spesso succede, si sa.
una situazione di disagio, qualcosa che da tempo non ci va e ci trasciniamo dietro: arriva la goccia, l' episodio magari non così significativo in quanto tale ma in quel momento capace di far traboccare il vaso e farti prendere delle decisioni.
per me è stato così nei giorni scorsi, leggendo del decreto salva calcio e della posizione presa da fini.
una frase, in particolare, ai miei occhi si è tramutata nella fatidica goccia: "studieremo il modo di non danneggiare troppo quelle società che sono in regola con i pagamenti".
in quella frase c'è la santificazione di un italia che noi tutti detestiamo.
è l' italia dei furbetti, di quelli collusi col potere, di quelli che mentre tu stavi di guadia erano a casa perchè grazie a qualcuno avevano saltato il servizio militare, di quelli che ti guardano con l' aria di superiorità perchè sei in fila alla asl, l' italia cialtrona e sciatta di cui tutti, qualche volta, abbiamo sentito senza colpa il marchio addosso nello sguardo di uno straniero.
basta.
con rispetto per presidente, balilla e tanti amici onesti di an, la mia corsa finisce qui.
non voglio più sentirmi complice.
il mio voto, questa classe dirigente, non lo becca più.
con tristezza infinita.




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