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Risultati da 11 a 18 di 18

Discussione: Scomparsa Comunismo

  1. #11
    Ospite

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    Sono d'accordo con coloro che hanno sottolineato la natura camaleontica dei comunisti e sinistri in generale , ormai i partiti ex e post PC non hanno più nulla degli obiettivi che si proponeva la vecchia ideologia , negli anni 70 (da noi dopo visto che l'italia è in ritardo perenne su tutto...)si sono infiltrati nel mondo dell'ecologia , ma hanno avuto poco successo nel cambiare la società perchè i diritti dell'ambiente soccombono di fronte a quelli del sistema industriale, dagli anni 90 hanno capito che l'unica possibilità di successo (cioè stare nella stanza dei bottoni e gestire il potere) è predicare il buonismo , l'immigrazione , l'ideologia multirazziale è un carro troppo comodo per non saltarci su , ha sponde già attive in Chiesa , sindacati , confindustria e media , non costa nulla (perchè i clandestini il "viaggio" se lo pagano da soli)e porta nel medio-lungo termine voti in massa sicuri delle comunità straniere , ai voti sicuri di una volta delle "regioni rosse" si sostituiranno quelli sicuri delle comunità d'immigrati , gli ex-pci per tenerserli buoni useranno a mani basse il sistema mafioso del clientelismo ; ormai i partiti della galassia pci non parlano più di lavoratori , il loro motto è passato da:
    Lavoratori di tutto il mondo , unitevi
    a:
    Poveri (voti) di tutto il (terzo) mondo immigrate qui!

  2. #12
    Totila
    Ospite

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    Originally posted by halexandra
    Analisi perfetta. Bisogna ribadire che il "comunismo" è cambiato radicalmente negli ultimi 30-35 anni, e ha poco di simile al marxismo classico e ortodosso in voga fino alla metà degli anni '60. Al punto che più di "comunismo" bisogna parlare di "progressismo sinistroide", un minestrone assurdo che racchiude all'interno anche certe cose che si proclamano "comuniste".

    E forse bisogna evidenziare un'altra componente che in questo thread non è stata messa abbastanza in rilievo: il cristianesimo-cattolicesimo, che nella sua stragrande, immensa maggioranza (più del 95%) si è trasformato a tutti gli effetti in una delle componenti di questa melassa progressista-buonista, arrivando a costituire in sè e per sè una forma di neo-comunismo...
    E questo con buona pace di voi cattolici tradizionalisti, devo dire in tutta sincerità che, con tutto il rispetto per la sparuta componente sana che resta del cattolicesimo, tipo i vari Don Carandino ecc., reputo il cattolicesimo ormai irriformabile e irrecuperabile...

    Poi si aggiunge il discorso della moda: in quest'ultimo decennio è andato di moda tra le fascie giovanili essere di sinistra, è inutile negarselo, è una realtà sotto gli occhi di tutti, imposta da certi modelli dominanti, cantanti-attori-saltimbanchi-intellettualoidi ecc. ecc.
    E, credetemi, la moda è una delle componenti più forte in assoluto che influenzano il pensiero delle masse idiote nella nostra società...
    Ma le mode cambiano, e la situazione potrebbe cambiare all'opposto in futuro, così come ai miei tempi, negli anni '80, andava di moda essere paninari esteti edonisti iperconsumisti ecc., e oggi purtroppo sta andando ancora di moda essere alternativi da cesso sociale: nel volgere di breve tempo ciò potrebbe rovesciarsi, e se ne vedrebbero delle belle: esattamente come sempre negli anni '80 molti ex-sessantottini si erano trasformati così radicalmente in cultori dell'imprenditorialità, del lusso sfrenato, del supercapitalismo ecc. ecc.
    Dacci 48 ore di mano libera e ti assicuro che il cristianesimo lo riformiamo noi...

  3. #13
    il merovingio
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    Sarò pessimista, ma ho paura che non ce ne libereremo mai. Ci saranno sempre dei frustrati su cui certe ideologie faranno presa...

