Risultati da 1 a 5 di 5
  1. #1
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    06 Jun 2009
    Messaggi
    15,872
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Bertinotti: ''Iraq, ripartiamo da Prodi''



    Lodo Zapatero. Intervista al segretario del Prc
    Bertinotti: ''Iraq, ripartiamo da Prodi''
    Sull'Iraq i deputati che hanno votato 'no' avanzino una proposta comune. Dalla Francia arriva la conferma della sconfitta del liberismo. Il problema è l’impianto programmatico con cui la sinistra risponde ad una nuova domanda politica

    “Pur con qualche distinguo, mi sembra che le posizioni di Romano Prodi sulla politica estera traccino un nuovo terreno di discussione comune”. Fausto Bertinotti, impegnato a Strasburgo nei lavori del parlamento europeo, è disponibile a ragionare insieme su nuove iniziative del centrosinistra e di Rifondazione contro la guerra in Iraq. Coglie l’occasione per avanzare una proposta e dire la sua sul voto delle amministrative in Francia.

    Hai già espresso un giudizio positivo sull’articolo di Prodi apparso sul “Corriere della sera” di sabato scorso dove si ritiene illegittimo l’intervento armato in Iraq e si auspica un intervento dell’Onu. Possiamo ragionarci meglio.
    Lo faccio volentieri. Dico subito che sono molto d’accordo con la proposta di Prodi, anche se vorrei che fosse meglio precisata per evitare margini di ambiguità. Parto da quello che va bene. Innanzitutto, il nesso ritrovato tra l’articolo 11 della nostra Costituzione e il coerente rifiuto della continuazione della guerra in Iraq, sulla base della considerazione della sua inaccettabilità per via di un giudizio politico concreto e della sua mancanza di legittimità. E’ condivisibile anche il tentativo di delineare una specie di filosofia che tende a spingere al limite l’intervento militare nel mondo solo nella fattispecie in cui convivano due elementi: il rischio di genocidio e la legittimazione da parte dell’Onu. Al di là della mia valutazione sulla guerra come tabù, è indubbio che Prodi assuma una posizione interessante pur contraddetta dallo stesso di Prodi quando poi scrive di una specie di “interventismo democratico”. Non lo dico per il gusto di discutere sul passato, ma perché potrebbe dar luogo a una sorta di “terza via” tra gli artefici della “guerra preventiva” e i pacifisti. La difesa degli interventi in Afghanistan e nei Balcani da parte di Prodi è contraddittoria: a Kabul il genocidio non c’era, nei Balcani non c’era il consenso dell’Onu. Bisogna uscire in modo duraturo da una condizione in cui guerra e terrorismo la fanno da padroni.

    Tornando all’Iraq…
    Qui c’è un punto non risolto, nonostante Prodi ribadisca l’errore della guerra e dica che se fosse al governo non avrebbe portato l’Italia a partecipare al conflitto: resta indeterminato il passaggio dall’attuale quadro di guerra alla condizione di pace. Come avviene questo passaggio? Quali sono le condizioni perché l’intervento dell’Onu non possa essere considerato un semplice maquillage? A me pare che il punto politico discriminante è rimuovere l’occupazione militare. Non basta che l’Onu intervenga con una modifica degli assetti di comando, occorre rimuovere l’occupazione militare dell’Iraq con la presenza di paesi che non hanno partecipato a quella stessa occupazione.

    Cosa si può fare come opposizione per dare sostanza alle indicazioni di Prodi? Noi abbiamo avanzato l’idea di una mozione unitaria del centrosinistra e di Rifondazione per evitare che si arrivi al 30 giugno, data dell’ulteriore rinnovo della presenza militare italiana in Iraq, con le divisioni del recentissimo passato.
    Sono d’accordo. Sarebbe bene che alla Camera l’onere propositivo poggiasse sui 64 deputati che hanno votato “no” alla prosecuzione della missione italiana. Loro stessi potrebbero avanzare una proposta a tutte le forze dell’opposizione. Capitalizzando la scelta fatta che ha avuto un gigantesco riscontro nella manifestazione pacifista del 20 marzo e di fronte al fatto nuovo prodotto dall’intervento di Prodi sul “Corriere”, quale che sia la gamma delle articolazioni del giudizio positivo su quel testo, quei 64 deputati potrebbero lavorare insieme per avanzare una ipotesi. Lo auspico.

