Risultati da 1 a 8 di 8
  1. #1
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    Predefinito IMpar condicio: MediaRai vuol segare l'osservatorio di Pavia?

    Prologo

    «Vergogna, vergogna, è falso, è falso...», con queste parole, più o meno urlate, e con i volti paonazzi per la finta indignazione gli uomini (pochissime le donne in verità) del servizio d’ordine mediatico di Silvio Berlusconi hanno sempre accolto le puntuali denunce fatte in materia di progressiva riduzione della libera circolazione delle opinioni e delle informazioni.
    L’ultimo grido «vergogna, vergogna» è stato strillato contro la sola ipotesi che un simile grande statista potesse presentarsi nelle vesti di contastorie dall’amico Vespa a Sanremo.
    In realtà questa ipotesi è stata lungamente studiata e discussa alla luce anche del disastroso intermezzo del presidente allenatore alla “Domenica sportiva” e del crollo degli ascolti a Sanremo.

    Ai professionisti dello sdegno e della intimidazione andranno, tuttavia, ricordate alcune cose:

    1 - quasi due anni fa, venne anticipata l’espulsione dalla Rai di Nando Pagnoncelli e di Abacus, una serissima azienda specializzata in sondaggi e rilevazioni che, per prima, aveva osato segnalare, durante una trasmissione di Michele Santoro, l’inizio del calo di popolarità per Silvio Berlusconi e per il suo governo.
    Poco dopo la Cirm di Crespi, il sondaggista di fiducia di Arcore, vinse una singolare asta alla Rai. La Abacus fu allontanata perché Cirm era più «solida ed affidabile (?)».
    Come è noto, Cirm è ormai al fallimento.
    Richiamerà la Rai Abacus? Chiederà scusa a Pagnoncelli?

    2 - Qualche settimana dopo Berlusconi tuonò dalla Bulgaria. Qualcuno parlò di liste di proscrizione.
    Poco dopo i Biagi, i Santoro, i Luttazzi, i Freccero, furono espulsi. La Rai di Saccà parlò di provvedimenti momentanei, di una ordinaria rotazione delle facce, e indicò al pubblico ludibrio i critici e, tra questi, (a caso) l’Unità.
    Lo scrittore Veneziani, e non solo lui, annunciò clamorose proteste, qualora i provvedimenti di espulsione non fossero stati azzerati.
    Veneziani è attualmente un consigliere della Rai. Gli espulsi non sono più rientrati. A quell’elenco si sono aggiunti anche Sabina Guzzanti e tanti altri.
    Chi dovrebbe vergognarsi?

    3 - Qualche mese fa, si disse che Berlusconi aveva preparato un piano per cancellare la par condicio e per invadere, con i suoi ministri, tutti gli spazi tv, a cominciare dai grandi contenitori popolari.
    «Vergogna, vergogna...», intonò il coro degli impudenti.
    Naturalmente Berlusconi è passato, senza contraddittorio alcuno, a “Porta a Porta”, e poi alla “Domenica sportiva”; ha usato spregiudicatamente le reti unificate per far finta di parlare di pensioni. I suoi ministri hanno invaso tutte le altre trasmissioni. Il presidente della commissione parlamentare di vigilanza Petruccioli ha rilevato centinaia di infrazioni e aggiramenti delle norme. L’autorità di garanzia ha aperto numerose istruttorie. Speriamo che qualcuna di queste istruttorie sia presto conclusa.

    Epilogo

    4 - Chiudiamo questa parzialissima antologia con una anticipazione, che forse sarà smentita con sdegno analogo a quello riservato ai casi precedenti.
    Nei prossimi giorni la Rai di Cattaneo tenterà di sbattere fuori anche l’Osservatorio di Pavia, l’organismo autonomo incaricato di rilevare qualità e quantità delle presenze politiche in tv. Da tempo queste rilevazioni sono coperte dal segreto. Questa Rai ha paura persino di far conoscere il dominio del capo sulle reti da lui controllate.
    Il 31 dicembre scorso è scaduto il contratto dell’Osservatorio di Pavia.
    Vi fosse stata una nuova gara l’avrebbe vinta il gruppo di Pavia. Usiamo il condizionale perché i dati di questa incredibile vicenda non sono stati consegnati ancora neppure al consiglio di amministrazione.
    A questo punto si è scoperto che Pavia costerebbe «troppi soldi». L’intrepido Cattaneo, indossati i panni dell’amico Tremonti, avrebbe così deciso di tagliare i costi e di affidare, dal prossimo 1° aprile, il monitoraggio e la rilevazione ad una apposita struttura aziendale, magari a quel marketing strategico saldamente in mano alla destra e dove trovò ospitalità come dirigente anche l’ex segretaria di Berlusconi.
    Ma che combinazione!
    E così a due mesi dalle prossime elezioni, la Rai di Cattaneo di affiderebbe, come la Parmalat di Tanzi, ad una sorta di controllo domestico, cambiando le regole in corsa.

