I nostri soldati non possono stare senza un re e, accantonato il cipollinico savoia, chi meglio di me, ingegnere, ex militare ed, udite udite, pure transilvanico, potrebbe ricoprire questo incarico?
Che pena mi fanno, i poveri colleghi rimasti in caserma, quasi fossero meschini come i fanti costretti a difendersi con il rossore delle loro gote piuttosto che con degli improbabili fucili che cagionerebbero l'ilarità della gente, resa padrona da una costituzione pacifista e volta al comune fruimento del bene, piuttosto che alla violenza.
Meschini più dei loro genitori sono i rampolli, cresciuti in fretta all'ombra della chioccia, incapaci di giungere i legacci delle scarpe, o di far fronte alle necessità della famiglia senza drogarsi, o fingere bulimia ed anoressia, quasi le palle o la fica fossero stati dispensati esclusivamente al genitore armato.
Questo baraccone di comparse senza sangue fa male alla vista di chi onora il decoro e la forza di un corpo costretto agilmente in una mente intelligente ed audace, lo sgomento è simile a quello di chi, persino in politica, od in incarichi istituzionali preso, affetta un sorriso a sottoposti che farebbero brandelli da fiera di quei bastardi dei loro figli, coglioni forse come la madre, come solitamente si afferma.
Siamo stanchi dell'invidia di una confindustria o di un corpo docente che vuole un nepotismo di prepotenza, senza l'adeguata preparazione fisica e mentale, soprattutto siamo stanchi di una giustizia che non si riesce più ad amministrare.
Cerchiamo allora un nuovo re, noi Jason, cioè qualcuno da invidiare in modo istituzionale, senza fiaccare la pazienza di chi non ha tempo per uccidere o per scatenare guerre, dovendo conquistare il mondo.
Al carabiniere che va in Iraq noi diciamo: ehi eunuco, dove cazzo vai se non te lo ordina il tuo sovrano?
Ho parlato.




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