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    Predefinito LA PADANIA di oggi 12/03/04

    Notizie confortanti dopo l'allarme per la salute del condottiero della Lega Nord
    Forza Umberto
    I medici: non è infarto, ma scompenso cardiaco

    Scompenso cardiaco, non infarto. Questa la diagnosi del malore che ha colpito l'on. Umberto Bossi nelle prime ore di ieri e che ne ha consigliato il ricovero d'urgenza all'Ospedale di Varese. «Ha avuto un difetto alla pompa cardiaca, quindi il cuore ha avuto delle difficoltà a pompare il sangue, perché è un cuore stanco», ha spiegato il prof. Stefano Zenoni, direttore sanitario. «Il dato positivo è che non ci sono state variazioni evidenti nelle ultime ore. I cardiologi si sono riservati 72 ore per sciogliere la prognosi».


    [Data pubblicazione: 12/03/2004]
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

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    Un cavallo di razza non può non correre: è la sua vita


    GIGI MONCALVO
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    Sono momenti di inevitabile e comprensibile preoccupazione quelli che tutti noi, insieme con il Grande Popolo della Lega, ad ogni livello, stiamo vivendo da ieri mattina. La speranza, anzi la crescente certezza è che si stia verificando ciò per cui ciascuno di noi ha pregato: e cioè che l'on. Umberto Bossi si riprenda, a poco a poco, al più presto. Se Dio vuole si sta verificando ciò che è stato preannunciato dalla giornata di ieri, a mano a mano che passavano le ore: le prime, drammatiche e sconfortanti notizie che arrivavano dall'esterno dell'Ospedale di Varese - indiscrezioni di incerta e inattendibile fonte improntate al pessimismo più nero - a poco a poco hanno lasciato spazio a un cauto ottimismo, alla consapevolezza che fin dal primo momento aveva preso ciascuno di noi che conosciamo la tempra, la forza, la solidità, la corazza che fa parte del DNA, del temperamento, della persona dell'on. Umberto Bossi. E cioè che non potesse essere vero ciò che ci veniva raccontato, poiché noi - proprio in virtù della conoscenza di quel DNA - abbiamo sempre considerato "il Capo" indistruttibile, più forte di ogni avversità, difficile da piegare, impossibile da spezzare.
    La giornata di ieri è trascorsa in un'altalena di emozioni e di sussulti: le notizie si accavallavano, si moltiplicavano, si contraddicevano, a un certo punto nessuno riusciva più a controllarle e a distinguere il vero dal falso. Senza alcun rispetto per la persona dell'on. Bossi e della sua famiglia, a cominciare dalla signora Manuela che fin dal primo momento aveva chiesto con cortese fermezza: abbiate un po' di rispetto, capisco la vostra curiosità, ma lasciateci in pace.
    Siamo con lei. E ci domandiamo: perché ci dev'essere un senso della privacy che circonda di riserbo perfino le condizioni del ginocchio di un calciatore che salta una partita, e invece non dev'esserci nessun riguardo per un uomo che sta soffrendo e per la sua famiglia?
    Le tinte fosche dei primi momenti, le ricostruzioni dei presunti "bene informati" hanno lasciato, per fortuna, il posto alla realtà.
    È bastato ascoltare i testimoni oculari che sono stati ammessi davanti al vetro della terapia intensiva, per capire che l'on. Bossi non era così grave come il tam-tam impietoso dei mezzi d'informazione lo dipingeva. Chi usciva da quella stanza, in cui era entrato preoccupato e teso dall'atmosfera cupa che all'esterno si era andata creando, appariva invece confortato dalla situazione che aveva trovato e da ciò che aveva visto coi propri occhi.
    Noi non siamo medici e non sappiamo che cosa sia accaduto, che cosa possa accadere, che cosa il futuro ci riserbi. Sappiamo solo che una grande ondata di affetto, di stima, di solidarietà ha cominciato a circondare il nostro Segretario fin dai primi momenti, da ogni parte, anche quelle da cui meno c'era da aspettarselo. E questa ondata di affetto e calore saliva e si accresceva a mano a mano che la giornata passava e la cupezza delle prime ore lasciava spazio all'ottimismo, alla speranza, alle notizie che filtravano e che parlavano di evidenti segni di ripresa, confermati dai bollettini medici e dalle dichiarazioni dei sanitari.
