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La magistratura aveva annusato dalla scorsa estate la prossima preda, il calcio italiano.
L’esposto denuncia del patron del Bologna, Giuseppe Gazzoni Frascara, era nell’aria da luglio, quando i pochi in regola si sentirono raggirati all’atto di iscrizione ai campionati.
Era un temporale preannunciato la raffica di perquisizioni realizzate ieri su ordine della Procura di Roma alla Lega, alla Federcalcio e a una lunga lista di club. I guai creati dal decreto “spalmacosti” con cui si recepì la sentenza Bosman, precedente di anni a quello della scorsa estate, quelli più vasti della riforma ulivista delle società sportive (la legge 586 del 1996), l’errore della Consob di Luigi Spaventa di ammettere a quotazione club che in Europa sarebbero stati respinti, si curano con un nuovo regime delle Spa calcistiche di cui da anni parlano tecnici seri come Marco Vitale e Vittorio Uckmar.
Una riforma che faccia giustizia dell’ipocrita entusiasmo veltroniano per i fini dei club divenuti finalmente di schietto lucro, disponendo norme su patrimonio e governance più adeguate a club tra i quali Juve e Milan sono eccezioni, non regola.
I campionati potrebbero essere penalizzati dalla cura dimagrante.
Meno però che dallo squasso dei magistrati.
E senza dover ricorrere a fantasiosi salvataggi “alla russa”, come capita in questi giorni alla Roma di Franco Sensi.
Obbligatorietà della certificazione dei bilanci, oggi vigente solo per le 3 quotate; divieto delle proprietà plurime di società da parte dello stesso presidente, congiunti o prestanome; poteri di controllo sugli atti di gestione delle società professionistiche, oggi inesistenti; adozione di criteri “tedeschi” per l’iscrizione ai campionati (oltre un certo indebitamento, la Bundesliga iscrive solo chi non spende nel preventivo di gestione più del 70 per cento degli incassi, da noi all’iscrizione non si presenta né il preventivo né il bilancio dell’esercizio precedente).
Poco da indagare, e molto da fare.
Scrivevamo l’8 agosto scorso: “Cose che Berlusconi sa benissimo”, dice un legale del giro Juventus. “Ma se lo vede con questi chiari di luna mettere mano allo sport? Se l’immagina, il can can dell’opposizione? E i magistrati, che iniziano a provarci gusto?”. Tutto come da copione.
Ora il Cav. dovrà metterci mano. Banche e imprese, e innanzitutto l’opposizione ai cui errori in gran parte si deve l’attuale caos, faranno bene a concorrere tutti, visto che il calcio significa passione e consensi, e nessuno di loro si è sottratto in questi anni dal chiudere gli occhi per lucrarne in abbondanza.
saluti




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