  4. #14
    Non sono d'esempio in nulla
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    - bisogna eliminare la bestia rossa entro 5 anni, a qualunque costo...-...e i liberaldemocratici giudaizzanti

    Daniele

  5. #15
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    Originally posted by Padanik
    Rispetto a 30 anni fa i partiti nominalmente comunisti sono quasi scomparsi: il PCI italiano, che era arrivato al 36% dei voti nel 1976, oggi tra PRC e PdCI arriva solo al 6%, ma qui ci sono anche i DS, rimasti ancora prettamente comunisti, al 16%. In Francia il PCF, che nei primi anni settanta aveva il 30% dei voti, oggi ha solo il 3%.
    Originally posted by halexandra
    Analisi perfetta.
    perfetta una cippa, il pcf prendeva meno del 20% dei voti negli anni 70, e il pci prese il 34,4 nel 76, ma non è questo l'importante...

    il "comunismo" è morto? Viva il comunismo!
    Quello che è morto è il falso comunismo sovietico, padre di anticomunismo isterico è fascismo, sopravvivono cuba corea e vietnam, a perenne vergogna dei reazionari che hanno creato e finanziato quei regimi.

    Il socialismo europeo si divise dal "comunismo" sovietico perchè era un imbroglio, non comunismo ma fascismo,
    ma col socialismo cinese ,un socialismo vero applicato alle condizioni cinesi,
    tale scissione viene meno, i socialisti europei sono tutti simpatizzanti del comunismo cinese quindi comunisti in un certo senso, ma un comunismo che attrae e non provoca l'anticomunismo
    e adesso che la Cina si avvia a diventare la maggior potenza mondiale la vedo molto ma molto brutta per l'anticomunismo e gli anticomunisti(voi)

    altro che fine entro 5 anni, il mondo sommergerà la sciocca italia(la vostra) di berlusconidi, fascisti-antifascisti e pseudocomunisti dediti alla sconfitta.

  6. #16
    anticomunista
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  7. #17
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    Predefinito MENDICANTE CINESE

    Originally posted by Pasquin0
    perfetta una cippa, il pcf prendeva meno del 20% dei voti negli anni 70, e il pci prese il 34,4 nel 76, ma non è questo l'importante...

    il "comunismo" è morto? Viva il comunismo!
    Quello che è morto è il falso comunismo sovietico, padre di anticomunismo isterico è fascismo, sopravvivono cuba corea e vietnam, a perenne vergogna dei reazionari che hanno creato e finanziato quei regimi.

    Il socialismo europeo si divise dal "comunismo" sovietico perchè era un imbroglio, non comunismo ma fascismo,
    ma col socialismo cinese ,un socialismo vero applicato alle condizioni cinesi,
    tale scissione viene meno, i socialisti europei sono tutti simpatizzanti del comunismo cinese quindi comunisti in un certo senso, ma un comunismo che attrae e non provoca l'anticomunismo
    e adesso che la Cina si avvia a diventare la maggior potenza mondiale la vedo molto ma molto brutta per l'anticomunismo e gli anticomunisti(voi)

    altro che fine entro 5 anni, il mondo sommergerà la sciocca italia(la vostra) di berlusconidi, fascisti-antifascisti e pseudocomunisti dediti alla sconfitta.
    NEGRO,QUANTO SPENDI DI PSICANALISI?




    MENDICANTE CINESE


    BELLISSIMO LINK SULLA CINA

    5 Marzo 2004 EDITORIALE
    CINA
    Cambia la Costituzione su proprietà e diritti umani. Davvero?
    di Bernardo Cervellera


