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    Desaparecido
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    Predefinito Colao: si' al quarto operatore, ma non virtuale

    Un quarto operatore GSM in Italia sarebbe il benvenuto, purché non si chieda poi agli operatori esistenti di salvarlo comprandone i pezzi. No invece all'operatore virtuale mobile prima delle scadenze previste nelle licenze GSM. Questa la reazione di Vittorio Colao, a.d. di Vodafone Italia, dopo aver ascoltato ieri le parole del Garante tlc Enzo Cheli sulla riallocazione delle frequenze Tacs. Il presidente dell'Authority ha detto che sul mercato italiano potrebbe a breve entrare un operatore virtuale, cioè una società che offre servizi GSM utilizzando le reti degli operatori già esistenti.

    Il ministro Gasparri, inaugurando a Milano l’Associazione Stampa Estera, ha ribadito che “ci sono ancora frequenze disponibili, non so però se si presenterà qualcuno perché ci vogliono requisiti, risorse e capacità tecnologiche. Se si presentasse qualcuno sarebbe un fatto curioso, dal momento che come ministro mi sono trovato a gestire la chiusura del quarto operatore di telefonia mobile Blu”. "Un quarto operatore - ha detto Colao a margine del workshop sulle tlc tenutosi a Napoli - sarebbe il benvenuto, perchè la concorrenza fa sempre bene. Non ci chiedano però di raccoglierne poi i pezzi se va gambe all'aria o di accettare condizioni asimmetriche che lo favoriscano". " Se qualcuno pensa ad introdurre l'operatore virtuale - ha proseguito Colao - prima delle scadenze previste (2008, ndr), siamo pronti ad aprire un contenzioso di dimensioni rilevanti".

    Il ministero delle Comunicazioni deve riallocare sia le frequenze Tacs, sistema in mano a Tim ma destinato alla scomparsa, sia alcune frequenze rilasciate dal ministero della Difesa. Sono tre le opzioni che ministero e Authority stanno vagliando: ridistribuire le frequenze ai tre operatori esistenti (Tim, Vodafone e Wind), a titolo oneroso o meno, dare una nuova licenza ad un'altro operatore oppure avviare la nascita dell'operatore virtuale.

    Colao avverte che in quest'ultima ipotesi "si aprirebbe un contenzioso enorme su quanto pagato per le licenze UMTS: i tempi erano definiti al 2008, impossibile anticipare".

    Il CEO di Vodafone Italia ha poi affrontato altri due temi 'caldi' di questi giorni: il possibile rinvio degli obblighi di copertura UMTS previsti per fine giugno e la possibile vendita delle licenze UMTS di Ipse2000.

    Sul fronte della copertura UMTS, Vodafone "è a posto, la copertura è stata raggiunta già a fine mese. Se il ministro decide per una proroga, la accetteremo. Quello che non vogliamo - ha detto Colao - è che l'eventuale proroga sia un ulteriore stimolo a un blocco delle reti da parte del territorio". La paura, in sostanza, è che le amministrazioni comunali approfittino della proroga per impedire l'installazione di nuove antenne per la telefonia mobile di terza generazione.

    Da sottolineare che Enzo Cheli, Garante tlc, ha detto: “Non siamo ancora stati investiti di questo tema e comunque un'eventuale decisione riguarderebbe sia il ministero delle Comunicazioni che l'Autorità' per le Tlc”.

    Ipse dovrebbe secondo Colao "restituire al ministero le frequenze UMTS per il mancato rispetto di obblighi di legge, ma bisogna essere realisti". In ogni caso le frequenze "potrebbero interessare Vodafone, ma solo se vendute ad un prezzo consono alle attuali condizioni di mercato. L'aspetto che di più ci interessa è che il prezzo delle frequenze sia fissato alle condizioni di mercato".

    "Il prezzo - ha spiegato Colao - dovrebbe tenere conto delle svalutazioni attuali rispetto ai prezzi fissati per l'UMTS in un momento di euforia della Borsa". Per ora "non ci sembra che sia partito - ha aggiunto Colao - un processo ufficiale di vendita, quindi stiamo a vedere".

    Infine, l'a.d. di Vodafone ha annunciato che l'accordo di esclusiva Rai-Tim potrebbe essere impugnato davanti all'Antitrust. "La Rai - ha detto Colao - è un servizio pubblico che ricava proventi dal canone, quindi non si capisce a che titolo rivende i contenuti in esclusiva. Inoltre il sistema, con questi accordi privilegiati, non si sviluppa. I nostri consulenti stanno studiando il caso per un eventuale ricorso".

    "Credo - ha concluso Colao - che il rapporto tra Tim e Rai abbia degli aspetti giuridici interessanti per tanti nostri consulenti. Ne abbiamo parlato con la Rai, ha detto che valuterà cosa fare. Noi riteniamo che le chiusure e le esclusive sul mondo dei contenuti non sono nell'interesse né dei consumatori né dell'industria".
    Spira il vento.