    Ci auguriamo di essere presto smentiti, ma l’intera operazione appare credibile ed in linea con la decisione governativa di devastare la par condicio, di occupare tutti i canali televisivi e di mettere sotto tutela persino le autorità di garanzia e ogni pretesa di indipendenza e neutralità. Basti pensare alle bordate riservate all’Istat e all’Eurispes, che hanno osato parlare di crisi economica e di povertà.
    Quanto sta accadendo non riguarda solo la Rai, bensì il corretto funzionamento delle istituzioni e lo stesso libero esercizio del voto.

    In un Paese normale...

  2. #2
    Ospite

    Predefinito

    CHI SE NE FREGA

  3. #3
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    Predefinito

    Malik
    06-03-2004 14:11 This person is on your Ignore List. To view this post click [here]


  4. #4
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    Predefinito Un interessante articolo su...

    ...Radio Capital

    La legge è uguale per tutti... è scritto nella Costituzione!
    Ma la televisione?
    La televisione è uguale per tutti o no?
    Ecco cosa succedeva nel 2000 prima che diventasse operativa la legge sulla par condicio, che regola l’apparizione in video dei politici imponendo la parità di trattamento durante la campagna elettorale,
    I NUMERI
    Presenza in video dei politici nell’anno 2000
    Francesco Rutelli 11 ore
    Giuliano Amato 16 ore
    Silvio Berlusconi 54 ore

    Nel 2000 Silvio Berlusconi è apparso in televisione per 38 ore in più rispetto ad Amato che pure era presidente del Consiglio.
    Ed ecco invece cosa succede nella campagna elettorale del 2001 quando la par condicio è in vigore.

    Tg1
    Rutelli 25 minuti
    Berlusconi 25 minuti
    Un pareggio!
    Tg2
    Rutelli 18 minuti
    Berlusconi 15 minuti
    Vince Rutelli di tre minuti!
    Tg 3
    Rutelli 16 minuti
    Berlusconi 12 minuti
    Vince Rutelli di 4 minuti!
    Tg 5
    Rutelli 9 minuti
    Berlusconi 19 minuti
    Qui vince Berlusconi di dieci!
    Tg 4
    Rutelli 3 minuti
    Berlusconi 127 minuti
    Che cosa?

    Tg4
    Rutelli 3 muinuti
    Berlusconi 127 minuti
    Sul Tg 4 vince Berlusconi di 124 minuti!

    Comunque a parte la scandalosa eccezione del Tg 4, la par condicio funziona, impedisce le comparsate di politici nei programmi tv sotto campagna elettorale, vieta gli spot a pagamento e parifica gli spazi dei telegiornali, a parte il Tg 4 naturalmente.
    Ma Berlusconi sulla par condicio la pensa diversamente...
    LA DICHIARAZIONE

    "Chiediamo che la legge sulla par condicio venga abrogata perché non si può avere paura della libertà. E’ una legge che dice che le forze politiche non possono utilizzare la televisione per comunicare i propri programmi con gli spot. E’ una legge davvero barbara"

    E' barbaro vietare gli spot!
    Come al solito questa opinione del presidente del Consiglio è inquinata da una circostanza non secondaria: egli è il padrone delle tre televisioni private e controlla politicamente le tre pubbliche. Nessuno in Italia conosce meglio di lui la potenza degli spot!

    Il massmediologo Klaus Davi.
    "A fronte di un calo d'investimento su marche pubblicitarie, la gente smette poi di comprarle, cioé le aziende che disinvestono in pubblicità subiscono un rallentamento delle vendite.