    Inizia oggi l’Assemblea Nazionale del Popolo (ANP), il parlamento cinese che si riunisce solo una volta all’anno. Nell'agenda vi sono anzitutto la relazione del Primo Ministro Wen Jiabao, seguita dalla relazione economica. Ma quello che tutti attendono sono alcuni importanti cambiamenti costituzionali. La nuova leadership di Hu Jintao istallatasi l’anno scorso, ha già di fatto approvato i cambiamenti che porteranno alla protezione della proprietà privata e dei diritti umani. Su entrambi i fronti vi sono ancora molte resistenze fra gli oltre 3 mila rappresentanti. In molti di loro vi è ancora una profonda mentalità maoista che non accetta tutti i cambiamenti subiti dalla Cina verso un “socialismo con caratteristiche cinesi”. Iscrivere nella costituzione la protezione della proprietà privata significa annullare tutto il percorso svolto dal paese sotto il dominio di Mao Zedong. Molti anche si domandano se lasciare spazio alla proprietà privata e alla libertà non porterà a far crescere un potere alternativo al Partito Comunista. Ormai l’imprenditoria privata contribuisce con oltre il 23% alla crescita economica del Prodotto Interno Lordo e l’efficienza e la ricchezza delle industrie private superano di molto le obsolete e spesso antieconomiche industrie statali. Fra i cambiamenti costituzionali si inserirà anche la “teoria delle tre rappresentanze”, voluta dall’ex presidente Jiang Zemin, secondo cui il Partito deve diventare “rappresentante” anche della classe imprenditoriale”. Ciò dovrebbe facilitare un’alleanza fra potere politico ed economico.

    La difesa della proprietà privata è divenuta anche una necessità interna. A causa della crescita economica e della ricchezza conseguente nelle mani dello stato, la Cina ha fatto emergere una classe imprenditoriale statale che in molti casi si nutre di corruzione e usa lo schermo del Partito per requisire terreni, demolire case, senza alcun compenso o indennizzo. Questo avviene nelle città, in preda alla ristrutturazione per le Olimpiadi, sia nelle campagne. Contadini e privati si rivolgono ali tribunali, ma la mancanza di leggi precise e la connivenza fra giudici e governo locale rendono impotenti le vittime. Almeno 10 persone a cui è stata espropriata hanno tentato il suicidio nei mesi scorsi. Alcuni si sono dati fuoco sulla Piazza Tiananmen o di fronte al Zhongnanhai, la sede della leadership, vicino al Palazzo Imperiale.

    Sul fronte dei diritti umani la Cina per molto tempo ha difeso solo i diritti alla sussistenza : mangiare, vestire, abitare. Nel ’99 Jiang Zemin ha firmato le Convenzioni ONU, ma finora non si è cambiata alcuna legge. Al di là delle proclamazioni di principio, sarà da verificare in futuro quanto i diritti umani verranno rispettati nelle leggi. La libertà religiosa o il diritto di assemblea sindacale sono affermati nella costituzione, ma le leggi poi restringono le espressioni a modalità controllate dallo stato: in Cina hanno diritto di esistenza solo i sindacati sotto l’egida governativa e ai fedeli è permesso il culto solo in strutture e con personale registrato dall’Ufficio Affari Religiosi.

    All’Assemblea Nazionale del Popolo si discuterà anche dei diritti dei contadini alla proprietà della terra – attualmente la terra è solo “affittata” – e di una nuova regolamentazione delle attività religiose.

    Intanto, il controllo della polizia su Piazza Tiananmen e in tutto il paese si è accresciuto come di rito. Da alcuni giorni sono state proibiti raduni nella piazza Tiananmen, vicino alla sede del convengo, che è la Grande Sala del Popolo. Più di 200 attivisti hanno ricevuto minacce dalla polizia e dai loro datori di lavoro: non devono andare per nulla a Pechino e non devono avere contatti con nessuno. Essi volevano protestare contro la distruzione delle loro case a Pechino e a Shanghai. Anche alcuni protestanti che volevano distribuire petizioni per la liberazione di alcuni cristiani prigionieri, sono sotto stretto controllo della polizia. Li Shanna, moglie del leader protestante imprigionato Xu Yonghai, ha ricevuto avvertimenti dal suo capo ufficio a uscire di casa solo per andare al lavoro “finchè dura l’ANP”. Hua Huiqi, un cristiano e attivista per i diritti umani, è forzato a muoversi fuori casa solo dentro una macchina della polizia, circondato da 4 o 5 poliziotti.

    Presentando i nuovi emendamenti alla fine del dicembre scorso, la Xinhua ha precisato che le revisioni della costituzione “devono solidificare la leadership del Partito Comunista”. Molti analisti pensano che finché non vi sarà democrazia in Cina, la proprietà privata e i diritti umani rischieranno di essere sottomessi agli interessi del partito e per nulla “rispettati”.


