Riferimento: Perchè deve sempre prevalere il paradigma progressista?
L'intervento numero 14 è da applausi, complimenti per l'analisi seria ed imparziale.
vi dico il mio punto di vista, da progressista, se lo trovate fuori luogo cancellatelo pure.
Bisogna distinguere 2 tipologie di trasformazione:
- trasformazioni nel campo etico-morale (liberalismo opposto a reazione)
- trasformazioni nel campo economico (socialismo opposto a liberismo)
in uno stato democratico un movimento/partito ottiene potere se riesce ad interpretare le preferenze della classe media (definita come gruppo più numeroso non come piccola borghesia).
nel campo etico-morale la tendenza storica va verso la liberalizzazione dei costumi (con pause, scarti in avanti, non in modo lineare), penso che questo comportamento sia attribuibile alla progressiva perdita di fiducia nella morale tradizionale. Dovuta probabilmente ai modelli educativi che devono per forza di cose rendere conto dei punti di vista più disparati. E' la possibilità di scegliere/osservare che porta con se questa trasformazione della società.
nel campo economico non esiste una tendenza storica di semplice interpretazione, perchè la classe media per migliorare la propria condizione non è di per se vincolata a scelte di carattere socialista o liberista. E più in generale le 2 concezioni dell'economia in qualche caso vanno a cozzare contro la dura realtà, obbligando i movimenti a prendere decisioni di segno opposto a quello della tradizione del movimento stesso. In generale il campo economico prevale su quello etico-morale e questo provoca i "rallentamenti" di cui parlavo prima.
Riferimento: Perchè deve sempre prevalere il paradigma progressista?
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Originariamente Scritto da
00_Void
L'intervento numero 14 è da applausi, complimenti per l'analisi seria ed imparziale.
vi dico il mio punto di vista, da progressista, se lo trovate fuori luogo cancellatelo pure.
Bisogna distinguere 2 tipologie di trasformazione:
- trasformazioni nel campo etico-morale (liberalismo opposto a reazione)
- trasformazioni nel campo economico (socialismo opposto a liberismo)
in uno stato democratico un movimento/partito ottiene potere se riesce ad interpretare le preferenze della classe media (definita come gruppo più numeroso non come piccola borghesia).
nel campo etico-morale la tendenza storica va verso la liberalizzazione dei costumi (con pause, scarti in avanti, non in modo lineare), penso che questo comportamento sia attribuibile alla progressiva perdita di fiducia nella morale tradizionale. Dovuta probabilmente ai modelli educativi che devono per forza di cose rendere conto dei punti di vista più disparati. E' la possibilità di scegliere/osservare che porta con se questa trasformazione della società.
nel campo economico non esiste una tendenza storica di semplice interpretazione, perchè la classe media per migliorare la propria condizione non è di per se vincolata a scelte di carattere socialista o liberista. E più in generale le 2 concezioni dell'economia in qualche caso vanno a cozzare contro la dura realtà, obbligando i movimenti a prendere decisioni di segno opposto a quello della tradizione del movimento stesso. In generale il campo economico prevale su quello etico-morale e questo provoca i "rallentamenti" di cui parlavo prima.
Grazie dei complimenti e benvenuto.
Riferimento: Perchè deve sempre prevalere il paradigma progressista?
Condivido le affermazioni di Mr.Right quando dice che non esiste nella Storia una divisione manichea tra Bene e Male,più che altro esiste un continuum della storia,una continua evoluzione nella quale però c'è sempre qualche cosa da preservare,questo è il "compito"della Destra.
Riferimento: Perchè deve sempre prevalere il paradigma progressista?
Citazione:
Originariamente Scritto da
Mr. Right
Il post 14 potrebbe sembrare in contraddizione col precedente post 8, ma non è così.
Il nostro mondo sembra andare a sinistra, in realtà va per i fatti suoi, ovvero rimane in fondo sempre lo stesso. Cambiano soltanto le apparenze. La Rivoluzione francese ha iniziato un ciclo storico, ma altri cicli erano sorti in precedenza e altri presumibilmente verranno.
Rallegriamoci, dunque, perchè la rottura non è mai l'elemento predominante, quanto l'equilibrio.
Giustissimo; io però vedo con timore ed un certo affanno questo continuo allentamento della morale e dei costumi.
Forse l'allarme è eccessivo (già Cicerone esclamava "O tempora! O mores!"), ma ci troviamo non molto distanti dal baratro, se già oggi l'aborto, l'eutanasia, i matrimoni fra omosessuali, i comportamenti lassi ed effemminati, i piaceri mondani e sfrenati dilagano. Tipici segni di una civiltà in via di disgregazione, rilassamento e declino.