    Veniamo al voto francese che premia la sinistra, oggi non possiamo non parlarne. E’ solo un “effetto Spagna”?
    Nel voto francese vedo una tendenza generale. In quel paese la “questione pace” assume un valore secondario, vista la posizione della Francia contro la guerra. Nel voto francese il problema centrale è la contestazione delle politiche liberiste. Qui c’è una tendenza effettivamente europea, l’effetto Spagna è relativo. E’ la ragione che spiega un voto “contro”, sia in Francia ma anche in Germania dove perde il partito di Schroeder nei lander. Cresce dovunque un’opposizione popolare alle politiche neoliberiste. Ovviamente, le destre sono più esposte su questo terreno e pagano di più. In Francia è premiata la sinistra, grazie anche all’assetto di “gauche plurielle” che è in grado di intercettare meglio quel tipo di opposizione e di domanda politica. Resta, in Francia e nel resto d’Europa, il tema di qual è l’impianto programmatico che raccoglie queste critiche al neoliberismo. Insomma, la sinistra vince perché perde la politica delle destre. Ma non basta.
    [Aldo Garzia]

  2. #2
    Socialismo e Nazione
    Data Registrazione
    06 Nov 2003
    Località
    Italia
    Messaggi
    9,389
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Ci saranno tavole rotonde e quadrate, dibattiti e convegni e, arrivati al 30 giugno, ...i coraggiosi "moderati riformisti" decideranno di non decidere, né più né meno di come hanno sempre fatto.

  3. #3
    Ospite

    Predefinito

    INTANTO ZAPETERO E' UN CONVINTO ANTIMILITARISTA


    La Spagna raddoppia a sorpresa il suo contingente in Afghanistan


    DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
    MADRID - Il futuro governo socialista resiste alle pressioni ed è fermamente deciso a mantenere la sua promessa elettorale di ritirare i 1.300 soldati spagnoli dall'Iraq se alla scadenza del 30 giugno il controllo della situazione in quel Paese non sarà passato all'Onu. Intende però dimostrare il suo forte impegno nella lotta al terrorismo internazionale raddoppiando il numero dei militari in Afghanistan da 125 a 250, il prossimo agosto. A differenza che in Iraq, dove il premier in pectore Zapatero ripete che si è attuata «una guerra ingiusta, immorale e illegale», la missione in Afghanistan già si svolge sotto l'egida dell'Onu, nell'ambito delle responsabilità della Nato e agli ordini dell'Eurocorpo, principale strumento militare a disposizione dell’Unione europea. Un intervento militare sotto il triplice ombrello dell'Onu, della Nato e dell’Ue si inserisce pienamente nei nuovi orientamenti della politica estera spagnola, a favore della diplomazia multilaterale e contraria alle guerre preventive. È un quadro giuridico che il nuovo leader pensa sia indispensabile per una partecipazione spagnola. Il raddoppio del contingente in Afghanistan è un tentativo, nemmeno troppo camuffato, di allontanare le critiche degli Stati Uniti e della Gran Bretagna all'annunciato ritiro dall'Iraq. I socialisti spagnoli ricordano che in territorio afghano e non in Iraq si combatte contro Al Qaeda, la nebulosa terrorista che sta dietro gli attentati dell’11 settembre negli Stati Uniti e dell’11 marzo a Madrid.
    Fatte le elezioni e proclamato il vincitore, occorre almeno un mese per il trasferimento dei poteri dal governo uscente al governo entrante. È molto tempo e possono accadere stranezze come quella di ieri. Il previsto avvicendamento delle truppe spagnole in Iraq ha dato luogo a un balletto di ordini e contrordini protrattosi per tutto il pomeriggio. Centosessanta militari erano pronti ad imbarcarsi all'aeroporto di Saragozza direzione Iraq. Avevano già spedito i bagagli e salutato i familiari ma, all'ultimo momento, il volo è stato sospeso, per non specificate «ragioni tecniche», fino a nuovo ordine. La catena tv Cnn, citando fonti degne di fede, ha detto che la decisione era stata presa dal capo del governo uscente Aznar indispettito, a quanto pare, per non avere ricevuto per iscritto dal premier in pectore Zapatero la posizione del prossimo governo socialista sull'avvicendamento dei soldati in Iraq previsto fra ieri e metà aprile.
    Zapatero si era negato sostenendo che si trattava di un problema la cui responsabilità «ricade sul governo in funzione». Passate tre ore, quando la situazione sembrava bloccata, il ministero della Difesa ha annunciato che i militari potevano partire. Il nuovo governo si sente appoggiato dall'opinione pubblica nella sua decisione di lasciare l'Iraq. Un sondaggio commissionato dalla radio Cadena Ser ha stabilito che il 72% degli spagnoli sono favorevoli al ritiro se l'Onu non assumerà un ruolo centrale. Solo il 15% si è detto di opinione contraria.

