PORDENONE / La giunta di sinistra lo vuole, ma la Lega chiede una consultazione popolare
Pier Luigi Pellegrin
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PORDENONE - Voto agli immigrati: a Pordenone referendum in vista. Sulla questione è oramai guerra aperta tra la maggioranza ulivista e la Lega Nord. Il centro sinistra, infatti, durante l'ultimo consiglio comunale ha presentato una mozione nella quale si impegna la giunta comunale a favorire il voto agli immigrati per le elezioni amministrative.
Non è stata, invece, discussa una mozione della Lega Nord sullo stesso argomento (dalle conclusioni ovviamente contrarie a quelle del centrosinistra). Il consigliere del Carroccio, Albertino Gabana, ha pertanto deciso di dare immediatamente fuoco alle polveri.
"Riteniamo - ha dichiarato l'esponente della Lega Nord - che la decisione di attribuire il voto agli immigrati debba passare obbligatoriamente attraverso una consultazione popolare-referendaria che chiami i cittadini pordenonesi ad esprimersi su di un argomento che riguarda direttamente il loro destino. Il diritto di voto è la pietra angolare della democrazia rappresentativa e proprio per questo motivo non è possibile concederlo in maniera così semplicistica, legandolo alla mera residenza lavorativa, come alcuni vorrebbero".
Il consigliere leghista respinge al mittente anche la connessione tra il lavoro, il pagare le tasse e il diritto al voto. "Sono solamente dei pretesti - taglia corto Gabana - perché le tasse si pagano per garantire determinati servizi alla comunità, non sono certo un automatico lasciapassare né per l'urna elettorale e nemmeno per la piena appartenenza a quella comunità.
In ogni caso mi sembra ovvio che dovrà essere l'immigrato, qualora ne possegga i requisiti richiesti, a richiedere la cittadinanza e quindi a votare". Da ricordare, tra l'altro, che la costituzione conferisce cittadini il diritto di voto senza distinguere tra voto politico e voto amministrativo. Il passaggio locale, quindi, rischia di essere nient'altro che il piede di porco per arrivare a una svolta ben più radicale. Il ricorso al referendum sembra dunque lo strumento migliore per stroncare sul nascere una pericolosa iniziativa. Tanto più che nei mesi scorsi i banchetti della Lega Nord, per la petizione contro la concessione del voto agli immigrati, avevano visto una grande partecipazione dei cittadini pordenonesi. "In effetti - commenta Gabana - ci sono state tantissime persone, molte anche non leghiste, che oltre a firmare ci esortavano vivamente a portare avanti questa battaglia".
Le procedure per avviare il referendum consultivo prevedono, secondo lo statuto comunale pordenonese, dapprima la richiesta di 40 cittadini iscritti nelle liste elettorali comunali, mentre successivamente la sottoscrizione autenticata al referendum di almeno 1.500 persone (anch'esse iscritte nelle liste elettorali pordenonesi). La domanda sarà poi vagliata da un'apposita commissione.
Nel frattempo la Lega Nord proseguirà la sua battaglia dai banchi dell'opposizione. "Da parte nostra - fa sapere Gabana - non intendiamo più partecipare alle discussioni su mozioni in favore del voto agli immigrati, mentre contemporaneamente procederemo con le pratiche per avviare la consultazione referendaria perché su di un argomento tanto delicato è giusto che ognuno prenda le proprie responsabilità: i cittadini pordenonesi, infatti, hanno il diritto di conoscere in maniera chiara e inequivocabile la posizione di tutti i soggetti politici presenti in municipio".
[Data pubblicazione: 25/03/2004]




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