



In nulla, infatti. L’imperfezione non è rinvenibile nell’eventuale mancanza di libero arbitrio, bensì, assai più semplicemente, nella sofferenza e nel dolore gratuiti. Mi sembri distratto, te l’ho già scritto. Il libero arbitrio è altro argomento che nulla ha a che vedere con l’imperfezione di Dio, perlomeno per quel che mi riguarda e interessa. Potresti rileggere con maggior attenzione, sono certo che eviteresti questi intermezzi.
Se posso permettermi: altra distrazione. Io non ho affermato e non affermo che il Creatore sia imperfetto perché ha creato esseri imperfetti, al più questa è solo una sua diretta responsabilità. Ho asserito che il sospetto che lo sia risiede nel fatto che se certe dottrine (orbe?), avendo attribuito alla creazione una perfezione che in effetti non ha, avessero ragione nel ritenere la Creazione immagine e speculum della perfezione divina, anche il Creatore, se in essa Egli rispecchia la sua perfezione, deve essere alquanto imperfetto. Tutto qui. Mentre non inficia l’eventuale perfezione divina l’aver creato esseri imperfetti, ma che ci si decida: la Creazione è perfetta, quindi priva di ogni lacuna e manchevolezza, oppure non lo è, pertanto certe dottrine sarebbero davvero orbe.Che gli esseri che ha creato secondo la sua volontà non siano perfetti non rende il Creatore meno perfetto. Significa soltanto che non sono suoi pari.
Non è la finitudine dell’uomo ad inquisire Dio; neppure è in grado d’insinuare alcun sospetto circa la sua imperfezione; è bensì la sofferenza ad indurre il dubbio. La sofferenza, che proprio nulla ha a che vedere con la necessità della morte, è perciò stesso gratuita e sintomo ed evidenza di un morbo patogeno che impregna da sempre la creazione e, per proprietà transitiva, Dio stesso. Se quindi è gratuita – sempre stimando con il metro dell’uomo, ricordati che a noi umani null’altro conviene -, non essendo indispensabile per preservare l’economia del creato, perciò stesso espone di quest’ultimo la nefanda imperfezione. Se la Creazione, imperfetta, è immagine divina, o se attraverso la stupefatta ammirazione delle sue incantevoli bellezze è possibile, per induzione, risalire a Dio e alla sua esistenza e bellezza (in senso lato), nondimeno, attraverso la visione dell’orrido, anch’esso insito nella creazione, è parimenti possibile risalire, sempre per induzione, all’imperfezione divina.
Questo ho scritto, il resto è una tua indebita e arbitraria aggiunta o interpretazione.
Concordo in pieno. Neppure la pretesa apologia della presunta perfezione del Creato è in grado di garantirla dall’imperfezione o renderne meno evidenti i caratteri chiaramente lacunosi. Questo, forse, non fa parte di alcun disegno o piano predisposto dal Creatore, bensì ne denuncia il limite e l’imperfezione. Se poi vuoi credere alla retribuzione post mortem, buon pro, neppure questa tua credenza potrà rendere perfetto ciò che è limitato e imperfetto. Come vedi le due opinioni – la mia e la tua, tali sono, non montiamoci la testa - stanno allo stesso livello d’inconcludenza. Ma il confronto o disputa non può avvenire su questo piano, sarebbe quantomeno prevedibile uno stallo insormontabile o non aggirabile. La discussione dovrebbe trovare un punto d’appoggio che graviti sulla sensatezza o meno di certe proposizioni che si attribuiscono da un lato al magistero e alla dottrina delle religioni (forse circoscrivere ad una religione risulterebbe più agevole), e dall’altro a posizioni che tendono a negare la perfezione divina, fino a giungere a ripudiarne addirittura l’esistenza (cosa che non mi sognerei mai di voler dimostrare, lo riterrei un esercizio eccessivamente concettuale e poco proficuo – facendo appello alle palesi incongruenze presenti nella Bibbia, mi limito solo ad insinuare un sensato e plausibile dubbio).Se il "male" avesse una parte nel piano? Che qualcuno non gradisca questo o quello non inficia minimamente la perfezione del Creato. E ogni eventuale colpevole violazione di leggi poste da Dio avrà la sua retribuzione nel Giorno del Giudizio (predestinata oppure no).
Chiarissimamente ciò è vero. Il mondo prescinde da ogni mia paturnia e continua a girare a dispetto di ogni mia accusa rivolta al Creatore. Forse perché dei miei commenti Dio non sa che farsene, oppure, forse più plausibilmente, pietosamente li ignora, o forse ancor più probabilmente il mondo, la natura, il divenire prescindono dalle costruzioni umane, così come pare se ne fottano del tutto di un Dio creato ad immagine e somiglianza di disperati bisognosi di conforto. Però, non puoi negarlo, credo sia altrettanto vero e indubitabile, che per girare come fa ogn’ora, il mondo non ha alcuna necessità della tua lapidaria o aforistica apologia. Detto questo, se si procede oltre con questo strambo metodo, i passi avanti nel tentativo di capirci fra di noi non saranno mai né tanti né proficui. Pertanto rinuncio al ping pong e al preziosissimo apporto dei tuoi intermezzi epitaffiali."Infettante", "deflagrare"... anche senza questo lessico terroristico il mondo continua a girare su sé stesso, e se Dio esiste provvederà alla giustizia ultraterrena per quanto concerne le eventuali colpe degli uomini. Altrimenti no.
«No so che farci! Attendo con pazienza che Andrea inserisca la sua dimostrazione circa l'impostura di Vittorio Messori
Grazie.»


