La voce repubblicana ha così commentato le reazioni alle dichiarazioni di Umberto Bossi:
La reazione di parte della maggioranza alle libere opinioni dell'onorevole Bossi ci è parsa fuori di ogni misura, nel senso che un ministro della Repubblica ha diritto di usare gli argomenti elettorali che vuole, nel rispetto della morale e degli accordi di governo. Le dichiarazioni di Bossi non hanno leso in maniera alcuna nessuno di questi due aspetti. Si può non essere d'accordo con le tesi di Bossi, ma nel merito se ne è forzata l'interpretazione, al punto di farne un caso di governo, chiamando in causa il presidente del Consiglio. Possiamo capire che lo faccia strumentalmente l'opposizione, ma non che si prestino a questa azione di discredito parti della coalizione. Se per qualcuno è impossibile la convivenza con Bossi, farebbe bene ad andare via lui dalla maggioranza, invece di chiedere di cacciare il leader della Lega, di cui pur si conoscono da tempo i comportamenti e l'uso delle parole.
Allora c'è da credere che - come ha detto Bossi, anch'egli per la verità piuttosto stupito degli attacchi di cui è stato oggetto - il terreno del contendere sia la sostanziale indisponibilità della maggioranza verso le riforme. Ma, allora, si affronti questo tema seriamente nella maggioranza e gli si dica che il progetto federalista, così come è stato impostato, non porta da nessuna parte e si cerchi una soluzione migliore. Come noi vorremmo. Ma attaccarsi ad ogni singola dichiarazione di Bossi per valutare se egli sia degno o meno di fare il ministro della Repubblica, scusate, ci sembra impensabile e persino grottesco.
Nel merito specifico delle questioni che sono poi state oggetto della polemica, va detto che la "Padania" ha equivocato le battute del pontefice, che erano a nostro avviso un segno di buon umore, e non contenevano nulla di inquietante. Mentre il problema del finanziamento della Chiesa, al più pretenderebbe una sede più consona per essere affrontato, rispetto ad un comizio.
Ma, comunque la si pensi, non c'è niente di scandaloso nel chiedere una Chiesa povera. Per quel che ne sappiamo, ci sono ottimi cristiani di questa opinione e, nel sostenerla, non ritengono di mancare di riguardo né alla fede, né al papa. Sicuramente, per nessuna ragione, al governo.




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