Risultati da 1 a 2 di 2
  1. #1
    Kalki
    Ospite

    Predefinito Camerata addio, il sogno di una generazione ribelle nella Latina degli anni settanta

    Compratevi questo libro:



    Pierluigi Felli
    Camerata addio
    Il sogno di una generazione ribelle nella Latina degli anni settanta
    Edizioni Novecento, dicembre 2003, pp. 128, Euro 12,00


    Un testo che una volta tanto narra con ironia e sarcasmo le vicissitudini di un ragazzo fascista nell'Agro Pontino, soffermandosi anche sui lutti che hanno purtroppo caratterizzato quegli anni.

    Il testo è godibilissimo e si lascia leggere con estrema facilità.
    Da antologia l'attacco della narrazione:
    "Mettiamo subito le cose in chiaro: sò laziale e fascista. Se, quindi, avete dei preconcetti, mettetevi pure a fare qualcos'altro."


    Per ordinare: http://www.novecentolibri.com/

  2. #2
    Kalki
    Ospite

    Predefinito

    Da: http://www.agenziacomunica.it/module...tagli&aid=1420



    Anni di piombo visti da destra

    Roma - “Camerata addio” è la storia di Sante Corbara, detto Barabba, laziale e fascista, perennemente in bilico tra ideali e disincanto. Alle vicende del protagonista fa da scenario la cruda cronaca degli anni di piombo e degli scontri in piazza, attraverso un racconto dallo stile brillante ed immediato, che si snoda tra la Latina nera degli anni ’70 e la Rhodesia in agonia di Ian Smith, estremo lembo dell’Africa bianca.

    E’ in questo contesto che Sante Corbara matura la sua coscienza di soldato politico. Gli estremisti di destra di Latina e i mercenari rhodesiani appartengono ad un mondo che non esiste più, ma che ha rappresentato comunque il sogno di una generazione anticonformista e ribelle.

    Crescere a Latina-Littoria e finire in una sezione del MSI sembra essere stato un percorso obbligato negli anni ’50 così come negli anni ’70. La narrazione di questo viaggio politico sta diventando una moda letteraria, inaugurata dal successo del romanzo di Antonio Pennacchi, “Il Fascio Comunista” e proseguita proprio dal racconto di Pierluigi Felli. Biografie politiche diverse, ma che partono entrambe da una città, Latina, che ha ritrovato la voglia di raccontarsi e di misurarsi con i propri padri.

    La Latina degli anni ’70 infatti domina l’impianto del romanzo di Felli, approdato ad un certo punto della sua vita nella federazione missina di Via Pio VI. Ma, tra le motivazioni, non c’è il mito delle “paludi redente”: “Scelsi di diventare un neo fascista - dice di sè il protagonista - ma per quale motivo proprio bene non lo sapevo. Forse perché i laziali sò tutti fasci o perché a carnevale mi vestivo da indiano e non da cow-boy. Sarà stato – continua l’autore – per la Lazio, per gli indiani, per aver letto “Militia”, perché mi sentivo solo o perché ho sempre avuto un debole per le cause perse”.

    Latina non più città fantasma, allora, ignorata per la sua identità troppo legata al Ventennio, ma crocevia di passioni e di sogni di rivoluzione degni di revival letterari, al di là degli angusti confini della destra e della sinistra. Un’ impronta politica che ancora sopravvive con energia, visto che dopo due mandati da sindaco ad Ajmone Finestra, oggi la città è ancora governata da un altro ex missino, Zaccheo, impegnato al pari del suo predecessore, a recuperare una memoria storica capace di dare alla città un ruolo e una fisionomia ben delineati.

    Non stupisce dunque che Latina sia anche la protagonista di romanzi politici di successo, dal momento che si tratta di una comunità vitale, proiettata verso il futuro proprio perché ormai consapevole delle proprie radici. Uno dei meriti di questo libro è quello di raffigurare la generazione di destra di quegli anni come una comunità che viveva, pulsava, amava e sognava anche prima che le contingenze della politica la sdoganasse e le affidasse le leve del potere. E che, anzi, a quelle leve è giunta tutto sommato preparata proprio perché non dalle fogne veniva, ma dalla pancia autentica della società italiana.

    Un ulteriore, innegabile, merito del romanzo è quello di aver strappato quella stessa generazione all’oblio colpevole di chi oggi si occupa di politica (e di destra post missina) ignorandone il mondo culturale di riferimento.

    (com.unica/antoninopiccione)

 

 

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