Biglietto anonimo annuncia attentati in Comune. Rafforzate le misure di sicurezza
Cremona, minacce islamiche
CREMONA - Momenti di tensione e preoccupazione negli uffici comunali di via Geromini che si occupa dei permessi rilasciati al Centro islamico di via Massarotti. Ieri, infatti, è stato trovato un biglietto anonimo che, per il prossimo 25 marzo, annuncia tre attentati dinamitardi all'interno degli uffici: nella stessa strada si trova anche l'abitazione di Mourad Trabelsi, l'ex imam della moschea di Cremona arrestato l'anno scorso e detenuto nel carcere di San Vittore, perché ritenuto un fiancheggiatore dei terroristi islamici. La Giunta, riunitasi ieri, ha valutato quanto accaduto ed ha preso una serie di misure di sicurezza. Il comandante della polizia locale distaccherà agenti che opereranno all'ingresso delle sedi comunali; le forze dell'ordine rafforzeranno la vigilanza attorno alle sedi comunali; ed oggi gli assessori incontreranno i rappresentanti del personale per informarli sui provvedimenti che verranno adottati perché tutti i dipendenti possano svolgere il loro lavoro in condizioni di tranquillità e sicurezza.
«Mi auguro che il gesto di queste lettere anonime non sia riferibile al terrorismo, che sia un gesto di pessimo gusto e non un minaccia», commenta l'accaduto l'onorevole leghista Andrea Gibelli. «In ogni caso ritengo che debbano essere adottate misure straordinarie per consentire alla gente di vivere la loro quotidianità con la massima sicurezza. Rimane sullo sfondo che tutto questo si poteva evitare, visto che il sindaco, da tre anni, tergiversa su un atteggiamento troppo permissivo».
Intanto l'altro ieri i partiti del Polo, all'opposizione nel Comune di Cremona, avevano depositato, la richiesta di un Consiglio straordinario interamente dedicato alla moschea ed ai suoi problemi. La seduta si terrà il 24 marzo. L'iniziativa del centrodestra è corredata dalle firme di dieci esponenti di Forza Italia, Alleanza Nazionale e Lega Nord. Nella medesima riunione verrà trattata la mozione di censura al sindaco Paolo Bodini e alla Giunta, presentata da Carroccio e An per la "linea morbida" tenuta dall'amministrazione municipale sul Centro islamico, giudicata "buonista" dall'opposizione.
Il Comune ha respinto la domanda avanzata dai musulmani di aprire una scuola coranica all'interno della palestra della frazione cremonese di San Felice dove i fedeli di Allah temporaneamente si riuniscono per la preghiera in attesa siano ultimati i lavori di ristrutturazione della loro sede storica, in città, in via Massarotti.
Intanto, la Corte d'Appello di Brescia si pronuncerà il 26 maggio sulla causa di sfratto promossa dai proprietari dell'immobile dove ha sede la moschea, respinta in primo grado l'8 aprile 2003. Se i giudici bresciani confermeranno questa sentenza, gli islamici non si muoveranno da via Massarotti fino al 2008, a meno che per una delle inchieste giudiziarie in corso nei confronti dei responsabili del Centro, tutti indagati o incarcerati dal 1998 a oggi per presunti rapporti con il terrorismo, la magistratura o la prefettura non ne decidano la chiusura.
Onorevole Gibelli, cosa pensa di questa situazione?
«Vorrei dire al sindaco di Cremona Paolo Bodini che sono state trasgredite le più elementari regole della convivenza civile, che la scuola coranica non era in regola, non c'erano né rispetto né regole amministrative, le norme dell'Asl sono state ignorate, la scuola era presente nella moschea e non aveva attivato, a quanto risulta, la procedura per la parificazione. E ancora, si sono nascoste a Cremona persone coinvolte in indagini relative al terrorismo internazionale. A tale proposito sono state raccolte documentazioni agghiaccianti su attentati ipotizzati a Milano e a Cremona; e nonostante tutto questo non c'è stato un islamico che abbia mai denunciato quanto accadeva nella moschea di Cremona. Non si è mai accorto di nulla. E quindi chiederei all'amministrazione che cosa pensa di una comunità islamica che a parole professa la convivenza civile ma che volutamente non fornisce elementi per comprovare un atteggiamento responsabile.
«Visto e considerato che quello che è accaduto a Madrid ha un legame culturale con le persone che sono state a Cremona, l'atteggiamento a maglie larghe da parte dell'amministrazione ha permesso quella soglia di impunità che ha fatto la fortuna dei presunti terroristi. Premesso tutto ciò mi auguro che il consiglio comunale di Cremona tiri le somme di una situazione politica in città oramai intollerabile e che porti alle dimissioni del sindaco. In sintesi, Bodini tolga il disturbo»
[Data pubblicazione: 18/03/2004]




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