Quali sono i vostri poeti e le vostre poesie preferite? Insomma, tirate fuori qualcosa che ci possa dare spunti di riflessione filosofica e politica (ma più filosofica, direi).


Quali sono i vostri poeti e le vostre poesie preferite? Insomma, tirate fuori qualcosa che ci possa dare spunti di riflessione filosofica e politica (ma più filosofica, direi).


Salite in autocarro aeropoeti e via che si va finalmente a farsi
benedire dopo tanti striduli fischi di ruote rondini criticomani
lambicchi di ventosi pessimismi
Guasto al motore fermarsi fra Italiani ma voi voi ventenni siete
gli ormai famosi renitenti alla leva dell'Ideale e tengo a dirvi che
spesso si tentò assolvervi accusando l'opprimente pedantismo
di carta bollata burocrazie divieti censure formalismi
meschinerie e passatismi torturatori con cui impantanarono il
ritmo bollente adamantino del vostro volontariato sorgivo a
mezzo il campo di battaglia
Non vi grido arrivederci in Paradiso che lassù vi toccherebbe
ubbidire all'infinito amore purissimo di Dio mentre voi ora
smaniate dal desiderio di comandare un esercito di
ragionamenti e perciò avanti autocarri
Urbanismi officine banche e campi arati andate a scuola da
questi solenni professori di sociologia formiche termiti api
castori
Io non ho nulla da insegnarvi mondo come sono d'ogni
quotidianismo e faro di una aeropoesia fuori tempo spazio
I cimiteri dei grandi Italiani slacciano i loro muretti agresti nella
viltà dello scirocco e danno iraconde scintille crepitano
impazienze di polveriera senza dubbio esploderanno
esplodono
morti unghiuti dunque autocarri avanti
Voi pontieristi frenatori del passo calcolato voi becchini
cocciuti nello sforzo di seppellire primavere entusiaste di gloria
ditemi siete soddisfatti d'aver potuto cacciare in fondo fondo al
vostro letamaio ideologico la fragile e deliziosa Italia ferita che
non muore
Autocarri avanti e tu non distrarti raggomitola il tuo corpo
ardito a brandelli che la rapidità crudele vuol sbalestrarti in cielo
prima del tempo
Scoppia un cimitero di grandi Italiani e chiama Fermatevi
fermatevi volantisti italiani aveva bisogno di tritolo ve lo
regaliamo noi ve lo regaliamo noi noi ottimo tritolo estratto dal
midollo dello scheletro
E sia quel che sia la parola ossa si sposi colla parola possa con
la rima vetusta frusti le froge dell'Avvenire accese dai
biondeggianti fieni di un primato
Ci siamo finalmente e si scende in terra quasi santa
Beatitudine scabrosa di colline inferocite sparano
Vibra a lunghe corde tese che i proiettili strimpellano la
voluttuosa prima linea di combattimento ed è una tuonante
cattedrale coricata a implorare Gesù con schianti di petti
lacerati
Saremo siamo le inginocchiate mitragliatrici a canne palpitanti di
preghiere
Bacio ribaciare le armi chiodate di mille mille mille cuori tutti
traforati dal veemente oblio eterno
(Filippo Tommaso Marinetti, 1944)
L'insuperabile buttato via come carta straccia accusato di essere banale e ripetitivo da una classe di ignoranti professori sessantottini...
.


A me piace Ungaretti.
L'arte di essere P.A.


Cecco Angiolieri.


Mi hai preceduto.
Aggiungerei anche Montale e Saba e di "stranieri" in primis Kipling , oltre che la composizione Haiku in generale
Andando indietro nel tempo Tasso e Ariosto, Padre Dante, Petrarca, Angiolieri.
In generale amo molto la Poesia Dialettale di ogni landa d'Italia, quindi Trilussa,Belli, Pasolini, Baffo, anche qualcosa della Deledda.
Qualche ballata Irlandese. Ma tendono ad essere ripetitive.
Ultima modifica di Miles; 17-10-09 alle 10:41
Preferisco di no.


Ballata Irlandese + Cantata dai Clash + Negri Ammazzati =
Ultima modifica di Miles; 17-10-09 alle 10:43
Preferisco di no.


Poesia=Arthur Rimbaud-un pagano mistico-mirabile,splendido,fantastico.
Tête de faune
Dans la feuillée, écrin vert taché d'or,
Dans la feuillée incertaine et fleurie
De fleurs splendides où le baiser dort,
Vif et crevant l'exquise broderie,
Un faune effaré montre ses deux yeux
Et mord les fleurs rouges de ses dents blanches.
Brunie et sanglante ainsi qu'un vin vieux,
Sa lèvre éclate en rires sous les branches.
Et quand il a fui - tel qu'un écureuil -
Son rire tremble encore à chaque feuille,
Et l'on voit épeuré par un bouvreuil
Le Baiser d'or du Bois, qui se recueille.
Da leggere e rileggere magari in una giornata uggiosa e gravida di sogni.


