NASSIRIYA - «Ho sentito quello che ha detto Celentano e poi ho spento la tv». L'intervento del molleggiato al festival di Sanremo che si era tra l'altro chiesto «che c'entrano i collegamenti con i soldati in Iraq con il festival e in altri teatri operativi», non è piaciuto ai militari italiani di Nassiriya. Il sergente Alberto Bruno, del reparto comando della Brigata Ariete, ha detto che «caso mai è stato il suo monologo a non avere alcun senso. L'ho sentito e ho spento il televisore». Ancora più duro il cappellano della Brigata, don Bruno Fiorentino: «Ha amareggiato i nostri cuori e le nostre famiglie». Una amarezza che si aggiunge ai malumori con cui i militari italiani hanno accolto il forte ritardo con il collegamento in diretta con il teatro Ariston di Sanremo: era per le 22,30 italiane ed è avvenuto circa un'ora dopo quando in Iraq era l'1,30. Il secondo collegamento previsto è infatti saltato.
«Mi dispiace: forse hanno interpretato male il senso e l'ironia che ha usato Adriano. Ma credo che non ci fosse nessun senso di offesa per nessuno»: così Tony Renis commenta il disappunto e le proteste dei soldati collegati con Sanremo da Nassiriya.
Trovo giusto l'intervento di Celentano, non vedo che c'entrino 4 militari strapagati e servi degli usa con il festival. Hanno voluto andare in quel luogo senza essere invitati, perlomeno evitino di stressarci.




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