  2. #2
    Desaparecido
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    Predefinito Gasparri: no al quarto operatore GSM

    Il ministro Gasparri è d'accordo con quanto affermato ieri dall'a.d. di Vodafone Italia, Vittorio Colao: il quarto gestore mobile GSM non può essere virtuale. "L'ipotesi di avere un quarto gestore mobile virtuale non è un'ipotesi oggi praticabile" ha detto il ministro delle Comunicazioni a margine del workshop sulle tlc organizzato a Napoli dall'Authority.

    "Non ci sono le possibilità né tecniche né finanziarie per avere oggi un quarto operatore GSM che usi la rete degli altri gestori, ci sono questioni temporali che differiscono nel futuro questa ipotesi". Come noto, le licenze UMTS prevedono la possibilità di un operatore virtuale solo nel 2008. "Non possiamo creare illusioni - ha detto Gasparri - quindi occorre agire con prudenza e saggezza, avendo cura di non far nascere società reali e non virtuali".

    "Sul piano delle procedure - ha spiegato il ministro - lo spazio per un quarto gestore mobile esiste. Ma nella realtà, un quarto gestore mobile c'era (Blu, ndr) ed è stato necessario accompagnarlo alla chiusura". "Non mi pare - ha concluso Gasparri - di vedere all'orizzonte soluzioni credibili, anche perché la moltiplicazione degli operatori sul mercato tlc è stata ridimensionata dalla realtà".

    Possibilista invece il Garante tlc Enzo Cheli, che ha spiegato: “La possibilità di sostituire Blu con un altro operatore GSM dipende da un'analisi di mercato che l'Autorità condurrà in base alle indicazioni UE”.
    Spira il vento.

  3. #3
    Desaparecido
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    Predefinito Consultazione pubblica per il quarto gestore GSM

    Dopo le discussioni dei giorni scorsi sulla possibilità di avere in Italia un quarto gestore GSM con il no di Gasparri e il sì condizionato di Colao, l'Autorità garante per le comunicazioni ha avviato ufficialmente una consultazione pubblica.

    E' in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale l'avviso di "consultazione pubblica concernente la procedure di assegnazione di diritti d’uso delle frequenze destinate al servizio GSM pubblico ad un nuovo operatore ed ai gestori esistenti".

    Con il meccanismo della consultazione pubblica, l’Autorità intende "acquisire commenti, elementi di informazione e documentazione relativi alle misure regolamentari in materia di rilascio degli ulteriori diritti d’uso per le frequenze GSM ad uso pubblico, incluse quelle relative all’eventuale ingresso di un nuovo operatore nel relativo mercato".

    La banda allocata al GSM 1800 MHz a livello internazionale è costituita da 75 MHz, di cui attualmente 45 assegnati su tutto il territorio nazionale ai gestori GSM (Tim, Vodafone, Wind), 20 MHz assegnati dal piano nazionale di ripartizione delle frequenze (PNRF) al Ministero della Difesa e potrebbero essere liberati a seguito di esigenze di sviluppo del mercato, 5 MHz sono nella disponibilità esclusiva del Ministero della Difesa e pertanto non allocati al GSM pubblico, ed infine una porzione da 5 MHz è assegnata temporaneamente all’operatore Wind nelle 16 maggiori città italiane.

    Complessivamente secondo l'Autorità esistono dunque le condizioni per l’assegnazione di frequenze ad un nuovo gestore pubblico GSM (ovviamente 3, operatore con sola licenza UMTS, ha titolo a considerarsi nuovo entrante GSM).

    Potrebbero essere assegnabili almeno 20 MHz di banda a 1800 MHz e un’ulteriore dotazione di 5 MHz del ministero della Difesa potrebbe essere liberata a fronte di un concreto interesse da parte del mercato.

    La necessità di verificare l’interesse per un nuovo operatore nel mercato nazionale era già stata sottolineata dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato, secondo cui il resto della banda disponibile va assegnato mediante procedure concorsuali che consentano anche di verificare l’ingresso di nuovi operatori.

    In tema di dotazione frequenziale per l’eventuale nuovo entrante, l'Autorità sottolinea che "occorre valutare se sia utile un’assegnazione di frequenze anche a 900 MHz".

    Il vantaggio di una dotazione su entrambe le bande 900 e 1800 MHz riguarda la possibilità di pianificare una rete cosiddetta multilayer. Lo svantaggio è che per la realizzazione di una rete a doppio strato sono in genere necessari investimenti maggiori, per dotarsi di strumenti ed apparati di entrambi i tipi.