    Traslando il marketing sulla politica, si può immaginare che ci sia una conseguenza abbastanza forte poi sulle intenzioni di voto"
    Allora, più spot vuol dire più voti!
    Ecco Giovanni Valentini, giornalista de 'la Repubblica'.
    "Nell'ipotizzare che Mediaset metta allo stesso prezzo gli spot per il centrodestra e per il centrosinistra, è chiaro che la coalizione dell'uomo più ricco d'Italia avrebbe a disposizione maggiori mezzi per assicurarsi un vantaggio competitivo alla partenza"
    Eh già, perché Berlusconi per fare gli spot in tv sulle reti Mediaset pagherebbe se stesso!

    Ma quanto pagherebbe? Quanto costa una campagna pubblicitaria di una coalizione?
    Ancora Klaus Davi.
    "Tra i dieci e i quindici milioni di euro"
    In pratica abolire la par condicio è un affare politico ed economico molto conveniente!


    Sentiamo cosa ne pensa il vicepresidente di Forza Italia al Senato, Lucio Malan, che ha ricevuto direttamente da Berlusconi l'incarico di preparare la nuova legge sulla par condicio.
    - So che lei è il titolare di un progetto di legge di eliminazione della par condicio.
    - Eliminazione della legge bavaglio che impedisce qualunque condicio di comunicazione politica. Il governo dell'Ulivo ha imposto una legge in base alla quale è proibito quasi qualunque tipo di comunicazione politica. Le trasmissioni...
    - Ecco, ma gli spot torneranno ad essere leciti?
    - Nella nostra intenzione, sì.
    Qualunque indagine rileva che la grande maggioranza degli italiani s'informa sulla politica come su parecchie altre cose, attraverso la televisione. Questo può piacere o può non piacere, ma è una realtà. Se noi impediamo di comunicare attraverso la televisione, evidentemente tagliamo fuori decine di milioni d'italiani dall'accesso all'informazione...
    - ...all'informazione che il presidente del Consiglio dà, visto che sono tutte sue le televisioni.
    - Sì, questo è il ritornello...


    Bananas...

  5. #5
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    Predefinito Re: Un interessante articolo su...

    In Origine Postato da MrBojangles
    ...Radio Capital

    "Nell'ipotizzare che Mediaset metta allo stesso prezzo gli spot per il centrodestra e per il centrosinistra, è chiaro che la coalizione dell'uomo più ricco d'Italia avrebbe a disposizione maggiori mezzi per assicurarsi un vantaggio competitivo alla partenza"
    Eh già, perché Berlusconi per fare gli spot in tv sulle reti Mediaset pagherebbe se stesso!

    Ma quanto pagherebbe?
    E quanto incasserebbe?

    Alla faccia del conflitto d'interesse ...

    Al cantar l'uccello ...

    B.

  6. #6
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    Predefinito Re: Re: Un interessante articolo su...

    In Origine Postato da Barbanera
    E quanto incasserebbe?

    Alla faccia del conflitto d'interesse ...

    Al cantar l'uccello ...

    B.
    Basterebbe sovrafatturare; poi, tanto, c'è sempre TreConti che gli fa pagare il 2,5% (in incognito) sui fondi neri che si generano.

  7. #7
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    Predefinito Telecamere

    Per rabbonire quegli alleati la cui unica cosa che si ricordi dopo 2 anni e mezzo di legislatura è la capacità di far finta di indignarsi per poi "disindignarsi" subito e che, almeno fino ad oggi sono contrari all'abolizione della par-condicio, la gentile sig.ra La rosa ha trasformato il suo programma che più o mmeno di solito è un dibattito, in un grande spottone elettorale per l'udc e follini. Prima una bella adulante biografia. In studio un giornalista del "Sole 24 ore" da cui non è arrivato neppure l'odore di una domanda un po "stuzzicante. Prima intervista fuori studio, pe par-condicio a pierferdi casini. Il resto interviste a vecchi compagni di partito di qua e di la che ne hanno ricorato i trascorsi senza naturalmente colpo ferire. Ci aspettiamo in futuro uguale programma destinato al leader di qualche partito dell'opposizione.......o è una pia illusione?

  8. #8
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    In Origine Postato da Antonello
    Quando berlusconi avrà eliminato la "par condicio", dell'osservatorio di pavia non ci sarà più bisogno. Semplice, no?
    Ci penserà l'ufficio marketing della RAI; quello diretto dall'ex segretaria del Banana.

 

 

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