Interessante prospettiva: io sapevo che la temperatura è un modo di misurare il calore, definibile come movimento delle particelle che compongono un corpo. In questo senso il freddo è definibile come assenza di quel movimento.
Qual è dunque il rapporto tra calore e temperatura? Forse è opportuno specificare ulteriormente il problema prendendo in considerazione campioni di pari volume, densità e peso specifico, ma uno più caldo dell'altro. Vediamo così se il paragone con il male concepito come assenza di bene continua a reggere.
Resurgens


A parità di volume e di densità ( o peso specifico che dir si voglia) e di conseguenza a parità di massa sicuramente esisteranno sostanze aventi calori specifici diversi :giagia:
La quantità di calore da somministrare ad un'unità di massa per elevare di una unità la sua temperatura può essere quindi sensibilmente diversa da un campione all'altro. :giagia:
L'impossibile non esiste :giagia:


Per quale motivo il dolore - solo perché sgradito da qualche creatura - debba costituire una "imperfezione" è e rimarrà un mistero.
A rendere singolare il tuo j'accuse contro l'universo non è tanto l'irrilevanza quanto l'arbitrarietà dei rimproveri.
"Orsù, daccapo!" (Zarathustra).
Ultima modifica di Prinz Eugen; 20-10-09 alle 13:15


Il freddo dunque (se ho capito bene... sono sei anni che non studio più fisica...) sarebbe da intendersi come un calore specifico più basso, intendendo con quest'ultimo concetto la quantità di calore (ossia di movimento) da somministrare per provocare uno stesso aumento di temperatura?
Se questo è vero, tornando alla metafora sul male da cui il discorso è partito, il male sarebbe una "resistenza" particolarmente elevata al bene? Ovvero una caratteristica intrinseca dell'essere in questione?
Se è vero e la metafora resta valida, allora il discorso di Einstein è errato perché errato il paragone (e resta dunque da dimostrare se Dio ha creato il male); se è vero e la metafora non è più valida, il concetto del "male come assenza di bene" dovrebbe essere rispiegato, sebbene difficilmente una spiegazione potrebbe essere efficace come quella di Einstein; se è falso... tutto da rifare?
Resurgens


Il male presente qui sulla Terra è il risultato delle nostre azioni, del nostro libero arbitrio.
Il bene e il male non esistono, esiste solo la Legge.
Chi segue la Legge, Divina si intende, pratica il cosidetto bene, chi non segue la Legge, pratica il cosidetto male.
Essendo Dio perfetto, la sua Legge deve essere logicamente perfetta.
Se la sua Legge è imperfetta, non possono esistere margini di miglioramento, indi per cui non può esistere una Legge "migliore".
Ultima modifica di Jared; 20-10-09 alle 17:20


"Così penseremo di questo mondo fluttuante: una stella all'alba; una bolla in un flusso; la luce di un lampo in una nube d'estate; una lampada tremula, un fantasma ed un sogno:"
(Sutra di diamante)


No, sostanzialmente un corpo "freddo" è ad una temperatura inferiore ad uno "caldo" ed il calore non c'entra.
O meglio, un corpo caldo ha, a parità di massa, un rapporto "CaloreInterno/CaloreSpecifico" più elevato di uno freddo.
E se fosse il Bene ad essere semplicemente l'assenza di Male?onf:
Ultima modifica di Una Qualsiasi Pietra; 20-10-09 alle 18:26
L'impossibile non esiste :giagia:


Compiere un'azione che causa dolore ad un'altra persona: questa è un'azione negativa, per la Legge Divina.
Odiare gli altri: questa è un'azione negativa, per la Legge Divina.
Queste due azioni (che sono semplici esempi) sarebbero potute essere "impostate" come positive, per volere di Dio.
E' la Legge del Progresso, a cui tutti noi, anime/spiriti/essere viventi, "dobbiamo sottometterci" (per il nostro "bene", ovviamente esiste il libero arbitrio, ognuno è libero di fare ciò che vuole).
In fondo, se non esistesse la Legge Divina, ci sarebbe l'anarchia totale, o sbaglio?
E può esistere un universo senza leggi (anche fisiche, chimiche ecc.)?