Ecco un altro anti-giornalista della scuderia del Prescritto del Consiglio !
In estrema sintesi : riceve una offerta per del materiale che farebbe sicuramente AUMENTARE (e non di poco) le copie vendute . Lo rifiuta perché ritiene l’argomento poco serio .
Poco serio ? ma valà … serio , anzi serissimo … tanto serio da indurlo ad alzare la cornetta e avvisare l’avvocato del suo padrone che c’è appunto sul “mercato” questa offerta
In tempi record (leggete l’articolo qui sotto) si trova un PM che emettte un’ordinanza di sequestro sul materiale documentario in trattativa , per violazione della privacy
Domanda (ingenua) : non poteva limitarsi a respingere l’offerta ? Occorreva anche fare la SPIATA ? E che giornalista sarà mai questo Belpietro .. che le notizie (sì , lo so , scabrose …) non solo non le pubblica (e fin qui , umanamente , lo capiamo) ma anzi avvisa l’AVVOCATO del suo padrone per farle ritirare dal mercato affinchè nessun altro le pubblichi (e qui invece ci fa un po’ schifo) ?
http://www.ilbarbieredellasera.com/a....php?sid=17193
31.05.2009
Chi fa la spia non è figlio di Panorama
di Luigi Irdi
Panorama, i meno giovani lo ricorderanno, è stato un grande giornale di informazione e di inchieste
Confesso che questa mattina ci sono rimasto male. Vado in edicola a comprare i giornali, sfoglio e cerco, ma nisba. Cosa mi aspettavo? Forse, da inguaribile sognatore quale sono, mi aspettavo una levata di scudi della stampa nazionale a favore del collega fotoreporter Antonello Zappadu. Una decina di euro buttati.
Come tutti oggi sanno Antonello Zappadu è il fotografo a cui la Procura della Repubblica di Roma ha sequestrato qualche centinaio di fotografie in cui si fa la fotocronaca delle feste organizzate dal premier Silvio Berlusconi nella sua bella villa in Sardegna, nonchè degli arrivi all'aeroporto di Olbia dei voli militari con gli ospiti del nostro presidente del consiglio, ivi compreso il suo menestrello di fiducia Mariano Apicella.
Ora, senza scomodare la libertà di informazione, che pure andrebbe scomodata eccome, mi interessa discutere un aspetto particolare della questione.
Come si legge nell'esposto presentato al Garante per la Privacy dall'avvocato Niccolò Ghedini per conto di Berlusconi, tutto nasce dal direttore di Panorama Maurizio Belpietro.
Panorama, i meno giovani lo ricorderanno, è stato un grande giornale di informazione e di inchiesta e confesso che proprio su Panorama, nel Medio Evo di Lamberto Sechi, ho scritto i miei primi articoletti firmati pallino nero, come si usava in dì lontani.
Sarà per questo che la cosa mi ha colpito particolarmente. Insomma, che succede? Che Belpietro, grazie a un suo giornalista, viene a sapere che che Antonello Zappadu ha scattato un sacco di foto che farebbero venire l'acquolina in bocca a decine di giornali, quelli veri.
Nella villa di Berlusconi girano un po' di tette al vento e sotto le docce di villa Certosa, nulla di particolarmente pruriginoso, pare, nulla di diverso da ciò che i rotocalchi di gossip, in prima fila "Chi", la Novella 200 del gruppo Berlusconi, pubblicano ogni settimana.
Belpietro, si legge sempre nell'esposto, decide di non acquistare le fotografie. Giusto. Non si puo' dire che rientrino nella sua linea editoriale.
Solo che poi che fa? Fa la spia.
Chiama l'avvocato Niccolò Ghedini, il quale avverte Berlusconi, e insieme decidono di mobilitare il Garante per la Privacy per impedire la diffusione delle foto. Ghedini e Berlusconi trovano perfino una lesta Procura della Repubblica di Roma che procede immantinente al sequestro senza nemmeno sapere di che si tratta.
Attenzione alle date. Belpietro telefona a Ghedini il giorno 26 maggio, nel tardo pomeriggio. Lo scrive Berlusconi stesso nella sua denuncia. Diciamo un paio di giorni per l'esposto al Garante e arriviamo al 28. Il 30 le foto sono già sequestrate dalla Procura. La giustizia funziona ed è rapida come il fulmine.
Non solo il sequestro, ma perfino la tentata truffa. Per avere Zappaddu spiegato ai suoi interlocutori di Panorama che in giro ci sono altri acquirenti potenziali come il rotocalco Gente. Insomma un banale tentativo di alzare il prezzo del prodotto, un espediente di trattativa. Non succederà, lo so, ma è come se io o voi, se fossi (foste) un giornalista di successo, ricevuta un'offerta da un giornale rilanciassi sul tavolo ventilando l'offerta di un giornale concorrente. Da oggi sappiamo che questa è una truffa.
Torniamo a Belpietro. Che le foto dei gustosi party di villa Certosa siano tecnicamente una notizia, nessuno lo puo' negare. Se sono una notizia le tette di una velina qualunque figuriamoci quelle delle gentili ospiti del presidente.
E dunque abbiamo il direttore di un grande giornale, Panorama, che si precipita a mettere sull'avviso chi farà sì che questa notizia venga bloccata, soppressa, incriminata, inguattata e fatta sparire. Un direttore che non solo decide di non pubblicare nulla, e questo, ci mancherebbe, è una sua libera scelta, ma che sente l'irresistibile bisogno di mobilitare l'apparato legale del suo datore di lavoro.
Qualche giorno fa, ricorderete, a Ballarò, il direttore Belpietro si è molto alterato perchè il segretario del Partito Democratico Dario Franceschini lo ha definito "un dipendente di Berlusconi".
Belpietro ha reagito con veemenza, colpito davvero su un nervo scoperto e gridando all'etere, analogico e digitale, che lui lo stipendio lo prende dalla Mondadori (di proprietà del presidente del consiglio Berlusconi) e che dipende solo dalla sua coscienza di giornalista.
Luigi Irdi




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