    E COMUNQUE QUALCOSA SI E' MOSSO:

    CINA: INSERITI NELLA COSTITUZIONE ‘PROPRIETÀ PRIVATA’ E DIRITTI UMANI




    Il premier We ha promesso una drastica riduzione entro 5 anni delle tasse a carico dei contadini





    Il Congresso nazionale del popolo (parlamento cinese) ha votato ieri l’approvazione di 13 emendamenti alla costituzione, che,


    tra gli altri cambiamenti, introducono per la prima volta nella storia della Carta fondativa della nazione comunista la legittimità della proprietà privata e il rispetto dei diritti umani.
    Il pacchetto di emendamenti era stato elaborato già ad ottobre dello scorso anno durante un congresso a porte chiuse dei vertici del partito comunista, ma necessitava della ratifica durante l’assemblea plenaria annuale, che si è conclusa proprio domenica. Le modifiche costituzionali sono state approvate con 2863 voti favorevoli, 10 contrari e 17 astensioni.
    “La proprietà privata dei cittadini ottenuta con mezzi legali è inviolabile” si può leggere da ieri costituzione cinese. In realtà negli ultimi anni Pechino ha emesso già una serie di leggi ordinarie sulla proprietà privata ma l’introduzione della sua legittimità nel dettame costituzionale rappresenta un passaggio importante nell’attuale fase di transizione della Cina, e rassicura l’emergente classe imprenditoriale cinese diventata ormai un elemento importante nel piano complessivo del governo di Pechino di “migliorare il sistema socialista di mercato”.
    Infatti la seconda assemblea plenaria della decima legislatura, che ha visto, nel presidente Hu Jintao e nel premier Wen Jiabao, l’avvicendamento alla guida della Cina di vertici politici più ‘riformisti’, ha sancito la definitiva adozione della teoria ‘Tre rappresentanze’, elaborata dall’ex presidente Jiang Zemin nel 2001, che mira a integrare la classe imprenditoriale nel sistema-nazione cinese. Secondo la concezione dell’ex capo di Stato, il Partito comunista cinese deve sempre rappresentare anche “le esigenze di sviluppo delle forze di produzione d’avanguardia” oltre che “la direzione di avanzamento della cultura di avanguardia e gli interessi fondamentali della maggior parte della popolazione”.
    Domenica la costituzione cinese si è arricchita inoltre del principio secondo cui “lo stato rispetta e tutela i diritti umani”, un’espressione piuttosto sintetica che rispecchia la formula spesso ripetuta negli ultimi anni dai vertici di Pechino; osservatori politici internazionali, però, hanno sottolineato la completa assenza di riferimenti alle libertà civili e politiche nella nuova costituzione che integra quella elaborata del 1989.
    Ma la priorità emersa nei dieci giorni dell’assemblea plenaria della rappresentanza politica cinese è la condizione degli oltre 800 milioni di cinesi delle depresse zone rurali, che vivono sotto la soglia di povertà schiacciati anche da un pesante erario e che non stanno beneficiando dello sviluppo che invece ha investito le popolazioni urbane delle città costiere.
    Pechino è consapevole che il divario economico e sociale tra città e campagna, sempre più marcato, rischia di essere un fattore di forte destabilizzazione.
    Il premier We nell’introduzione all’assemblea plenaria ha promesso una drastica riduzione entro 5 anni delle tasse a carico dei contadini, grazie a cui si è mantenuto un pachidermico sistema burocratico, e una decisa lotta alla corruzione tra i funzionari statali.[

    TEMPO 10 anni e dopo la morte dei vecchi ridicoli gerarchi dei comunistelli non rimarrà + nulla.





  8. #18
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    Originally posted by Felix
    quando l'etnonazionalismo sarà al potere, il comunismo sarà messo al bando in quanto ideologia sovversiva, cosmopolita ed etnocida. I comunisti riconosciuti come tali saranno invitati ad abiurare ...od emigrare in Corea del Nord.
    Bel sogno per gli etnonazionalisti andare al potere ma ciò non avverra mai, certo a nessuno viene impedito di sognare

 

 
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