Parigi 2 mar. - Il trapianto della faccia di un defunto su quella di una di una persona viva, operazione che ha suscitato grande interesse nel mondo scientifico internazionale e accese polemiche nell'opinione pubblica mondiale, dovra' aspettare. Il Comitato etico francese ha posto il veto, facendo presente che il pericolo di rigetto (10% il primo anno e dal 30 al 50% tra i due ed i cinque anni) e' ancora troppo alto. Insomma sono necessarie ulteriori ricerche. L'equipe dell'Ospedale Henri-Mondor di Cre'teil, un centro nelle vicinanze di Parigi, guidata dal prof. Laurent Lantieri e' pronta gia' da tempo a prelevare la "maschera" completa del viso di una persona in stato di morte celebrale per trapiantarla su quello di un uomo o una donna (sono gia' un centinaio i francesi in lista d'attesa) sfigurati a seguito di un incidente. "Non si tratta di un'operazione di lifting - ha spiegato uno dei chirurghi dell'equipe - ma di restituire un viso nuovo a chi non lo ha piu'". La chirurgia ricostruttiva francese e' giudicata in tutto il mondo come la piu' preparata. "Infatti, molti medici statunitensi - hanno dichiarato all'ospedale Henri-Mondor - vengono a perfezionarsi da noi". L'operazione, che finora non e' stata mai tentata, prevede una durata di almeno dodici ore per la difficolta' di collegare le arterie, i vasi sanguigni ed i nervi, prevedendo anche il rischio del rigetto che, secondo il Comitato etico francese, e' particolarmente elevato. Inoltre, c'e' la questione psicologica che deve essere affrontata, in quanto per il paziente si tratta di accettare il viso di un morto. Frattanto, negli USA ed in Gran Bretagna, due equipe chirurgiche sono pronte ad effettuare l'operazione che l'opinione pubblica ha battezzato "la frontiera Frankestein". -
La tecnologia che avanza, la scienza che si sviluppa o tentazioni pericolose per far parlare di sè?




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