Ovviamente Brasillach (I Poemi di Fresnes)
William Butler Yeats
Ezra Pound (molto impegnativo)
Friedrich Holderlin
Dino Campana
Guillaume Apollinaire
"I sogni sono i nostri violini segreti"
"Si j'avance, suivez moi. Si je recule, tuez moi. Si je meurs, vengez moi!"


Non amo particolarmente le poesie ma dico Baudelaire.


Xanadu
The Ballad of Kublai Khan
In Xanadu did Kublai Khan
a stately pleasure-dome decree,
where Alph, the sacred river, ran
through caverns measureless to man
down to a sunless sea,
so twice five miles of fertile ground
with walls and towers were girdled round.
and there were gardens bright with sinuous rills,
where blossom’d many an incense-bearing tree.
And here were forests as ancient as the hills,
enfolding sunny spots of greenery.
But O! That deep romantic chasm which slanted,
down the green hill athwart a cedarn cover.
A savage place! As holy and enchanted
as a’er beneath a waning moon was haunted
by woman wailing for her demon lover.
In from that chasm, with ceaseless turmoil seething,
as if this Earth in fast thick pants were breathing,
a mighty fountain momently was forced,
amid who’s swift half-intermitted burst,
huge fragments vaulted like rebounding hail,
or chaffy grain beneath the thresher’s flail,
and ’mid these dancing rocks at once and ever,
it flung up momently the sacred river.
Five miles meandering with a mazy motion,
through wood and dale the sacred river ran.
Then reach’d the caverns measureless to man,
and sank in tumult to a lifeless ocean.
And ’mid this tumult Kublai heard from afar
ancestral voices prophesying war!
The shadow of the dome of pleasure
floated midway on the waves
Where was heard the mingled measure
from the fountain and the caves.
It was a miracle of rare device
a sunny pleasure dome with caves of ice.
A damsel with a dulcimer
in a vision once I saw.
It was an Abyssinian maid,
and on her dulcimer she played,
singing of mount Abora.
Could I revive within me
her symphony and song.
To such a deep delight ’twould win me,
that with music loud and long,
I would build that dome in air!
Thy sunny dome! Those caves of ice!
and all who heard should see them there!
and all should cry, Beware! Beware!
his flashing eyes! his floating hair!
Weave a circle round him thrice,
and close your eyes with holy dread!
for he on honey-dew hath fed,
and drunk the milk of Paradise.
Xanadu
La ballata di Kublai Khan
In Xanadu si fece costruire
Kubla Khan un duomo di delizie:
Dove Alfeo, sacro fiume, verso un mare
Senza sole giù correva
Per caverne che l’uomo non può misurare.
Per cinque e cinque miglia di fertile suono
Lo circondò con torri e mura;
C’erano bei giardini, ruscelli sinuosi,
Alberi da incenso in fioritura;
C’erano boschi antichi come le colline
E assolate macchie di verzura.
Ah quel romantico abisso che sprofondava
Obliquo la verde collina in un folto di cedri!
Luogo selvaggio! Luogo santo e fatato
Quale fu mai visitato a una luna calante
Da una donna in sospiri per il suo dèmone amante!
E dall’abisso, fremente in continuo tumulto,
Quasi scotesse la terra un cupo affanno di palpiti,
Una possente fontana d’un tratto sprizzò:
E tra i suoi scrosci semintermittenti
Balzavano enormi frammenti come di grandine
O di grano che salta battuto dal battitore:
E in questa danza di pietre-cristalli
Il fiume sacro nasceva improvviso.
Per cinque miglia serpeggiando fluiva
Il fiume sacro fra boschi e piccole valli,
Giungeva a caverne che l’uomo non può misurare,
Poi sfociava in tumulto a un oceano senza vita:
E nel tumulto Kubla udì le voci remote
Degli antenati che predicavano guerra!
L’ombra del duomo di delizia
Fluttuava sull’acqua a mezzo via,
Dove si confondeva il ritmo sovrapposto
Della fontana e delle grotte.
Era un prodigio di rara maestria:
Antri di ghiaccio e cupola solatìa
Una fanciulla con salterio
Io vidi in una visione:
Era una giovane Abissina
E col suo salterio sonava,
Del Monte Abora cantava.
Potessi in me resuscitare
Quel suo canto e melodia,
Vinto di gioia ne sarei,
Di piena musica nell’aria
Quel duomo anch’io fabbricherei,
Quelle grotte di ghiaccio, la cupola di sole!
E ognuno che ascoltasse li vedrebbe,
Tutti gridando: attento! Attenti!
I suoi occhi di lampo, le sue chiome fluenti!
Fargli tre volte intorno un cerchio,
Chiudi gli occhi con santo timore,
Perché con rugiada di miele fu nutrito
E bevve latte di paradiso.