



Abusi ce ne sono, in campo liturgico, e anche tanti. Perfino UNA VOX, non certo sedevacantista o altro, ha denunciato "correttivi" ingiustificati perfino nella celebrazione di alcune Messe Trindentine. Qualcuno gioca col fuoco! ... ed è assurdo!
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Non avevo scritto solo questo, ma non importa......Originally posted by cm814
Abusi ce ne sono, in campo liturgico, e anche tanti. Perfino UNA VOX, non certo sedevacantista o altro, ha denunciato "correttivi" ingiustificati perfino nella celebrazione di alcune Messe Trindentine. Qualcuno gioca col fuoco! ... ed è assurdo!
odio porta odio
rancore altro rancore
diffidenza altra diffidenza
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La mia era una semplice critica costruttiva, in ogni caso una volta letta penso possa servire al moderatore a riflettere sull'aspetto che ho voluto rimarcare, piuttosto che modificare un testo, a parte le parolacce sostitubili con gli asterischi, nei forum è sempre bene non modificare mai alcun messaggio scritto da terzi, se non è gradito al moderatore è meglio cancellarlo.


Desidererei sapere, se il Papa abbia firmato qualche lettera, ultimamente, sulla liturgia, e se si tratta di quei famosi ABUSI, che dovevano essere denunciati in un documento ufficiale tra la fine di quest'anno e l'inizio del nuovo.
Grazie.
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Caro Antonio,Originally posted by cm814
Desidererei sapere, se il Papa abbia firmato qualche lettera, ultimamente, sulla liturgia, e se si tratta di quei famosi ABUSI, che dovevano essere denunciati in un documento ufficiale tra la fine di quest'anno e l'inizio del nuovo.
Grazie.
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a quanto ne sappia l'unico documento recente sulla Liturgia che il Papa ha firmato l'ho postato un po' di tempo fa (http://www.politicaonline.net/forum/...threadid=75728).
Del documento annunciato contro gli abusi, devo dire che è ancora in fase di rifinizione, a quanto ne sappia.
Cordialmente
Augustinus


Il documento dovrebbe uscire per gennaio. I più importanti liturgisti italiani ne hanno già copia e stanno inviando alla Santa Sede i loro commenti. Personalmente ho avuto modo di sapere qualcosa sul contenuto e credo che avremo positive sorprese.


Il pomeriggio di sabato 24 maggio scorso mi sono trovato a Roma nella basilica di S. Maria Maggiore dove in una chiesa affollata da tradizionalisti venuti da diversi paesi dell'Europa - ma c'erano parecchi gruppi di diverse regioni d'Italia - è stata celebrata una messa utilizzando il messale anteriore alla riforma liturgica, il messale di Pio V, naturalmente interamente in latino.
Prima della messa fu distribuito un foglio per spiegare ai convenuti, sconcertati nel vedere il presidente, o celebrante come esso lo chiamava, non rivolgere le spalle ai fedeli, come essi si aspettavano, che la struttura della basilica con l'abside rivolta ad occidente e l'ingresso ad oriente non consentiva tale posizione.
La messa, pur essendo ai primi vespri della sesta domenica di Pasqua, era quella della Beata Vergine Maria Ausiliatrice dei cristiani, vittoriosa contro i nemici della Chiesa; molti preti e monaci seguivano in silenzio, alcuni leggendo il breviario, altri dicendo il rosario, qualcuno concentrato su un vecchio messalino.
Durante il canto dell'introito il celebrante, che era un eminentissimo porporato, ai piedi dell'altare a bassa voce recitò privatamente con i ministri il salmo "Iudica me Deus" (Fammi giustizia o Dio, Sal 42) e il "Confiteor".
Le letture, dal comune della Beata Vergine, furono cantate in latino, così pure il "Graduale", e il celebrante pronunziò in segreto le antiche preghiere dell'offertorio mentre il coro eseguiva un mottetto mariano in polifonia, l'incensazione delle personalità presenti si protrasse sino al "Sanctus".
Il celebrante utilizzò il Canone romano, detto naturalmente a bassa voce, mentre l'assemblea stando in ginocchio cantava il "Sanctus" della "Missa de Angelis". Il racconto dell'istituzione fu pronunziato in rigoroso silenzio, ma subito dopo, il raccoglimento fu interrotto dal canto del "O salutaris Hostia" in polifonia eseguito dal coro.
Il vescovo celebrante concluse la preghiera eucaristica cantando "Per omnia saecula saeculorum".
Subito dopo, quando iniziò il "Pater noster", alcuni fedeli accennarono timidamente ad unirsi a lui nel canto, ma furono prontamente zittiti, perchè la preghiera del Signore era riservata al presidente e soltanto il "Sed libera nos a malo" era concesso ai fedeli.
Lo scambio di pace era riservato soltanto ai ministri e ai chierici presenti nel coro. Tutti poterono ricevere la comunione, ma solo in bocca e stando in ginocchio, mentre il coro cantava "Adoro te devote", "Ave verum corpus", e "Pange lingua gloriosi", che sono canti di adorazione e non di comunione.
Dopo l'orazione dopo la comunione il diacono congedò l'assemblea cantando "Ite missa est", quindi il vescovo impartì la benedizione e portandosi al lato destro dell'altare lesse a voce bassa il prologo di Giovanni.
Frattanto il coro cantava: "Christus vincit, Christus regnat, Christus imperat. A tutti i principi cristiani e a tutto l'esercito dei cristiani, onore illeso, vita e vittoria. S. Maurizio, S. Sebastiano, S. Giorgio, aiutateli". Così si sciolse l'assemblea.
E io ho ringraziato il Signore per averci dato la riforma liturgica e il messale di Paolo VI. Forse non sono molti a ricordarlo, ma così era la messa sino al 6 marzo 1965.
Che Dio ci aiuti!
Poliedrico