Quando, agli inizi degli anni 90, fu sviluppato il formato MP3, nessuno poteva immaginare che sarebbe diventato la chiave tecnologica del vasto fenomeno della condivisione dei file. MP3 e Internet hanno formato una miscela esplosiva che ha già dato un duro colpo all'industria della musica. Gli appassionati della condivisione hanno abbracciato con entusiasmo questo formato, ma l'industria lo ha sempre rifiutato, per l'impossibilità di proteggere i contenuti.

Nel tentativo di convincere l'industria della musica, Thomson, una delle aziende proprietarie della tecnologia MP3, ha annunciato una specie di pentimento e propone un lucchetto elettronico per il noto formato. La serratura elettronica, aggiunta al formato MP3, permetterebbe alle case discografiche di porre un limite al numero di volte che un brano può essere duplicato su CD o su qualsiasi altro dispositivo.

Nonostante i buoni propositi, è difficile che il metodo di protezione proposto da Thomson trovi la disponibilità dell'industria della musica. Innanzi tutto, vale la pena di ricordare che già esistono altri quattro metodi di protezione, proposti da Microsoft, Apple, RealNetworks e Sony. Nessuno è compatibile con nessuno e anche la protezione di Thomson non è compatibile con gli altri quattro. In definitiva, l'MP3 con lucchetto è un quinto metodo che contribuisce più ad aumentare la confusione che a risolvere davvero i problemi dell'industria della musica. Inoltre, i brani codificati secondo il nuovo MP3 non potrebbero essere riprodotti sui dispositivi costruiti per l'attuale versione. In altre parole, per adottare il nuovo formato gli utenti di tutto il mondo dovrebbero buttare via tutti i vari dispostivi costruiti per l'attuale versione.

I funzionari di Thomson, tuttavia, sono fiduciosi che il nuovo MP3 con lucchetto ottenga i favori almeno di una parte dell'industria della musica. Certamente, l'aggiunta della protezione cambia una delle caratteristiche fondamentali che hanno decretato il successo del formato MP3: la completa riproducibilità. E' molto difficile che MP3 possa sopravvivere senza la sua caratteristica fondamentale. Come ha sottolineato un analista, non c'è nessun motivo di pagare a Thomson un dollaro di diritti per ogni riproduttore di un formato che non userà nessuno.