    Per tali motivi, ed anche per la maggiore disponibilità di banda a 1800 MHz rispetto a 900 MHz (35 MHz contro 75 MHz), storicamente le reti a 900 MHz sono state appannaggio degli operatori incumbent mentre i nuovi operatori hanno avuto dotazioni solo a 1800 MHz.

    Se la dotazione del nuovo entrante fosse costituita parzialmente con porzioni di banda a 900 MHz, essa potrebbe in linea teorica prevedere al più una porzione di circa 5 MHz a 900 MHz, che allo stato non potrebbe che provenire dalla banda attualmente occupata dal TACS, e quindi essere situata in banda cosiddetta estesa (E-GSM).

    In tali condizioni il nuovo entrante avrebbe lo svantaggio di una banda soggetta ad alcune limitazioni di sfruttamento per via della minore diffusione, allo stato, di terminali ed apparati capaci di sintonizzare la stessa.

    Ecco perchè l’Autorità ritiene che per il nuovo entrante un'efficace alternativa all’assegnazione diretta di banda a 900 MHz sia la possibilità di ottenere il roaming sulla rete a 900 MHz (operatore mobile virtuale) da parte degli operatori con una rete ragionevolmente sviluppata e per i quali sia previsto uno specifico obbligo in tal senso.

    La procedura da utilizzare per l’assegnazione di banda al nuovo entrante GSM, dovrebbe secondo l’Autorità essere "del tipo beauty contest per garantire le esigenze di uniformi condizioni concorrenziali".

    Il 7 ottobre 2003, i gestori GSM già sul mercato hanno proposto anche un piano specifico di assegnazione che prevede la razionalizzazione della banda a 900 MHz stessa. Sulla base del piano citato l’assegnazione conseguente della banda GSM al 31 dicembre 2005 sarebbe la seguente:
    - Tim 16.6 MHz(di cui 10 MHz in banda E-GSM)
    - Vodafone 13.4 MHz
    - Wind 5 MHz.

    L'Autorità sottolinea che il piano di razionalizzazione della banda 900 MHz "supera con una soluzione più efficiente l’attuale frammentazione dell’utilizzo esistente ma deve necessariamente essere posto in relazione alle procedure previste per il nuovo entrante".

    Se la banda a 900 MHz eccedente non dovesse entrare a far parte della dotazione di un nuovo entrante, sarebbe possibile procedere all’assegnazione ai gestori esistenti della banda a 900 MHz sulla base di specifiche misure e condizioni di autorizzazioni obiettive e trasparenti e che promuovano l’uso efficiente delle risorse spettrali e la qualità del servizio.

    Tra le misure che sarebbe opportuno adottare vi sono quelle "relative alle condizioni di ingresso per un nuovo operatore". Infatti, ove tale operatore dovesse disporre di sola banda a 1800 MHz, l’Autorità ritiene che il roaming fornito sulla banda a 900 MHz, a favore del nuovo entrante per un periodo limitato ma sufficientemente protratto nel tempo, sarebbe una misura equa, proporzionata e giustificata al fine di mantenere le condizioni di effettiva concorrenza.

    Infatti il nuovo entrante potrebbe disporre del roaming a condizioni orientate al costo, per un periodo pari ad almeno 5 anni dall’ingresso del nuovo entrante, periodo in cui presumibilmente la rete non sarà ancora completamente diffusa sul territorio.

    Un’altra misura che l’Autorità reputa rilevante ai fini di un effettivo sviluppo della concorrenza, sempre a favore dell’eventuale nuovo entrante GSM, è l’obbligo di condivisione di impianti, siti ed infrastrutture da parte dei gestori radiomobili GSM esistenti per almeno 5 anni.
    Spira il vento.

  4. #4
    Desaparecido
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    Predefinito De Benedetti: improbabile quarto operatore

    L'arrivo di un quarto gestore GSM in Italia è improbabile. Questo il pensiero di Marco De Benedetti, amministratore delegato di Tim, secondo cui "è improbabile che si presenti un gruppo interessato a diventare il quarto operatore GSM in Italia".

    "La consultazione pubblica condotta dall'Authority - ha detto De Benedetti a margine della presentazione degli obiettivi strategici Tim - è un passaggio obbligato, un percorso prevedibile che difficilmente porterà un quarto operatore GSM in Italia".

    Quarto gestore sì o no? Se il Garante tlc si dice convinto della necessità di un quarto gestore GSM, Tim sostiene che è improbabile e Vodafone non lo vuole virtuale. Gasparri, invece, non lo vuole proprio. Eppure pare che almeno tre gruppi si siano detti interessati ad entrare sul mercato GSM.

    L'amministratore delegato di Tim ha infine confermato che "la procedura per la redistribuzione delle frequenze TACS in mano a Tim va avanti: il termine è stato fissato a dicembre 2005".
    Spira il vento.

 

 

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