    Ieri ci sono state tante dichiarazioni di solidarietà e di affetto nei confronti del ministro Bossi, dell'on. Bossi, del Segretario della Lega, Bossi. Ma quella più significativa ci è parsa quella di Francesco Leoni, l'uomo che per primo, tanti anni fa, ha creduto in lui e nelle sue idee politiche che sembravano folli e irrealizzabili. Leoni ha detto: "Un cavallo di razza non può non correre: è la sua vita". Abbiamo voluto "rubargli" quella definizione, quella immagine, quell'efficace definizione e metterla nel titolo di questo articolo che non avremmo mai immaginato di dover scrivere e che non vorremmo scrivere per nessuna ragione al mondo, come se all'improvviso potessimo risvegliarci da un gran brutto sogno.
    L'immagine di Leoni rimanda a tutti coloro che in questi anni, in questi mesi hanno insistito con l'on. Bossi - con ininterrotto affetto ma sempre inascoltati - affinché rallentasse la sua attività, scalasse di una marcia la sua velocità, diminuisse i suoi mille impegni, dicesse qualche no alle continue richieste di fare comizi di qua e di là, dosasse e risparmiasse le sue forze, chiamato a fare i conti con alcuni campanelli d'allarme che la sua pur fortissima e inossidabile fibra aveva messo in funzione all'interno del suo organismo.
    Avevamo appreso con sollievo il fatto che da una ventina di giorni avesse smesso di fumare i suoi sigari toscani in quantità industriale. Non avevamo capito se si fosse trattato di una sorta di scommessa e di un gesto di sfida nei confronti della propria volontà. Ma in queste ore ci chiediamo se, per caso, fosse avvenuto qualcosa, fosse suonato qualcuno di quei campanelli d'allarme che solo lui poteva avvertire e conoscere, con le sue capacità di auto-diagnosi che aveva e che ha e frutto dei suoi studi di medicina, tali da indurlo a smettere di fumare.
    L'altra sera, martedì, l'avevamo visto in forma come non mai: chi ha seguito la sua intervista su "TelePadania", ha sicuramente avvertito la sua grande decisione, la sua forza, ma anche la sua grande serenità, la sua calma, la sua consueta determinazione. Con un desiderio: realizzare il programma che lo aspettava mercoledì sera, tornare da Roma in tempo per accompagnare i suoi figli alla partita di Coppa dei Campioni di basket tra Varese e Real Madrid. Non sappiamo se sia stata la neve, o qualcos'altro a impedire la realizzazione di quel programma, nonostante non fosse partito per Roma.
    A un certo punto, l'altra sera in TV, parlando di riforme e degli sforzi immani di questi mesi, l'on. Bossi ha detto: «Ho letto un'intervista di Giuliano Amato che riguarda le mie fatiche per raggiungere il traguardo del Federalismo. Dice che è come se io facessi il Tour de France pedalando con una gamba sola». Gli ho chiesto: «Ma lei continuerà a pedalare in questo modo che richiede sforzi sovrumani visto che gli avversari le hanno legato l'altra gamba alla forcella?». «Certo, io arriverò fino all'ultima tappa, non gliela do vinta se credono di potermi fermare». E chissà dove lei andrebbe, ho concluso, se le slegassero anche l'altra gamba... Ha sorriso. E ha ripetuto la sua frase preferita, il motto di Bossi, la "regola per vincere": "Nen mulà, ten dur", mai mollare, tieni duro. Forza Umberto, mai mollare, tieni duro! Torna presto. C'è un Popolo, un Grande Popolo, il Popolo di cui sei l'indiscusso Condottiero che ti sta aspettando e che non vuole da te brutti scherzi.
    Gigi Moncalvo
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    [Data pubblicazione: 12/03/2004]
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    Der Wehrwolf

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    Così i lanci di agenzia hanno scandito il tempo di una giornata di apprensione, affetto e partecipazione
    La grande paura, minuto per minuto
    Alle 9 e 42 le prime notizie Ansa: «Il leader della Lega Nord ricoverato per un malore»