    Mino Vignolo

  4. #4
    Moderatore
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    La Lupa romana è una cagna bastarda che muore allattando 2 figli di puttana
    Messaggi
    8,866
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    In Origine Postato da Malik
    INTANTO ZAPETERO E' UN CONVINTO ANTIMILITARISTA


    La Spagna raddoppia a sorpresa il suo contingente in Afghanistan


    DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
    MADRID - Il futuro governo socialista resiste alle pressioni ed è fermamente deciso a mantenere la sua promessa elettorale di ritirare i 1.300 soldati spagnoli dall'Iraq se alla scadenza del 30 giugno il controllo della situazione in quel Paese non sarà passato all'Onu. Intende però dimostrare il suo forte impegno nella lotta al terrorismo internazionale raddoppiando il numero dei militari in Afghanistan da 125 a 250, il prossimo agosto. A differenza che in Iraq, dove il premier in pectore Zapatero ripete che si è attuata «una guerra ingiusta, immorale e illegale», la missione in Afghanistan già si svolge sotto l'egida dell'Onu, nell'ambito delle responsabilità della Nato e agli ordini dell'Eurocorpo, principale strumento militare a disposizione dell’Unione europea. Un intervento militare sotto il triplice ombrello dell'Onu, della Nato e dell’Ue si inserisce pienamente nei nuovi orientamenti della politica estera spagnola, a favore della diplomazia multilaterale e contraria alle guerre preventive. È un quadro giuridico che il nuovo leader pensa sia indispensabile per una partecipazione spagnola. Il raddoppio del contingente in Afghanistan è un tentativo, nemmeno troppo camuffato, di allontanare le critiche degli Stati Uniti e della Gran Bretagna all'annunciato ritiro dall'Iraq. I socialisti spagnoli ricordano che in territorio afghano e non in Iraq si combatte contro Al Qaeda, la nebulosa terrorista che sta dietro gli attentati dell’11 settembre negli Stati Uniti e dell’11 marzo a Madrid.
    Fatte le elezioni e proclamato il vincitore, occorre almeno un mese per il trasferimento dei poteri dal governo uscente al governo entrante. È molto tempo e possono accadere stranezze come quella di ieri. Il previsto avvicendamento delle truppe spagnole in Iraq ha dato luogo a un balletto di ordini e contrordini protrattosi per tutto il pomeriggio. Centosessanta militari erano pronti ad imbarcarsi all'aeroporto di Saragozza direzione Iraq. Avevano già spedito i bagagli e salutato i familiari ma, all'ultimo momento, il volo è stato sospeso, per non specificate «ragioni tecniche», fino a nuovo ordine. La catena tv Cnn, citando fonti degne di fede, ha detto che la decisione era stata presa dal capo del governo uscente Aznar indispettito, a quanto pare, per non avere ricevuto per iscritto dal premier in pectore Zapatero la posizione del prossimo governo socialista sull'avvicendamento dei soldati in Iraq previsto fra ieri e metà aprile.
    Zapatero si era negato sostenendo che si trattava di un problema la cui responsabilità «ricade sul governo in funzione». Passate tre ore, quando la situazione sembrava bloccata, il ministero della Difesa ha annunciato che i militari potevano partire. Il nuovo governo si sente appoggiato dall'opinione pubblica nella sua decisione di lasciare l'Iraq. Un sondaggio commissionato dalla radio Cadena Ser ha stabilito che il 72% degli spagnoli sono favorevoli al ritiro se l'Onu non assumerà un ruolo centrale. Solo il 15% si è detto di opinione contraria.

    Mino Vignolo
    Bhè Zapatero ha detto che li ritirerà dall'iraq, ma non ha detto che poi li manderà in Afghanistan che sotto alcuni aspetti è molto peggio dell'iraq
    Tu che odi dio e la vita cristiana
    Senti la sua presenza come un doloroso cancro
    Vengano profanate e profanate aspramente
    Le praterie del cielo bagnate di sangue

    Odiatore di dio
    E della peste della luce

    Guarda negli occhi paralizzati di dio
    E sputa al suo cospetto
    Colpisci a morte il suo miserevole agnello
    Con la clava

    Dio, con ciò che ti appartiene ed i tuoi seguaci
    Hai mandato il mio regno di Norvegia in rovine
    I tempi antichi, le solide usanze e tradizioni
    Hai distrutto con la tua orrida parola
    Ora vai via dalla nostra terra!

  5. #5
    Registered User
    Data Registrazione
    14 Jan 2003
    Messaggi
    1,244
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Ma scusa che c'è di comune nella posizione di Bertinotti e Prodi:il primo vuole il ritiro incondizionato,il secondo vuol lasciare le truppe in Iraq

 

 

Discussioni Simili

  1. Risposte: 28
    Ultimo Messaggio: 27-10-07, 12:18
  2. Bertinotti vs Prodi
    Di Templares nel forum Conservatorismo
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 23-05-07, 17:49
  3. Prodi Da Bertinotti
    Di John Galt nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 21-02-07, 20:50
  4. Prc/ Iraq Libero:solidarieta' A Ferrando, Bertinotti Con Gli Usa
    Di Zefram_Cochrane nel forum Sinistra Italiana
    Risposte: 17
    Ultimo Messaggio: 16-02-06, 14:07
  5. Risposte: 16
    Ultimo Messaggio: 14-11-05, 14:35

Tag per Questa Discussione

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito