stazione Centrale e del Duomo» della Mm, «particolarmente affollate», sicuri di uccidere «almeno 250 persone». A Cremona l’obiettivo doveva essere il Duomo. Erano destinati a partecipare agli attacchi lo stesso Boughanemi e un tale Said Tmimi.
Per i magistrati l’inchiesta prova l’esistenza di collegamenti diretti tra gli indagati e Al Qaeda come dimostra il fatto che Rafik aveva i numeri di telefono di Abu Qatadah Al Falastini, «esponente di vertice» dell’organizzazione di Bin Laden e accusato di attentati in Giordania contro israeliani e americani.
25 Feb 2004
Venite fratelli....venite...che la terra è di tutti




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