Tra il 2003 e il 2008 il numero di stranieri residenti in Italia è più che raddoppiato,
portandosi a 3,4 milioni di persone, circa il 6 per cento della popolazione. Nel
confronto con i principali paesi europei, gli immigrati residenti in Italia rappresentano
una quota più bassa di popolazione; sono più giovani e meno istruiti.
Gli stranieri hanno tassi di partecipazione al mercato del lavoro superiori a quelli
degli italiani. Tuttavia, come in altri paesi avanzati interessati da flussi migratori rilevanti,
l’aumento dell’offerta di lavoro dovuto all’immigrazione non sembra in media aver
avuto effetti negativi sulle retribuzioni o sulle prospettive occupazionali dei nativi.