In origine postato da Mr2
Come potrai immaginare non le tengo sull'Hd![]()
sprecone....![]()


In origine postato da Mr2
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Non ritengo il FN un partito che possa essere considerato come punto di riferimento per la destra radicale. Inoltre il "lepenismo" ha una genesi tutta sua che ha le sue radici nel bonapartismo, nel nazionalismo sciovinista francese.... nel cattolicesimo tradizionale eccetera...A parte lodevoli figure di spicco (Vial) non vedo emergere nulla che riesca ad entusiasmarmi.


...riprendo il messaggio:In origine postato da Mr2
Completerò il messaggio quando avrò un po' di tempo.
L'evoluzione della tecnologia poi, secondo quest'ottica, non è il prodotto dell'attività di una persona/gruppo di persone che, tramite un'attività di sperimentazione empirica, approfondisce una conoscenza, ma si potrebbe quasi vederla come - con un paragone un po' azzardato con Hegel ma che comunque rende l'idea - una "fenomenologia della tecnologia", ossia un percorso all'infinito in cui questo elemento si manifesta ed attua in forme sempre più complete nei diversi settori (medicina, fisica, elettronica, etc.), "incarnandosi" via via in persone geniali che "scoprono" e "inventano".
L'uomo poi non ha mai esperienza diretta della tecnologia.
Non la sente, non riesce a rapportarcisi in modo diretto, percepisce solo le sue manifestazioni, ma è attratto da essa e desidera poterla "penetrare", comprendere, anche se facendolo ne distruggerebbe l'illusione, un po' come il ritardato di Lawrence (era lui? non ricordo) che, nel desiderio di penetrare e comprendere la tenerezza di un coniglio, pensando di accerezzarlo lo stritola.
Anche in questo caso c'è il collegamento con l'AVERE frommiano: quelli che vengono identificati come oggetti che sono partecipi della sostanza della "tecnologia", sono oggetti di desiderio per avere nella propria proiezione di sè anche l'identificativo della "tecnologia".
Mi farebbe piacere conoscere l'idea di Paul al riguardo.
Già che ci sono e visto che lo considero persona sveglia, mi farebbe anche piacere chiedergli a suo avviso un bilancio del fascismo dal punto di vista sociale non riguardo i "risultati ottenuti" ma per i "risultati anelati". Mi spiego meglio: come giudica il modello dell'uomo che il fascismo intendeva plasmare.
Giorgio Manganelli scriveva [vado a memoria]: ''la tecnologia è la versione moderna della magia''. Credo sia una definizione che s'avvicina al tuo modo d'intendere la cosa.
Tiene poi presente il fatto che la mechané greca nasce proprio come ''espediente, ingegnosa invenzione che permette di trarsi d'impaccio in una situazione imbarazzante, e di prendere il sopravvento su una forza della natura contraria e superiore'' [J. P. Vernant]. Quindi, la tecnica ''macchinica'' instaura, a mio parere, più un rapporto di dominio con la natura che non un rapporto ''mediato'' [che invece mi pare affidato ad altri aspetti culturali dell'uomo, in primis il pensiero mitico-religioso].
Sul fascismo rispondo in seguito...
non vincerà Le Pen, e se vincerà l'europa non gli permetterà certo di governare.
Amo la francia, e mi girerebbero le palle se venisse deturpata da una forza reazionaria e fascista. Non penso che i francesi siano cosi coglioni.
Per fortuna che in italia, invece nonostante vinca berlusconi la gente non sia ancora cosi idiota da far tornare il fascismo.
continuate a blaterare camerati, il vostro posto è il cestino della storia, con tutto rispetto.


In origine postato da Emiliano
non vincerà Le Pen, e se vincerà l'europa non gli permetterà certo di governare.
Amo la francia, e mi girerebbero le palle se venisse deturpata da una forza reazionaria e fascista. Non penso che i francesi siano cosi coglioni.
Per fortuna che in italia, invece nonostante vinca berlusconi la gente non sia ancora cosi idiota da far tornare il fascismo.
continuate a blaterare camerati, il vostro posto è il cestino della storia, con tutto rispetto.
E' arrivato pulcinella...
ah che bello quando la lega era antifascista, federalista e libertaria...
altro che adesso che elogia gente come merdHaider e Le Pene...![]()
Sul fascismo
L''uomo fascista' era sicuramente in controtendenza con la vera natura dell'italiano [per intenderci, quella descritta da Leopardi nel ''Discorso sopra..."]. Da ciò il suo intrinseco fallimento e la sua paradossale ''antitradizionalità'' [ossia la sua volontà di fuoriuscire dal tradizionale modo d'essere dell'italiano], testimoniata dalla necessità di ricollegarsi con la romanità, saltando a piè pari un duemila anni di storia.
Esperimento a mio parere grandioso, pur nel suo ''necessario'' fallimento.