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Tu sei distratto:
"Deus est auctor mali quod est poena, non autem mali quod est culpa".
Sesto post del thread. Non c'è niente da aggiungere.
E' abbastanza evidente da sé che ha poco senso giudicare l'Assoluto secondo canoni umani, arbitrari e relativi.
Una certa cultura laica secolarizzata si permette di giudicare Dio (pur senza credervi, anzi appunto per questo). Un'altra cultura non lo farebbe.
Constata pure quello che vuoi. Comprendi solo che accusare Dio di essere ingiusto significa rinunciare all'unico criterio non relativo e non arbitrario di giustizia.
La conoscenza è registrazione fattuale di ciò che è. Le valutazioni non rientrano nella conoscenza.
Insomma il metro di perfezione è il giudizio di Voyager, per sua stessa ammissione prodotto umano e relativo di una cultura storicamente determinata.
Forse, l'Islam non è una religione ispirata da Dio.
O forse, quei versetti che incitano all'odio, sono stati successivamente modificati/alterati dagli uomini.
La sofferenza, il dolore, è la conseguenza di un'azione negativa, che parte dalla violazione della Legge Divina, che noi siamo liberi o no di seguire.
In fondo, se non esistesse il dolore, non esisterebbe neanche il piacere. O sbaglio?
E' la legge degli opposti.
Quindi, mi racconti, il dolore è un accadere che si genera a seguito di un’azione negativa compiuta dall’uomo, e se è così, in tale azione non può non esservi colpa. Ma che azione riprovevole – quindi che colpa - rinvieni in colui che nasce già deforme, senza aver potuto ancora agire? Rinvieni una qualche colpa da addossare all’agire umano anche nell’infuriare degli elementi naturali? Il tuo ragionamento tende a subordinare e rendere conseguente il dolore ad un’azione negativa impregnata di colpa. E’ questa, l’azione negativa, a procurar dolore. La nozione di male è abbastanza congenere al dolore, alla sofferenza. Il dolore scaturisce dal male e la nozione del male – perlomeno la nozione a noi accessibile - è strettamente e inscindibilmente connessa al dolore; per effetto di un’evidente proprietà transitiva, colpa, dolore e male sono strettamente collegati. Ma che colpa riesci a scovare nell’uomo, nel suo agire (evita di citare l’inconsistente paradigma dello sfruttamento delle risorse della natura ad opera dell’uomo… è ben altra cosa, spero sia chiaro che in quel che scrivo, tale eventuale colpa legata all’opera dell’uomo, pur potendo esserci, è di per sé esclusa dal novero), se gli eventi naturali intersecano le esistenze degli uomini cagionando loro dolore e sofferenza?
Su questo piano nessuna contraddizione è concepibile, dal momento che è bene ciò che vuole Dio. Il bene e il male non esistono come entità distinte da ciò che il Signore ci comanda, a meno che tu non presupponga luciferinamente di essere arbitro del bene e del male al posto di Dio.
Deforme rispetto a cosa? Chi stabilisce che gli esseri debbano essere fatti in un modo e non altrimenti? Il giudizio della società?
Se il mio capriccio desiderasse che fossi nato biondo, sarebbe un buon motivo per rimproverare Dio? Che non sia Lui il giudice della natura e della posizione da assegnare a ciascun essere?
Scusa la domanda apparentemente impertinente. SE come ci racconti - evidente che lo conosci assai bene - Dio non può contraddire se stesso, si può da ciò arguire che l'onnipotenza divina sia condizionata e ponga - forse per atto di volizione - alla sua onnipotenza un vincolo cui questa ed Egli stesso debbano sottostare ed adeguarsi? Che Dio sia davvero vincolato al pdnc? ma se Dio è il legislatore dell'universo, e se il pdnc è una norma universale, il legislatore stesso non potrebbe - sempre per atto di volizione - sovvertire e/o modificare la norma, facendo in modo, per esempio, che infine il 3 sia 4?
Il principio di non contraddizione concerne la logica descrittiva, mentre la fissazione di norme procede da una decisione.
Secondo la dottrina spiritista, alcune sofferenze (compreso il luogo di nascita) che subiamo in questa vita, che apparentemente non sono causate da noi, discendono da colpe che sono causate da azioni negative (violazione della Legge Divina) che abbiamo commesso in vite precedenti.
E, a volte, i difetti fisici presenti sin dalla nascita, possono essere semplici effetti del decorso della natura.