    Ecco la cronaca di una giornata difficile, dalle prime notizie fino all'ultimo bollettino medico.
    Ore 9.42: BOSSI RICOVERATO
    Il leader della Lega Nord Umberto Bossi è stato ricoverato in ospedale per un malore. (Ansa).
    Ore 9.52: SOSPETTO INFARTO CON EDEMA
    Umberto Bossi è stato colpito da un sospetto infarto con edema polmonare. È questa la prima diagnosi indicativa che hanno fatto i medici dell'ospedale di Cittiglio, nel varesino, dove il leader leghista è stato ricoverato non appena stamane si è sentito male. Cittiglio è vicino a Gemonio, paese di residenza di Bossi. Le condizioni del leader della Lega hanno consigliato di trasferirlo all'ospedale di Varese. (Ansa)
    Ore 9.55: SARA' OPERATO D'URGENZA, TRASFERITO ALL'OSPEDALE DI VARESE
    A quanto apprende l'Adnkronos il leader della Lega Umberto Bossi è stato trasferito dall'ospedale di Cittiglio all'ospedale di Circolo a Varese per essere sottoposto d'urgenza ad una operazione al cuore in seguito all'infarto che lo ha colpito. L'intervento sarà eseguito dal primario di cardiologia dell'ospedale varesino, professor Jorge Salerno.
    Ore 9,59: ACCERTAMENTI
    Bossi è stato portato poco fa nell'ospedale di Circolo di Varese per essere ricoverato nel reparto di cardiologia, dove sono previsti gli esami di coronarografia e, se la prima diagnosi sarà confermata, ad un eventuale intervento. (Ansa)
    Ore 10,59: MIGLIORANO LE CONDIZIONI DI SALUTE Starebbero migliorando le condizioni di salute del leader della Lega Nord e ministro delle Riforme Umberto Bossi, ricoverato all'ospedale di Varese. La coronarografia si è appena conclusa e i primari potrebbero escludere addirittura l'intervento anche se la prognosi non sarà sciolta prima delle 72 ore. Bossi si trova al quinto piano con la moglie Manuela e altre autorità locali. (...) Umberto Bossi, stando ad alcune indiscrezioni, già nelle prime ore della serata di ieri avrebbe avvertito i primi malori tanto da escludere la sua partecipazione alla partita della pallacanestro Varese contro Real Madrid. (Tdc/Zn/Adnkronos)
    Ore 11,29: ESCLUSO PER ORA INTERVENTO CHIRURGICO
    Il ministro Umberto Bossi avrebbe avuto un cedimento di natura coronarica. Tuttavia, secondo quanto si è appreso, gli accertamenti cardiologici escludono per il momento sia un intervento chirurgico di by-pass, sia un'angioplastica. (Ansa)
    Ore 11.27: ESAME CORONOGRAFICO ESCLUDE INFARTO
    Migliorano le condizioni di Umberto Bossi. L'esame coronografico ha escluso l'infarto. I sanitari dell'ospedale di Circolo di Varese avrebbero deciso di non effettuare né un intervento di angioplastica né un by-pass, come si era ipotizzato al momento del ricovero d'urgenza del ministro delle Riforme. L'unico intervento che potrà essere effettuato sarà quello dell'appplicazione di un pace-maker all'altezza del ventricolo sinistro (...). (Adnkronos)
    Ore 13,04: **FLASH -BOSSI: DG OSPEDALE, ESCLUSO INTERVENTO CHIRURGICO - **FLASH (Adnkronos)
    Ore 13.05. **FLASH -BOSSI: DG OSPEDALE, ESCLUSO INFARTO - **FLASH (Adnkronos)
    Ore 13.07: **FLASH -BOSSI: DG OSPEDALE, GRAVE MA NON IN PERICOLO VITA- **FLASH (Adnkronos)
    Ore 13.12: DIRETTORE OSPEDALE VARESE, LA SITUAZIONE E' MENO GRAVE DI QUANTO SI PENSASSE
    «L'esito della coronografia esclude l'infarto»: lo ha detto, rispondendo alle domande dei giornalisti, il direttore generale dell'azienda ospedaliera varesina, Roberto Rotasperti, in merito alla situazione del ministro Umberto Bossi. «So che la situazione è meno grave di quanto si pensasse» ha aggiunto il direttore dell'ospedale, precisando che Bossi si è sentito male stamani tra le 5 e le 6 nella sua casa di Gemonio, e che è arrivato all'ospedale di Varese intorno alle 9.30: «La situazione è seria ma non grave». (Ansa).
    Ore 13.47: IL MEDICO, SE VA BENE POTRA' FARE VITA DI PRIMA
    «Se le cose finiscono bene, come mi auguro, il ministro potrà continuare a fare la vita di relazione di ogni giorno come prima, ma dovrà comunque seguire un trattamento farmacologico e non solo molto rigoroso». Lo ha detto il professore Jorge Salerno, il primario di cardiochirurgia che ha in cura Umberto Bossi. (Adnkronos)
    Ore 13.53: PRIMARIO VARESE, ANCORA 72 ORE SOTTO CONTROLLO
    Ci vorranno ancora 72 ore prima di sciogliere la prognosi e dichiarare fuori pericolo Umberto Bossi: lo ha detto il primario del reparto di cardiologia di Varese Jorge Salerno Uriarte, parlando brevemente con i giornalisti. (Ansa).
    Ore 14.02: PRIMARIO, CUORE SCOMPENSATO MA DOVREBBE USCIRNE BENE
    «Quello del ministro Bossi è un cuore scompensato, adesso attenderemo 72 ore e si farà un adeguato trattamento in questa fase, ma ritengo che dovrebbe uscire bene da questa esperienza». Lo ha detto il primario del reparto di cardiologia dell'ospedale di Varese Jorge Salerno Uriarte. «Bossi - ha proseguito il medico - aveva avuto in passato, nel '91, un infarto e in questi anni soffriva di una ipertensione arteriosa che non è stata trattata adeguatamente anche perchè il ministro conduce una vita piuttosto stressante e faticosa che ha favorito l'insufficienza cardiaca. Il suo quindi è un cuore scompensato che va sottoposto ad adeguato trattamento». (...) (Ansa).
    Ore 18,03: DIRETTORE SANITARIO, SITUAZIONE STABILE
    «La situazione del paziente Bossi è sempre grave ma il quadro è emodinamicamente stabile e ciò fa ben sperare»: lo ha detto il direttore sanitario dell'Ospedale di Varese, Stefano Zenoni. (...) Quando i giornalisti hanno chiesto al professor Zenoni quale sia stato il problema che ha colpito Bossi, il medico ha spiegato: «Diciamo che ha avuto un difetto alla pompa cardiaca, quindi il cuore ha avuto delle difficoltà a pompare il sangue, perchè è un cuore stanco». Il medico ha, quindi, spiegato che i cardiologi si sono riservati 72 ore per sciogliere la prognosi. Il prossimo bollettino medico verrà dato solo domattina alle 8. (Ansa)


    [Data pubblicazione: 12/03/2004]
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    Prognosi riservata per altre 48 ore
    Il medico: se tutto andrà bene dovrà seguire un trattamento rigoroso

    Varese - «Se le cose finiscono bene, come mi auguro, il ministro potrà continuare a fare la vita di relazione di ogni giorno come prima, ma dovrà comunque seguire un trattamento farmacologico e non solo molto rigoroso». Lo ha detto il professore Jorge Salerno, il primario di cardiochirurgia che ha in cura Umberto Bossi.
    «Quello del ministro Bossi è un cuore scompensato, adesso attenderemo 72 ore e si farà un adeguato trattamento in questa fase, ma ritengo che dovrebbe uscire bene da questa esperienza». Lo ha detto il primario del reparto di cardiologia dell'ospedale di Varese Jorge Salerno Uriarte. "Bossi - ha proseguito il medico - aveva avuto in passato, nel '91, un infarto e in questi anni soffriva di una ipertensione arteriosa che non è stata trattata adeguatamente anche perchè il ministro conduce una vita piuttosto stressante e faticosa che ha favorito l'insufficienza cardiaca. Il suo quindi è un cuore scompensato che va sottoposto ad adeguato trattamento».
    Ieri, a far chiarezza sullo stato di salute del Senatur, sono intervenuti altri medici. Tra cui Antonio Tomassini, presidente della Commissione sanità del senato: «Ora la situazione dal punto di vista cardiologico è sotto controllo», ha detto a metà pomeriggio di ieri. «Umberto Bossi è sedato e sotto farmaci, e sta reagendo molto bene alle terapie».
    «Le funzioni complessive dell'organismo stanno riacquistando la normalità - spiega il parlamentare medico che, nella medesima azienda ospedaliera di Varese, ha fatto nascere i figli di Bossi - Ma il senatore dovrà rimanere in intubazione e respirazione assistita per almeno 24 ore».
    Tomassini è partito ieri mattina in fretta e furia dalla capitale, alla volta di Varese. «Sono legato da molta stima e molto affetto al senatur - sottolinea - e il premier Berlusconi mi ha "precettato" in qualità di medico, amico e conoscitore della struttura ospedaliera, chiedendomi di seguire la situazione».
    Secondo il presidente della Commissione sanità la sedazione potrebbe prolungarsi: «Credo sarà necessario passino almeno 72 ore dall'evento in queste condizioni: sarebbe imprudente abbassare il livello della sedazione farmacologica in questo momento. Tutte le funzioni che erano veramente compromesse al primo soccorso, comunque, hanno reagito molto bene alle terapie. E questo fa ben sperare».
    «Sostanzialmente - spiega il medico - Umberto Bossi è stato colpito da insufficienza cardiaca. Il paziente aveva sofferto in tempi recenti di ipertensione, come accade a molti che fanno politica. In pratica la sua pompa cardiaca, che non ha difetti di per sè, oggi ha perduto qualche colpo. E questo ha creato l'episodio acuto».
    Il professor Giovanni Binaghi, che 13 anni fa aveva assistito il ministro delle Riforme istituzionali e devoluzione, ieri ha ricordato: «Ho curato Umberto Bossi nel 1991, quando ero primario di cardiologia all'ospedale di Circolo di Varese. Si era ripreso molto bene, ma da allora non l'ho più visto». Lo specialista, ora in pensione, si è recato all'ospedale di Varese dopo avere appreso l'accaduto
    «Sono venuto in ospedale a trovarlo» spiega Binaghi. «È passato molto tempo e non sono in grado di fare commenti - aggiunge - Posso solo dire che allora l'onorevole Bossi era stato ricoverato per un episodio coronarico. Era stato sottoposto a coronarografia, quindi ad angioplastica coronarica. Tutto si era risolto al meglio». Bossi «era stato dimesso dopo soli sei giorni. Era in buone condizioni e si era ripreso molto bene - ripete il medico - tanto che aveva potuto affrontare senza problemi la campagna elettorale del 1992 e le successive». Lo specialista ha voluto però rilasciare dichiarazioni sul nuovo malore. «So che stava bene - conclude - ma poi non l'avevo più visto. L'evoluzione di questi problemi va monitorata nel tempo, e poichè non sono stato io a seguirlo non voglio dire nulla di più».
    «Prognosi riservata, ma ritengo possa finire al meglio»


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    Il 16 dicembre, il Senatur si sentì male mentre si trovava a casa sua
    Quella mattina del '91


    Èla seconda volta che Umberto Bossi viene ricoverato d'urgenza per problemi cardiaci. Il primo episodio risale a 13 anni fa. Era la mattina del 16 dicembre 1991. Il Senatur si trovava a casa sua, a Varese. Si sentì male, avvertì dei dolori addominali. Subito venne chiamato il medico di famiglia, che lo accompagnò all'ospedale varesino "Del Ponte". Da qui Bossi venne trasferito al reparto coronarico dell'ospedale multizonale, dove arrivò la moglie Manuela Marrone. Il primo bollettino medico chiarì che Bossi era stato colpito da ischemia miocardica e che le sue condizioni cliniche generali erano «soddisfacenti». Una diagnosi che venne confermata il giorno dopo. Le condizioni del paziente furono definite «ottimali», ma Bossi rimase nel reparto terapie intensive. Ma già il 18 venne spostato in un altro reparto e gli venne consentito di alzarsi dal letto. I medici assicurarono che sarebbe potuto tornare a casa prima di Natale, e così avvenne. Bossi venne quindi dimesso il 24 dicembre. I suoi si preoccuparono che Bossi potesse rimettersi subito a fare la vita di sempre, senza riguardarsi. Lo disse chiaro Maroni: «Ho paura che tra qualche settimana, passato lo spavento, Umberto tornerà a vivere come ha fatto finora, correndo a destra e sinistra, dando tutto di sè per il movimento». Un altro malore, più leggero, ha colpito Bossi il 18 ottobre 1996, al termine di un comizio al palazzetto dello sport di Modena. Bossi, febbricitante per l'influenza, si sentì male dopo cinquanta minuti di discorso e dovette scendere dal palco, pallido in viso. Si sarebbe però trattato solo di uno sbalzo di pressione, come accertarono i medici arrivati immediatamente a soccorrerlo.


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    Maggioranza e opposizione criticano il comportamento di Carra
    L'on. Cè: «Non ha capito nulla della vita chi non scinde la politica dai rapporti umani»


    ROMA - Parole di solidarietà a Umberto Bossi e di condanna per le esternazioni di Carra sono giunte da varie forze politiche. Per tutta la giornata gli auguri e gli attestati di stima si sono mescolati alle critiche per il grave episodio che la mattina aveva interessato l'aula parlamentare.
    «Desidero augurare all'onorevole Bossi una pronta guarigione ed esprimo la mia piena vicinanza umana a tutta la comunità politica della Lega Nord», ha detto il ministro delle Politiche agricole e forestali, Gianni Alemanno, esprimendo la sua «assoluta condanna delle vergognose dichiarazioni rilasciate dal deputato della Margherita Enzo Carra che hanno destabilizzato i lavori parlamentari ed offeso tutto il Parlamento».
    Parole di condanna a Carra sono state espresse anche da diversi rappresentanti leghisti sul territorio.
    Il segretario cittadino della Lega di Varese, Franco Barosi, che ieri mattina si è recato immediatamente all'ospedale dove è stato ricoverato Bossi, ha polemizzato con l'esponente del centrosinistra Carra per quello che è accaduto alla Camera: «Trovo che sia incivile e indegno che qualcuno usi le parole che ha usato Carra in un momento così».
    Ma nella giornata la polemica si è stemperata. L'attenzione di tutti si è focalizzata sulle condizioni di salute del leader della Lega; sono prevalsi il buon senso e il sincero affetto verso un uomo, prima che un politico, conosciuto per la coerenza e la lealtà che mette nelle sue battaglie. Anche i più acerrimi avversari politici hanno voluto testimoniare la loro solidarietà dissociandosi dal comportamento del deputato della Margherita.
    Riferendosi agli incidenti del mattino, il capogruppo leghista Alessandro Cè ha voluto mettere la parola fine commentando: «Tutto i deputati ci sono stati vicini. Sì, credo agli attestati di stima e affetto che sono giunti. E quando qualcuno non sa scindere la politica dai rapporti umani, vuol dire che non ha capito nulla della vita».


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    Tutta la Lega Nord si stringe attorno alla sua grande guida


    Tutta la Lega è al fianco del suo segretario federale. Dal sostenitore della sezione più piccola della Padania fino ai vertici del nostro movimento. Ieri, appena è giunta la notizia del malore che ha colpito Umberto Bossi, numerosi esponenti del Carroccio hanno voluto esprimere i loro auguri.
    Tra i primi a manifestare la propria vicinanza al segretario è stato il presidente del gruppo leghista al Senato Francesco Moro che ha dichiarato di sperare che Bossi: «Si ristabilisca presto e provi l'emozione di ricevere il primo sì alle riforme dall'aula del Senato il prossimo 25 marzo, come stabilito dalla conferenza dei capigruppo».
    Come molti padani anche il segretario della Lige Veneta e sindaco di Treviso Giampaolo Gobbo è stato colto di sorpresa dalla notizia: «Non me lo aspettavo - ha detto -. Auguro al segretario federale Umberto Bossi una velocissima guarigione per averlo al più presto fra di noi». Gobbo auspica anche che «la forza anche fisica di Umberto Bossi possa risolvere questa situazione. Quello che si sta facendo a livello politico - ha concluso Gobbo - mi auguro porti a qualche risultato che possa influire positivamente su Bossi e tranquillizzarlo, sperando nell'arrivo effettivo di queste riforme per le quali si batte da sempre».
    Per Giancarlo Gentilini, vicesindaco di Treviso, quella di ieri: «È una notizia grave per il movimento. Facciamo gli scongiuri - ha aggiunto Gentilini -. Ora ci sarà un rallentamento della sua presenza. La gente però ha bisogno di un capo sempre dinamico, pronto. Vuole che il capo sia sempre sorridente, decisionista»
    «Attendiamo gli esiti dal punto di vista clinico - ha continuato - e poi vedremo quelli dal punto di vista politico. È un momento che non ci voleva, soprattutto ora che c'è tanta maretta a livello di governo romano. Gli auguro - ha concluso Gentilini - una pronta guarigione, certo che ritornerà com'era».
    Appresa la notizia del malore che ha colto il ministro Bossi, il presidente del Consiglio regionale del Veneto, il leghista Enrico Cavaliere, si è immediatamente messo in contatto con la segreteria del Movimento e con il collega presidente del Consiglio della Lombardia Attilio Fontana per accertarsi delle condizioni del leader del Carroccio. Cavaliere «augura all'amico Bossi di ristabilirsi presto e di tornare quanto prima ai suoi impegni e alla sua attività politica in un momento in cui c'è particolare bisogno di lui».
    Anche Manuela Dal Lago, presidente leghista della provincia di Vicenza ha espresso i suoi auguri al segretario federale: «Non ho parole, se non d'affetto e di speranza e confido nella grande tempra di Umberto Bossi». «L'intero movimento leghista veneto - ha proseguito Dal Lago - vive con apprensione questo momento ed è vicino a tutta la famiglia di Umberto Bossi, alla moglie e ai figli e con loro condivide l'ansia, la preoccupazione ma anche la speranza di una pronta guarigione, l'unica cosa che conti veramente in questo momento. Certo che, se potessi parlargli adesso - ha concluso Dal Lago - gli direi: Umberto siamo tutti con te. Vedrai che questa tua nuova battaglia la vinceremo».
    Il sindaco di Padova, Giustina Destro, ha inviato a Umberto Bossi e alla sua famiglia un messaggio per esprimere «i sentimenti di solidarietà e l'augurio, da parte mia e dell'intera giunta comunale di Padova, per una pronta ripresa del leader della Lega Nord. Aggiungo la speranza - dice ancora il primo cittadino, che aveva visto Bossi pochi giorni fa a Padova, trovandolo "in forma, battagliero come sempre" - che egli possa riprendere al più presto la sua piena attività politica e di ministro della Repubblica in un momento tanto delicato per la vita del nostro Paese che sta vivendo una fase impegnativa di riforme e di ammodernamento della vita legislativa, economica e sociale».
    Dalla Liguria è il segretario nazionale e presidente del consiglio regionale, Francesco Bruzzone, a fare «al segretario federale a nome di tutto il Movimento i più affettuosi auguri di pronta guarigione, ricordandogli che tutti i leghisti liguri gli sono vicini in questo difficile momento».
    Anche dall'Emilia arrivano gli auguri a Bossi dal segretario nazionale Angelo Alessandri e da tutti i quadri nazionali: «Non possiamo fare altro che essere vicini al nostro segretario federale e augurargli una veloce e pronta guarigione. È il nostro leader, il condottiero di ogni nostra battaglia e questo suo carattere così forte e deciso non potrà che aiutarlo in questi momenti così difficili. Siamo molto vicini a Manuela e ai suoi figli, non sono soli ad affrontare questi tragici momenti, con loro c'è tutto il popolo padano e tutti coloro che hanno avuto modo di conoscere Umberto. Ci sentiamo - continuano - anche di ringraziare tutti i cittadini e i politici emiliani e romagnoli che in queste ore non ci hanno fatto mancare i loro attestati di solidarietà, che numerosi sono giunti e stanno giungendo alle nostre sedi».


    [Data pubblicazione: 12/03/2004]
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

 

 

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