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  1. #1
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    Angry Il governo contro il P2P

    Da http://punto-informatico.it/p.asp?i=47216

    Il Governo contro il P2P
    Se passerà la proposta che tra due giorni arriverà al Consiglio dei Ministri verranno colpiti anche coloro che promuovono lo sharing di opere protette. Sanzioni durissime per difendere, si dice, l'industria del cinema



    03/03/04 - News - Roma - Tra due giorni in Consiglio dei ministri giungerà una proposta legislativa destinata a sollevare non poche perplessità nell'utenza internet e ad incontrare invece il favore di major e detentori di diritto d'autore. Colpirà, stando a quanto pubblicato su Il Messaggero, non solo le attività di scambio di materiali protetti ma anche la promozione dell'attività stessa di condivisione di quel genere di contenuti.

    Con un balzo in avanti verso una legislazione più severa e repressiva del fenomeno del file sharing illegale, il ministro per i Beni e le Attività Culturali Giuliano Urbani sta mettendo a punto un decreto legge che, se sarà approvato dal Governo, integrerà le attuali normative sul diritto d'autore.

    Nel mirino di Urbani sembrano finire tutti i soggetti che su internet, in un modo o nell'altro, possono essere "veicolo" di scambio di opere protette, in particolare di film. Proprio la difesa del cinema viene chiamata in causa dal ministero come elemento giustificativo della nuova proposta. Una difesa che era stata recentemente auspicata dal presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, che aveva dichiarato come per difendere la proprietà intellettuale è necessario combattere "con la massima determinazione" la pirateria. Secondo Urbani, infatti, la pirateria che sfrutta le nuove tecnologie "è una piaga non solo italiana ma mondiale, una piaga che bisogna assolutamente sconfiggere, come ha raccomandato Ciampi".

    Al centro del decreto, evidentemente, non ci sono soltanto le organizzazioni criminali che spacciano DVD a quattro o cinque euro sul mercato nero in tutta Italia, spesso DVD di film ancora nelle sale, ma anche, appunto, il fenomeno del download illegale. Con ripercussioni su utenti, webmaster e provider.

    Ai provider verrà chiesto di creare filtri specializzati capaci di ridurre o minimizzare le attività di scambio illecito di materiali, una opzione che sul piano tecnico non c'è dubbio rappresenterà una sfida e un onere per i fornitori di servizi internet. Oltre ad impedire a più computer di scambiarsi file, i provider dovranno anche conservare i log dei condivisori per 30 mesi, in parte contraddicendo quanto previsto dalla recente normativa sulla data retention. Infine, i provider che si accorgessero di attività di scambio illecite da parte di propri utenti dovranno prontamente sporgere denuncia all'autorità giudiziaria.

    Per i fornitori di servizi "compiacenti" o ritenuti colpevoli di un atteggiamento che favorisca lo scambio illecito, il decreto prevede sanzioni durissime. Per questi soggetti, e più in generale per chi gestisce server dai quali è possibile scaricare materiali protetti, le multe nei casi più gravi possono arrivare a 250mila euro.

    Ma dovranno fare attenzione anche i webmaster che dedicano propri siti al fenomeno dello sharing. La nuova proposta, infatti, colpisce non soltanto l'attività di condivisione ma anche la promozione dello scambio di materiali protetti. L'idea è che chi consapevolmente indicherà modi e procedure per scaricare contenuti di questo tipo, nei fatti si macchierà di favoreggiamento di attività di pirateria.

    A tenere gli occhi aperti dovranno però essere anche gli utenti internet. Sono infatti previste multe fino a 2mila euro per coloro che siano riconosciuti colpevoli di aver copiato file di opere coperte da diritto d'autore senza autorizzazione. Chi scarica, dunque, se il decreto passa, saprà a cosa rischierà di andare incontro.

    Ad esprimere interesse per l'iniziativa è la FAPAV, la Federazione contro la pirateria audio-visiva, pur con qualche perplessità. Fabrizio Ferrucci, presidente della Federazione e amministratore delegato di Columbia Tristar Home Entertainment, ha spiegato che per l'industria del cinema la pirateria, oggi, è soprattutto un problema legato alla contraffazione dei DVD. A suo dire provoca danni non solo al settore ma anche allo Stato, in termini di mancata IVA. "La tecnologia - ha dichiarato a Il Messaggero Ferrucci - non è ancora così sofisticata da permettere scambi di film con la stessa facilità e rapidità della musica. Va benissimo creare leggi contro gli abusi su internet, ma bisognerebbe intensificare la repressione dei falsari... Noi facciamo del nostro meglio, denunciando i malfattori alle forze dell'ordine. Il problema è di tipo culturale e non ancora sufficientemente valutato dall'opinione pubblica: quando cesseranno gli introiti, le industrie smetteranno di investire. E cinema e musica spariranno per sempre".

