La mia proposta di riforma elettorale prevede un congresso composto da quindici deputati, compreso il presidente, di cui: l'80% (dodici) eletti proporzionalmente ed il 20% (tre) detto "listino di maggioranza" di cui fa parte il candidato presidente e due suoi alleati.
Si vota su due schede. La prima prevede l'elezione proporzionale di dodici seggi da attribuire senza tetto di sbarramento, in modo che però si formino macroliste composte da non meno di otto e non più di dodici candidati. Chi si presenta al proprzionale si può presentare anche al listino del presidente, purché non il candidato presidente medesimo. L'elettore può votare esprimendo una ed una sola preferenza.
La seconda scheda prevede l'elezione di detto listino a tre, senza preferenze: in caso di vottoria, i candidati vengono eletti tutti e tre. Nel listino perdente, il candidato presidente sconfitto ha diritto a sedere in qualità di deputato decurtando dal proporzionale il quorum più basso fra i suoi alleati.
In caso di dimissioni o decadimento di candidati eletti col proporzionale, si procederà all'elezione del primo dei non eletti. In caso di decadimento o dimissioni del candidato presidente sconfitto, si procederà all'elezione del secondo candidato del listino del presidente sconfitto. In caso di decadimento o dimissioni di uno dei due eletti nel listino vittorioso, si procederà all'elezione del primo dei non eletti proporzionali fra gli alleati.




