Oggi, in treno, immerso nei miei pensieri, ad un tratto mi sono chiesto: perchè devono sempre prevalere il paradigma, l'interpretazione ed il giudizio progressista?
Perchè la (supposta) "superiorità morale" e culturale della sinistra influenza così in profondità le valutazioni comuni sui personaggi e sulle vicende storiche e politiche?
Faccio un esempio: guardiamo a Bush. Un Presidente vituperato, fatto a pezzi dall'opinione intellettuale, con riverberi inevitabili sulle considerazioni del pubblico, della "gente" di strada.
E ancora: Benedetto XVI. Una guida della Chiesa che si limita a ribadire precetti ed insegnamenti fondamentali, e che al più si mostra attento e vicino alla tradizione. Viene oggi bollato come un vecchio ed inacidito conservatore, chiuso in una gabbia dorata autocostruita, sclerotizzato e fermo su posizioni antiquate.
Invece, i ben noti progressisti alla moda, amati ed idolatrati, sono sulla cresta dell'onda.
Alcuni osano persino affermare che la sinistra italiana, politicamente debolissima ed in frantumi, può ancora offrire all'Italia "la miglior classe dirigente possibile", mentre a destra ci sarebbero solo nani, ballerine ed inetti.
Personaggi odiosi come Carla Bruni sono adorati, venerati...si pende dalle loro labbra.
Una destra ancora culturalmente marginalizzata, nonostante le vittorie politiche, non riesce a rovesciare il paradigma, non riesce a prevalere.
E io mi chiedo: siamo forse "figlio di un dio minore"?![]()




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