  2. #2
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    Ma Urbani non è komunista invidioso, vero Dragonball?
    La famosa artista idolo delle folle :" si figuri che uno ha addirittura scritto che avrei dovuto investire i MIEI soldi comprando un bar! Io!!!! La barista!!!!"

  3. #3
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    Via libera del Parlamento di Strasburgo a una direttiva sul P2P

    Obiettivo: colpire la pirateria, non chi scambia file per uso personale
    L'Unione Europea "libera"chi scarica musica online

    di ALESSIO BALBI

    ROMA - Il Parlamento Europeo ha dato a larga maggioranza il suo via libera ad una direttiva in materia di copyright che, se da un lato impone un giro di vite contro chi copia e distribuisce illegalmente cd e dvd a scopi commerciali, dall'altro, in maniera abbastanza esplicita, solleva da ogni rischio chi scambia musica e film per uso personale.

    Nella proposta di direttiva approvata dal Parlamento dell'Unione ed ora in attesa di essere adottata dal Consiglio, si legge che le misure volte a tutelare la proprietà intellettuale "dovrebbero tenere conto degli interessi dei terzi inclusi, segnatamente i consumatori ed i privati che agiscono in buona fede". Una formula un po' criptica che viene chiarita nel resoconto emesso dall'ufficio stampa dell'Europarlamento: "Significa che gli atti commessi in buona fede dai consumatori - come lo scaricare musica da Internet ad uso personale - non saranno perseguibili".

    Dunque, mentre negli Stati Uniti i discografici continuano a stanare gli appassionati di servizi peer-to-peer come KaZaA, WinMX o Morpheus (altre 531 lettere sono state spedite il mese scorso per annunciare altrettante azioni legali) nel Vecchio Continente si fa largo l'idea che soltanto chi lucra sulla pirateria debba essere perseguito dalla giustizia.

    Contro i pirati di professione, la mano dell'Unione Europea è anche più pesante di quella statunitense: in base al Digital Millennium Copyright Act americano i titolari di copyright possono conoscere l'identità di chi scambia illegalmente materiali protetti. La direttiva europea va oltre, prevedendo che le vittime di violazioni del copyright possano richiedere persino il congelamento dei conti correnti bancari dei pirati

    Inizialmente, il testo elaborato dalla Commissione Europea prevedeva anche sanzioni penali, ma queste misure sono state successivamente emendate e trasformate in sanzioni amministrative. Le procedure penali eventualmente previste dai singoli stati membri restano comunque valide.

    Relatrice del provvedimento è la francese Janelly Fourtou, europarlamentare popolare e moglie di Jean-Rene Fourtou, capo del colosso mediale Vivendi Universal. Un legame che ha provocato pesanti rimostranze da parte delle associazioni per i diritti civili, spaventate dal possibile conflitto di interessi e anche dai poteri che la nuova direttiva attribuisce ai titolari di diritti. A suscitare perplessità è in particolare il campo di applicazione della direttiva, tanto ampio da applicarsi a qualunque tipo di proprietà intellettuale. La direttiva passa ora al Consiglio dei ministri dell'Unione, che prevede di adottarla in maniera definitiva entro la fine della legislatura, cioè entro l'estate. Dopodiché, i governi dei singoli stati membri avranno due anni di tempo (non 18 mesi, come proposto dalla Commissione) per la ratifica.


    (10 marzo 2004)

  4. #4
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    non è bello ciò che è bellico, ma è bello ciò che è pace

  5. #5
    Con l'Iraq che si ribella
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    Originally posted by Sonic
    http://www.filetopia.org/home.htm
    che ne pensate?
    Hihihi...bello, ma come tutti i PtP per dire quanto effettivamente lo sia bisogna vedere quanto sia estesa la sua "pozza" di utenza...
    Quanto alla legge...come commentare?
    Che dire che è una merda è dire poco?
    Questo Governo è pattume, ma non bisognerebbe illudersi
    che se ci fosse stata quella merda di Ulivo sarebbe poi stato meglio...stì liberisti plutoschiavi merdosi...
    Quei figli di puttana dei discografici e dei produttori di film credono che la gente non potendo scaricare, andrà a dissanguarsi da loro?
    Io credo che sarebbe bello se subissero un crollo drastico delle vendite e dovessero chiudere baracca... ...che si fottano!
    Skarm

  6. #6
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    Originally posted by Skarm

    Questo Governo è pattume, ma non bisognerebbe illudersi
    che se ci fosse stata quella merda di Ulivo sarebbe poi stato meglio...stì liberisti plutoschiavi merdosi...
    liberisti incapaci oltre tutto.

    Se l'offerta di un prodotto supera la domanda l'azienda diminuisce il prezzo, è naturale.
    Ma loro no, non diminuiscono il prezzo fanno a piagnucolare dallo stato; alla faccia del liberismo.
    L'unica cosa che mi auguro è il loro fallimento, non meritano nient'altro.
    non è bello ciò che è bellico, ma è bello ciò che è pace

 

 

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